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Nuovi lavori: pro e contro

Nuovi lavori: pro e contro

12 Febbraio 2019 Gian Carlo Lanzetti
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Gian Carlo Lanzetti
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Per LinkedIn gli italiani sono tendenzialmente soddisfatti della propria posizione lavorativa.

La motivazione che spinge maggiormente gli italiani a cercare un nuovo lavoro è il possibile aumento di stipendio, con il 45% delle preferenze; il 28% è invece alla ricerca di un migliore equilibrio tra vita lavorativa e personale (work/life balance); mentre il 23% degli italiani cambierebbe per andare in un’azienda in grado di garantire maggiori prospettive di crescita professionale (in questo ambito spicca il 29% dei Millennial che si mostrano più propensi ad una carriera in prospettiva); allo stesso tempo, il 20% degli intervistati è alla ricerca di maggiori benefit (come ad esempio condizioni di lavoro flessibile e la possibilità di accedere a polizze mediche con condizioni vantaggiose); mentre il 18% è genericamente alla ricerca di nuove sfide in ambito professionale.

E’ quanto emerge da una indagine svolta dalla società Opinium Research su un campione di oltre 1.000 lavoratori in Italia per conto di LinkedIn. 

Quali sono invece le motivazioni che frenano i professionisti italiani nella ricerca di un nuovo lavoro? Per il 26% degli intervistati sono legate soprattutto ai dubbi sulla possibilità di trovarsi peggio in un nuovo lavoro rispetto a quello precedente; similare il 14% che ha letteralmente paura dell’ignoto legato ad un nuovo posto di lavoro, mentre il 12% dei lavoratori della Penisola ha addirittura paura di fallire.

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E quali sono per gli italiani le ragioni che portano a sentirsi più insicuri? Il 27% dei nostri lavoratori ha affermato di aver paura di uscire dalla cosiddetta comfort zone (ovvero quella situazione in cui ci si sente abbastanza sereni della qualità del proprio lavoro e del rapporto con superiori e colleghi); la stessa percentuale di persone (27%) pensa di non avere abbastanza esperienza; il 26% pensa che ci siano di sicuro candidati migliori; il 18% pensa di non essere un professionista abbastanza convincente; il 14% è addirittura sicuro che comunque non avrebbe superato neanche il processo di selezione.                                                                                             

A differenza di quanto si possa pensare – osserva Marcello Albergoni, Head of Italy di LinkedIn -  dalla nostra nuova ricerca emerge che gli italiani sono tendenzialmente soddisfatti della propria posizione lavorativa, un elemento incoraggiante che conferma i progressi fatti in Italia nell’ambito della cultura del lavoro e della qualità degli ambienti di lavoro presenti nel nostro paese. Nonostante ciò, ci mostriamo comunque abbastanza coraggiosi rispetto a nuove opportunità in ambito professionale, e risulta chiara la sempre maggiore necessità di stimolare le attività di networking, ovvero creare un confronto generazionale tra lavoratori sulle opportunità offerte dal sempre più fluido e dinamico mercato del lavoro. Solo una reale condivisione delle esperienze può aiutare oggi i professionisti italiani a formarsi reciprocamente, e creare ambienti e team di lavoro realmente coesi e vincenti”.

 

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