Focus Italia /

SEO: a volte si tratta solo di usare il buon senso

SEO: a volte si tratta solo di usare il buon senso

30 Gennaio 2021 Redazione SoloTablet
SoloTablet
Redazione SoloTablet
share
Internet ci ha regalato la libertà, forse anche l’illusione di averla. Online a farla da padrone sono gli algoritmi, di Google Search e non solo. Sono loro a determinare quale contenuto sia più attraente, adeguato, interessante e quale sia il migliore per rispondere alle esigenze del navigante online. Per renderli felici sono proliferate negli anni numerose pratiche SEO (Search Engine Optimization) che coinvolgono migliaia di persone e società. Numerosi sono anche coloro che ritengono inutile la SEO o vi si oppongono credendo di essere dotati di conoscenze e pratiche migliori.

Sulla SEO abbiamo intervistato Andrea Castello, SEO e PPC specialist.


Buongiorno, per iniziare ci vuole raccontare qualcosa di lei? A chi si rivolge con le sue attività e come vive l’era digitale che ha trasformato il mondo attuale?

Sono una persona con esperienze lavorative molto varie, il prodotto di una società basata sul lavoro temporaneo. Basti pensare che nasco come restauratore d'opere d'arte.

Come SEO e PPC specialist mi rivolgo sia al mercato B2C, che a quello B2B. Vivo l'era digitale come uomo della mia epoca.

Gli esseri umani si adattano facilmente a qualsiasi nuova condizione, anche la più estrema, pensiamo ad esempio alla pandemia che ha colpito il mondo: è bastato poco tempo perché l'intera umanità si adattasse alla nuova condizione e oggi ci appare normale.

Lo stesso vale per “l'era digitale”, è semplicemente la realtà a cui ci siamo abituati. Dovremmo invece porci altre domande: la tecnologia ci rende più felici, più liberi o invece più soli e dipendenti da essa?

 

Di SEO si parla da molti anni. Nel tempo gli algoritmi di Google Search sono costantemente cambiati, in sintonia con gli obiettivi di business di Google. Quali sono secondo lei i motivi per cui oggi bisognerebbe investire in attività SEO? E perché la SEO è così importante.

Le scelte fatte da Google in campo SEO seguono una direzione molto semplice, che ne ha decretato il successo: visto il numero incalcolabile di materiale disponibile on-line, il motore di ricerca tenta di semplificare la vita agli utenti che cercano delle informazioni. Il SEO è semplicemente il cuore di questa filosofia.

Non tutti concordano sul fatto che la SEO risponda ai bisogni di chi vi investe e alle promesse in essa comprese. Molti sostengono di avere risultati buoni anche senza SEO. Cosa c’è di errato in queste scelte e comportamenti. Cosa direbbe a un potenziale cliente che manifestasse scetticismo e resistenza all’investire in questo tipo di pratiche?

CONSIGLIATO PER TE:

E tu chi sei?

Se una persona ottiene buoni risultati senza ricorrere a uno specialista SEO, probabilmente è perché a livello inconsapevole sta effettivamente utilizzando delle procedure di ottimizzazione dei contenuti. A volte si tratta solo di usare il buon senso. Detto questo analizzare i dati a disposizione è sempre utile per capire in quale direzione si sta andando con la propria comunicazione ed eventualmente correggere la rotta.

SEO, storytelling, social media marketing, SEM, ecc. Sono tante pratiche che sono emerse negli anni come utili per trasformare in digitale molti aspetti del business. Sono partiche che coinvolgono migliaia di operatori e professionisti. Come vede lei questo mercato in Italia? Non crede che ci sia un surplus di offerta e che molta di essa sia inadeguata? Non crede che anche la domanda sia altrettanto inadeguata?

Ancora una volta prenderò ad esempio la situazione che stiamo vivendo: la pandemia globale. I vari lockdown ai quali siamo stati sottoposti hanno aumentato in modo enorme il mercato on-line a discapito dei mercati tradizionali. Chi ha avuto il coraggio di investire nel cambiamento ha guadagnato, chi è rimasto ancorato al passato ci ha perso. Questo meccanismo è rimasto inalterato nella storia umana: da sempre chi riesce ad utilizzare meglio la tecnologia ha dei vantaggi.

Infine una domanda filosofica. Praticando un’attività volta a soddisfare gli algoritmi non le sembra di contribuire alla costruzione di una realtà dominata dalle macchine? E’ come se ci si adeguasse al codice straniero che fa funzionare gli algoritmi e decide per noi cosa sia bene e male, cosa si debba comperare e quando, ciò che conviene pubblicare o meno, come va scritto e quanto deve essere esteso, ecc. Come professionista lei non si pone mai domande di questo tipo?

Si, certo. A volte penso che questo modo di fare informazione abbia qualcosa di diabolico. Ma non è così. I dati che noi diamo ai motori di ricerca gratuitamente, da un lato ci rendono “merce di scambio”, o se vogliamo la vera fonte di reddito degli stessi motori di ricerca, dall'altro lato riceviamo offerte commerciali che in generale sono più vicine ai nostri bisogni e quindi sono più utili. Quando non esisteva la profilazione dell'audience e venivamo bombardati di pubblicità televisiva, eravamo esposti a messaggi massivi, che non coincidevano sempre con i nostri interessi. Era uno spreco di soldi, da parte di chi pagava le pubblicità e di tempo, per gli utenti. 

Per terminare e ringraziandola vuole aggiungere altro?

La strada che abbiamo intrapreso con la digitalizzazione della società e dei rapporti interpersonali non è a senso unico. Se un giorno tutti decidessimo che non vale la pena continuare in questa direzione, potremmo senza dubbio cambiare il nostro modo di rapportarci con il mondo, ma la domanda fondamentale è: lo vogliamo davvero? Quanta libertà e riservatezza siamo disposti a sacrificare per i vantaggi che la tecnologia ci offre e che ormai ci sembrano scontati?

 

 

comments powered by Disqus

Sei alla ricerca di uno sviluppatore?

Cerca nel nostro database


di-erre software s.r.l.

di-erre software si occupa principalmente di sviluppo software e consulenza...

Vai al profilo

Startbusiness

SB un’azienda che fa scouting nel mondo ICT (Information Communication Technology...

Vai al profilo

Zirak Srl

Zirak mobile è una società da anni impegnata nello sviluppo di applicazioni per...

Vai al profilo

Camagames

We’re the Camagames, founded Matteo Carretti to gather on music, graphic and...

Vai al profilo