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Serve una riflessione critica capace di portare a una coscienza diversa sul ruolo della tecnologia
I nostri sé sono networked: c’è un nucleo stabile, ma differenti aspetti di quel sé vengono enfatizzati in situazioni sociali differenti» (p. 391, edizione Guerini Scientifica). Il problema però è che quegli aspetti iniziano a diventare “personaggi” diversi, assistiamo a una sorta di dissociazione di identità. Un mondo networked può offrire alle persone la possibilità di vivere bene, se però sanno come farlo. Una forte consapevolezza di sé e dei propri valori, un atteggiamento critico e una presa di distanza scettica risultano sempre necessari per evitare di soccombere. Ma questo atteggiamento non è qualcosa di naturale, è qualcosa che va sviluppato e allenato costantemente.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
Nel pieno di una grande transizione: la formazione di un ecosistema digitale compiuto
Credo che nessuna persona intelligente, orientata eticamente e attenta al bene comune possa avere creduto e potrà credere che la tecnologia sia la risposta a tutto. Anche ai bisogni sociali, culturali, conviviali, emozionali che ci caratterizzano come persone, individui, cittadini. Il problema che abbiamo è restituire umanità e spirito sociale a grandi moltitudini di persone che negli ultimi 30/40 anni sono cresciuti in contesti dominati da un consumismo esasperato, da una esagerata propensione a rincorrere i simboli del successo, a privilegiare le apparenze, le immagini e un agire mai disinteressato e sempre finalizzato.
Si trova in Blog / Sociologia e tecnologia
L’uomo è tecnico, protetico, artificiale fin dai tempi primitivi (Rossella Fabbrichesi)
Dal Protagora platonico all’Orazione sulla dignità dell’uomo di Pico della Mirandola, l’uomo è definito come l’essere che non ha strumenti e dotazioni peculiari, ma ha natura indefinita e dunque può divenire quello che vuole, angelo o fiera. La sua natura è ‘naturalmente’ irrobustita con protesi e tecniche avventizie, è estranea, strumentale, dotata di arti (arti-ficiale) e astuzie per sopperire alle proprie deficienze strutturali.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
Il digitale offre (tuttora) lavoro
Anche nel 2016 le professioni digitali si confermano tra i settori guida dell’economia italiana, relativamente alle offerte di lavoro.
Si trova in Focus Italia / Segnalazioni dal mercato
Confermata la correlazione tra investimenti ICT e crescita PIL
Un dollaro investito in infrastrutture ICT potrebbe rendere circa 3 dollari sul PIL di quest’anno, 3,70 dollari nel 2020 e circa 5 dollari nel 2025. Sarà vero? L’Huawei Global Connectivity Index 2017 ci scommette.
Si trova in Blog / TREND e STRATEGIE
La tecnica è da sempre una forma di mediazione col mondo, con tutte le sue contraddizioni e biforcazioni.
Lo smartphone è il dispositivo più biopolitico dell’era contemporanea ed è la principale componente di un universo di oggetti connessi in vertiginoso aumento. Siamo sempre infatti sempre più immersi nel mondo dell’internet degli oggetti una Bioipermedia, un insieme di bios/biopolitica e ipermedia, uan delle attuali dimensioni della mediazione tecnologica.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
La tecnologia oggi è al servizio delle pulsioni dell’uomo consumista occidentale (Luca Ariostini)
Il capitalismo ha scientificamente annebbiato le masse a tal punto che queste non saprebbero nemmeno immaginare quale uso fare della tecnologia diverso da quello volto all’intrattenimento o al consumismo. I fatti confermano che lo sviluppo tecnologico digitale degli ultimi 20 anni è stato incanalato quasi esclusivamente nella fruizione di esperienze ludiche o di intrattenimento. Più della metà dei dati scambiati sulle infrastrutture di rete mondiali ha a che fare con la pornografia. Contra factum non valet argumentum. Ci avviamo verso il mondo preconizzato da Marx: lavoreremo poche ore alla settimana in cambio di accesso all'intrattenimento personale, che sarà dato dalla realtà virtuale anziché dalla pittura.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
Intelligenza artificiale: la novità del momento
Chi si occupa di storytelling su media tradizionali o digitali non può evitare di esercitarsi in racconti, riflessioni e narrazioni sull’intelligenza artificiale. Lo può fare prefigurando scenari distopici e post-umani o decantandone i vantaggi e il progresso per l’umanità. Meglio se lo fa contribuendo a una riflessione individuale, sociale e politica su una tecnologia che è destinata a cambiare il futuro della specie umana ma anche la vita attuale di tutti i giorni di tanti cittadini del mondo.
Si trova in Blog / Tabulario
La tecnologia ha sequestrato la capacità umana di intuire gli stati d'animo del prossimo. Poi offre il suo soccorso! (Ivo Quartiroli )
Il dibattito sugli aspetti non prettamente tecnologici dalla rete si concentrano prevalentemente sulla privacy o sui temi comunicativi e sociali. Queste sono importanti aree di riflessione, ma ciò che spesso manca è l'attenzione verso gli aspetti psicologici, antropologici e direi anche spirituali, nel senso di evoluzione/involuzione della consapevolezza e delle qualità che ci rendono umani. A dirlo è Ivo Quartiroli in una intervista concessa a SoloTablet ricca di spunti, di riflessioni utili alla elaborazione di pensiero critico e alla comprensione del presente tecnologico in cui siamo tutti coinvolti, immersi e in qualche modo imprigionati.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
Internet, piattaforme Rousseau e disillusione tecnologica
Trump, Brexit, piattaforme Rousseau e movimenti a più stelle hanno segnato l’era tecnologica della politica recente. Internet e le piattaforme tecnologiche sono all’origine di potenziali distopie che stanno trovando espressione in numerosi romanzi e libri che ne raccontano storie, evoluzioni e scenari futuri.
Si trova in Blog / Tabulario