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Scuola e tecnologia: le opinioni degli insegnanti a confronto.
Mentre va in onda e online la comunicazione mediatica sulla riforma della scuola renziana, la scuola italiana si trova a confrontarsi con mancanza di fondi, arretratezza tecnologica, disorganizzazione e insofferenza crescente del corpo docente. Uno dei temi di fondo è la trasformazione della scuola in senso tecnologico. Una innovazione necessaria ma che ha difficoltà ad affermarsi per mancanza di strategie, di risorse e anche per l'avversione/indifferenza di molti insegnanti.
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Serve un approccio pragmatico e utilitaristico. Scuola e tecnologia, parlano gli insegnanti [2].
Alla seconda intervista sul tema scuola e tecnologia SoloTablet ha incontrato Giuseppe Corsaro, Insegnante di Lettere alla Secondaria di primo grado: "Gli insegnanti che usano il digitale sono pochi e fra questi ancor meno sono coloro che lo usano in classe per l’attività didattica. E’ necessaria una rivisitazione del ruolo del docente. Non si può introdurre la tecnologia per continuare a fare didattica alla vecchia maniera o esclusivamente per la produttività personale del docente o per gli aspetti amministrativo-burocratici. "
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La tecnologia fa parte della quotidianità degli studenti. Scuola e tecnologia, parlano gli insegnanti [3].
Dalla terza intervista con gli inseganti su scuola e tecnologia, emergono le difficoltà di una scuola italiana alle prese con mancanza di risorse e problemi organizzativi e infrastrutturali. Secondo Maria Cristina Cristini servirebbero soldi ma soprattutto soldi ben spesi.
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Usare la tecnologia ma con cautela. Scuola e tecnologia, parlano gli insegnanti [4].
Dare voce agli insegnanti permette di scoprire quanto ricca di esperienza e disponibilità sia la scuola italiana. Ad essere carenti sono i mezzi e a mancare sono le risorse e la capacità di visione di chi la scuola dovrebbe gestire a livello politico e strategico. La nostra quarta intervista condotta con Marina Prete, insegnante di inglese di una scuola primaria a Carbonara, evidenzia la grande apertura alle novità e le difficoltà con cui gli insegnanti devono confrontarsi ogni giorno. Per la tecnologia in classe ad esempio servirebbe maggiore formazione.
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Tecnofila, tecnofoba ed anche un po’ tecnoscettica. SoloTablet intervista Flavia Giannoli [5]
Docente di Fisica e Matematica al liceo Volta di MIlano, Flavia Giannoli racconta che introducendo le nuove tecnologie in classe ha spiazzato i suoi studenti: “Prof, ma veramente possiamo usare i cellulari in classe?”; “Prof, ma possiamo andare su internet?”. Sostenitrice della didattica collaborativa, delle mappe comuni e condivise, della classe virtuale è convinta che la ricchezza della scuola, in termini di professionalità e competenze, potrebbe trarre grande vantaggio da un utilizzo intelligente della tecnologia e dei suoi prodotti innovativi.
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Buone pratiche frutto esclusivamente della passione, della creatività e dell’impegno di singoli docenti [6]
Se si vuole una scuola moderna e aggiornata bisogna essere pronti a mettere in discussione i paradigmi utilizzati finora, per preparare ragazzi ai quali la società richiede competenze molto diverse rispetto al passato e che bombarda sempre più i giovani con una quantità incredibile di stimolanti informazioni digitali. Ma niente paura, questo non vuol dire rinnegare tutto ciò che si è fatto sinora, semmai significa arricchirlo. Alla sesta intervista SoloTablet ha incontrato Roberta Martino.
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Studente e insegnante #staisereno. La buona scuola è all’orizzonte.
Migliaia di insegnanti, di studenti e di famiglie inizieranno il nuovo anno scolastico con la promessa di nuovi cambiamenti e rivoluzioni potenziali destinate a trasformare la scuola in una buona scuola. Nulla di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire! O è la volta buona? Il successo dipenderà dai molti insegnanti 2.0, innovatori e consapevoli del ruolo delle nuove tecnologie a scuola. La politica dovrebbe affidarsi a loro, prima che ai tecnici esperti che collaborano con il ministero.
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I computer in classe sono inutili, se non addirittura dannosi! Scuola e tecnologia [7]
Non tutti sono a favore della scuola digitale, alcuni coraggiosi lo dicono a voce alta. E' il caso o Giuseppe Albano, intervistato da SoloTablet: "Non faccio previsioni, pena il rischio di facile pessimismo, ma credo che se la Scuola, come Agenzia Educativa primaria, non si assume l’onere di provvedere ad una corretta azione educativa in tal senso, in grado di contrastare il fenomeno diffuso della dipendenza digitale delle nuove generazioni, in futuro ci sarà poco da scherzare."
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A Bollate inizio anno scolastico con il tablet
Una disponibilità limitata che non potrà soddisfare il desiderio di ognuno dei 6000 studenti di Bollate. Cento classi a tempo pieno potranno però disporre ognuna di un tablet. Un investimento da 30000 euro ha permesso l'introduzione del tablet in tre Istituti Comprensivi bollatesi. A partire dal primo giorno di scuola.
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Remind, per una interazione insegnanti, studenti e genitori via cellulare
Ad inizio anno scolastico la scuola italiana fa i conti con manutenzioni edilizie incompiute, carenza di insegnanti e organizzative, novità nella composizione delle classi e nella demografia di istituto ma anche con le nuove tecnologie.
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