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L'avanzata dei robot a caccia di nuovi posti di lavoro
In teoria il progresso tecnologico dovrebbe sempre produrre vantaggi e benefici per la forza lavoro. In realtà se la robotizzazione attuale dovesse continuare con il trend attuale i benefici e i vantaggi sarebbero tutti associabili alla massima disponibilità di tempo libero mai sperimentata prima dall'essere umano. Una libertà dal lavoro e dalle sue incombenze e anche dal salario ad esso associato. Almeno fino all'introduzione di un salario di cittadinanza umana garantito dal lavoro delle macchine.
Si trova in Lifestyle / Lavoro
Lavoro, automazione e futuro
L’intelligenza è lo strumento che la specie umana ha usato nella sua evoluzione per sopravvivere ed evolvere. Cosa può succedere se questa risorsa preziosa finisse per caratterizzare la specie emergente delle macchine intelligenti?
Si trova in Lifestyle / Lavoro
Nuove professioni rese possibili dall’evoluzione delle tecnologie
I lavori di domani sono quelli che nasceranno e sperimenteranno una crescita rapida come conseguenza di nuove tendenze emergenti, nuovi sviluppi industriali e nuove rivoluzioni tecnologiche. Le nuove professioni, per il momento ancora sconosciute, potrebbero trovare spazio in una miriade di mercati merceologici, alcune in forma transitoria e temporanea, altre in forma stabile e continuativa. I mercati finanziari, della salute, dell’assistenza agli anziani, dell’educazione, dellpambiente daranno forma a nuove opportunità lavorative ma le occasioni migliori deriveranno dalla rivoluzione tecnologica in atto. Sempre che si sappia trarne vantaggio!
Si trova in Lifestyle
Il lavoro “agile” o smart alla prova dei fatti
Una indagine di InfoJobs (società di recruiting) indica che solamente il 28,5% delle aziende ha in programma l’implementazione di politiche di smart working nei prossimi 3 anni. Però un po’ tutte le organizzazioni, pubbliche e private, ne stanno valutando benefici e limiti.
Si trova in Focus Italia / Segnalazioni dal mercato
Lavoro: la punizione di Dio è finita?
Per secoli abbiamo creduto che Dio avesse imposto il lavoro come punizione al peccato di Adamo ed Eva. Lavorare era duro e "maledetto" per espiare quella colpa. Chiunque si sottraesse a questo fato, vagabondi barboni zingari immigrati perditempo, metteva a serio pericolo la sua salvezza. Adesso che andiamo incontro alla scomparsa del lavoro, che cosa resta di questo comando? La tecnologia ci sta liberando dall'ennesima superstizione o stiamo scoprendo il vero significato del lavoro?
Si trova in Blog / Religione e Tecnologia
Jobs Act alla cinese, robot e macchine intelligenti al posto di lavoratori e operai
Perchè impegnarsi in lunghe discussioni con i sindacati e gestire la complessità delle relazioni con dei collaboratori umani? Meglio eliminare ogni forma di perditempo, ridurre al minimo l’interazione dialogica, programmare gerarchicamente comportamenti e attività e eliminare retribuzioni e salari.
Si trova in Tecnologia e Impresa / Ambiti di applicazione e Strategie
Felici e sfruttati. Capitalismo digitale ed eclissi del lavoro
BIBLIOGRAFIA TECNOLOGICA - "Battere la grancassa sulla Sharing Economy e sul freelancing serve soprattutto: a legittimare le nuove forme di sfruttamento messe in atto dal capitalismo delle startup; a rendere ancora più “normali” i rapporti di lavoro precari; a ricattare quelli che hanno un lavoro dipendente di tipo classico (i soldi non ti bastano? Datti da fare nel “tempo libero”); a sancire la fine di ogni contrattazione sulla durata del tempo di lavoro (vedi le recenti dichiarazioni del ministro del lavoro Poletti sull’anacronismo di simili pretese sindacali); a diffondere l’ideologia secondo cui essere imprenditori di sé stessi è cosa giusta e bella (in questo modo, scrivono, Dardot e Laval, l’egemonia liberista costruisce il suo progetto di “uomo nuovo”). Forse quelli che celebrano le magnifiche sorti e progressive del lavoro autonomo “da sinistra” dovrebbero cominciare a nutrire qualche dubbio."
Si trova in Tecnobibliografia / Tecnocritica
Economia delle piattaforme e lavoro digitale
Il terzo millennio è segnato dalle tante rivoluzioni tecnologiche che lo caratterizzano. Le tecnologie non sono solo quelle dell’informazione e delle piattaforme digitali ma anche quelle che stanno trasformando discipline e settori di ricerca interi, in ambiti come la genetica e la biotecnologia, l’automazione delle fabbriche manifatturiere e di processo. Benefici e vantaggi devono fare i conti con la perdita di posti di lavoro, non solo manuali ma anche cognitivi. Più che riflettere sui posti servirebbe però una riflessione critica sui modelli di realtà che stanno emergendo.
Si trova in Blog / Tabulario
Si possono temere i robot più della morte?
Ogni qualvolta una nuova tecnologia arriva sulla scena e si impone, gli esseri umani reagiscono alle novità e ai cambiamenti introdotti con reazioni di stress e di ansia che generano in molti comportamenti tecnofobici e in altri aspettative esagerate. E’ successo in passato con la diffusione dell’elettricità, è successo con ‘arrivo del personal computer e oggi sta succedendo con la diffusione dei robot e delle macchine intelligenti.
Si trova in Lifestyle
Tu chiamala se vuoi flessibilità…ma per molti è una grande fregatura!
La parola flessibilità popola da almeno due decenni il vocabolario e il linguaggio dell’economia, del mondo del lavoro e dei media. Se ne parla solitamente per decantare i vantaggi della globalizzazione dell’economia neoliberista e per costruire narrazioni acritiche, se non manipolatorie, di realtà del lavoro piene di opportunità ma in realtà sempre più precarie e senza lavoro. Sparita la classe operaia e la sua capacità di riflettere criticamente sulla realtà per cambiarla, oggi la flessibilità colpisce la classe media e i lavoratori cognitivi (cognitariato), incapaci per il momento di elaborare adeguate strategie di resistenza e cambiamento.
Si trova in Blog / Tabulario