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Acquisti online europei: italiani al primo posto

Acquisti online europei: italiani al primo posto

12 Febbraio 2018 Gian Carlo Lanzetti
Gian Carlo Lanzetti
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A livello europeo, il 43% di coloro che possiedono uno smartphone acquista attraverso questo dispositivo.

Secondo uno studio di UPS:

  • Gli acquirenti online italiani sono al primo posto in Europa per gli acquisti effettuati presso retailer di altri paesi: lo fa l’85% degli acquirenti, di cui l’83% presso retailer europei.
  • Il 98% degli acquirenti online italiani (vs. 96% di quelli europei) ha acquistato su un marketplace e il 44% prevede di farlo sempre di più in futuro. Il 37% delle ricerche preliminari su un prodotto inizia di norma su un marketplace.
  • Il 74% degli acquirenti online italiani considera l’opzione di reso gratuito essenziale al momento del check out e il 78% lo ritiene un elemento importante per la scelta di un retailer online.

Questi sono alcuni dei dati che emergono dallo studio europeo  “UPS Europe Pulse of the Online Shopper 2017” realizzato da comScore su oltre 6.400 acquirenti online europei di sei Paesi (tra cui l’Italia)

Sette acquirenti online su dieci a livello europeo hanno acquistato da retailer al di fuori del proprio paese, soprattutto perché questi offrivano prezzi migliori o perché erano alla ricerca di brand o prodotti specifici.

Gli acquirenti italiani sono più globali, comprano per l’85% da retailer fuori dall’Italia e i principali fattori che considerano quando scelgono di acquistare da retailer al di fuori del proprio paese includono: la sicurezza dei pagamenti (78%), una chiara indicazione del costo totale dell’ordine tasse incluse e imposte (77%), la rapidità di consegna (70%) e come detto una chiara politica di reso (68%).

Acquisti globali e marketplace preferiti

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Secondo lo studio questi dati confermano non solo che i retailer hanno l’opportunità di interfacciarsi con clienti di diverse aree geografiche, ma anche quanto sia fondamentale per loro offrire una gamma di servizi ampia e personalizzata per soddisfare le aspettative degli acquirenti online.

“Internet ha reso gli acquisti davvero globali, permettendo ai retailer di commercializzare e vendere i propri prodotti a clienti di tutto il mondo. Il nostro studio mostra che circa tre quarti degli e-shopper europei acquista da paesi al di fuori del proprio e che quindi il momento attuale sia propizio per i retailer di piccole e grandi dimensioni che vogliono espandere la propria attività” ha dichiarato Abhijit Saha, Vice President of Marketing di UPS Europe. “UPS intende aiutare questi retailer a operare a livello internazionale con la stessa semplicità con cui operano nelle proprie città”.

Lo studio di UPS, sottolinea una nota, ha inoltre evidenziato che quasi tutti gli acquirenti online italiani in linea con la media di quelli europei (rispettivamente 98% vs 96%) hanno acquistato su marketplace, ovvero piattaforme online per retailer terzi. Il 69% dichiara di aver acquistato su marketplace invece che direttamente dal retailer per i prezzi migliori e il 48% per la velocità di consegna.

Gli acquirenti europei, invece, scelgono i marketplace per i prezzi vantaggiosi (67%) e per la scelta più ampia di prodotti in una data categoria (43%).

Oltre la metà (57%) degli acquirenti online italiani (vs 52% di quelli europei) considera il numero di opzioni di spedizione offerte di fondamentale importanza quando ricerca o sceglie i prodotti online, e il 78% ritiene importante il reso gratuito. Inoltre il 65% degli acquirenti italiani in linea con la media europea (63%) è interessato a spedizioni in luoghi alternativi di consegna con orari prolungati, se le spese sono inferiori alla consegna a domicilio.

I retailer devono anche adottare un approccio “mobile first” perché l’uso degli smartphone per fare acquisti sta aumentando considerevolmente. Sempre secondo lo studio, a livello europeo, il 43% di coloro che possiedono uno smartphone acquista attraverso questo dispositivo. Gli acquirenti ricorrono al mobile anche per tutta una serie di altre attività legate all’acquisto, come la localizzazione dei negozi e le relative informazioni (78%), il tracking degli ordini (78%) e il confronto dei prezzi tra i retailer (75%).

 

 

 

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