La banca post digitale

17 Luglio 2019 Gian Carlo Lanzetti
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Gian Carlo Lanzetti
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Tutte le banche stanno facendo uno sforzo enorme per investire in strategie di “digitalizzazione” che si concretizzano nel fornire servizi più efficienti, nel semplificare la relazione con i clienti – più esigenti e meno fedeli – e nel creare nuovi modelli di servizio nei diversi segmenti del mercato bancario.

Tuttavia, Secondo The Innovation Group, è arrivato il momento per le banche di comprendere che digitalizzare non è sinonimo di trasformazione digitale e che la trasformazione digitale non è l’obiettivo finale, ma lo strumento per poter rimanere sul mercato e competere con i nuovi attori emergenti. 

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In Italia esistono già oltre 13 milioni di millennials, che sono, insieme alle generazioni successive, digital native, e diventeranno i principali investitori e risparmiatori di domani. Mentre le generazioni precedenti avevano la banca in quanto luogo fisico come punto di riferimento per tutto ciò che riguardava risparmi e operazioni bancarie, le nuove vivono e si muovono in un contesto completamente digitalizzato all'interno di una metamorfosi delle abitudini dei clienti e consumatori. Essere digitali è ormai la normalità e la separazione tra mondo digitale e fisico non ha più significato.

Smartphone, app, ma anche tecnologie emergenti come intelligenza artificiale, realtà aumentata, internet of things, rappresentano ormai la loro quotidianità. Il loro utilizzo e diffusione segnano la nascita di un contesto tecnologico e di un ambiente operativo “post digitale” che deve essere accompagnato da una profonda e corrispondente metamorfosi del banking e dell’industria bancaria. 

Per le nuove generazioni la relazione con la banca, per molti dei servizi standardizzati, a partire dai pagamenti, diventa occasionale, come dimostra l’ampio uso di Wechat e Alipay in Cina, che permettono di effettuare pagamenti senza uscire dall’applicazione. La prospettiva sempre più probabile è che alcuni dei servizi bancari non necessariamente dovranno essere erogati dalle banche. La trasformazione digitale, di per sé stessa, potrà non essere più sufficiente per essere un elemento di differenziazione. Il banking “post-digitale” sarà più trasparente, quasi invisibile, con servizi on demand, personalizzati, semplici e end-to-end, trusted e sicuri. Dovrà essere centrato sui bisogni del cliente e non solo sui prodotti. 

“L’era digitale – afferma Ezio Viola, Amministratore Delegato di The Innovation Group – ha visto la nascita di molti business model disruptive e ci ha insegnato che ogni cosa è potenzialmente impattata dal digitale. Le linee di separazione tra le aziende e la vita privata si sono, in molti ambiti, cancellate così come quelle tra i vari settori. La "banca" post-digitale sarà probabilmente una realtà “ibrida”, un po’ retailer, un po’ azienda di marketing e un po’ technology provider centrata su una relazione personalizzata e aperta a ecosistemi di servizi anche non bancari”.

 

 

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