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Le stampanti minano la sicurezza informatica in azienda?

Le stampanti minano la sicurezza informatica in azienda?

16 Dicembre 2019 Redazione SoloTablet
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Secondo uno studio svolto per conto di Sharp, le stampanti possono essere un anello debole per quanto riguarda la sicurezza informatica.

Le periferiche di stampa continuano ad essere presenti nelle case e negli uffici e, spesso, sono condivise in rete: eppure, le stampanti spesso rappresentano una minaccia per la sicurezza informatica.

Le stampanti di rete: comode, ma potenzialmente vulnerabili

Sin dal loro arrivo sul mercato, le periferiche di stampa hanno occupato un posto di primaria importanza nel comparto degli accessori informatici: così, tanto le stampanti a getto d’inchiostro quanto quelle laser che richiedano l’uso di cartucce e toner originali e rigenerati ancora oggi, nonostante la digitalizzazione, sono usate tanto a casa quanto in ufficio per produrre tanti documenti. Tante volte, poi, queste periferiche di stampa vengono condivise all’interno di reti LAN, per consentire a tanti utenti differenti di poter usare lo stesso apparecchio, in maniera tale da non dover comprare più stampanti, considerando come poi procurandosi un numero maggiore di stampanti, bisogna pure preoccuparsi di gestire la manutenzione delle stesse. La sostituzione di cartucce, l’aggiornamento di driver o tante altre operazioni che fanno parte della routine tipica del mantenimento in condizioni operative impeccabili della stampante, può convincere circa la bontà della scelta di condividere questa risorsa con più macchine. E proprio a questo punto, secondo uno studio svolto per conto di Sharp, che si manifestano delle potenziali minacce per la propria infrastruttura informatica, giacché non sono pochi gli hacker specializzati nelle operazioni di cyber criminalità sulle stampanti in rete, con le gravi conseguenze che queste azioni comportano. La redditività di questo tipo di attività di hackeraggio, d’altro canto, è resa ancor più appetibile dal fatto che circa un’azienda su due non adotta soluzioni di protezione adeguate per le stampanti e le MFP che si trovano all’interno della rete aziendale, ciò che comporta il rischio di potenziali accessi indesiderati ai dati da parte di terzi.

Alcuni dati sul rischio di hackeraggio delle stampanti

Secondo questa ricerca, infatti, è emerso che addirittura per l’87 percento dei dipendenti italiani non esiste la consapevolezza circa il rischio di usare stampanti o MFP in ufficio senza che le stesse siano dotate di adeguate soluzioni di sicurezza e, ancora, le persone non pensano proprio che queste periferiche possano rappresentare una minaccia per la sicurezza della rete aziendale. Secondo lo studio, è emerso che soltanto secondo una persona su otto abbandonare delle stampe all’interno del vassoio della propria stampante multifunzione possa rappresentare una potenziale minaccia per quanto riguarda la sicurezza delle informazioni: evidentemente, a questo proposito, non esiste un’attività di informazione e sensibilizzazione circa queste potenziali minacce. In effetti, soltanto un impiegato su quattro – nel nostro paese – è a conoscenza del fatto che una stampante possa essere oggetto di un’operazione di hackeraggio con tutti i rischi che ne derivano per la propria azienda, per esempio in termini di furti di dati o altre operazioni di cyber criminalità. Lo studio commissionato da Sharp mette inoltre in evidenza come nel 48 percento dei casi, negli uffici, l’uso di una stampante non preveda alcun tipo di autentificazione, con il risultato che qualunque utente potrebbe fare uso di queste periferiche di stampa senza che vi sia alcun controllo.

I potenziali rischi derivanti da una stampante di rete

Sharp – con la collaborazione dell’hacker etico Jens Müller – ha elaborato una guida utile per rafforzare la sicurezza dei dati in relazione all’attività di stampa all’interno delle aziende, con suggerimenti che possono essere particolarmente utili per i responsabili IT. Una stampante non protetta sufficientemente, non solo permette agli hacker di accedere a documenti stampati, digitalizzati o spediti via fax, bensì, consente spesso anche di sferrare attacchi ben più complessi e dannosi, con violazioni che possono interessante l’intera rete informatica di un ufficio. Le aziende di piccole dimensioni, a questo proposito, sono maggiormente esposte a queste problematiche rispetto a quelle più grandi, giacché spesso dispongono di meno mezzi per la gestione della sicurezza informatica.

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