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2019: I poteri forti dei monopolisti tecnologici

2019: I poteri forti dei monopolisti tecnologici

27 Dicembre 2018 Redazione SoloTablet
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Ci sono voluti anni per diventare consapevoli degli effetti della consumerizzione in ambito alimentare determinata dalla numerose innovazioni industriali e marketing, quanti anni ci vorranno per esserlo su quella cognitiva, determinata dalle attuali tecnologie? Diventare consapevoli significa anche interrogarsi sul ruolo che un pugno di azienda ha conquistato e con il quale stanno dominando il mondo.

E’ recente la notizia di nuovi progetti per la realizzazione di nuovi campus e complessi residenziali mega-faranoici in alcune città americane. Protagonisti della loro progettazione e realizzazione sono società come Facebook, Google, Amazon e Apple. Aziende che non possono più essere semplicemente associate ai prodotti che le hanno rese famose ma che sono proiettate, non solo in senso letterale, alla conquista del mondo. Con una loro visione del futuro ben precisa, ancora meglio raccontata e pubblicizzata, che suggerisce scenari futuri già predefiniti nei quali tutti devono essere coinvolti, non tanto come protagonisti ma sicuramente come consumatori e complici.

I nuovi progetti edilizi delle grandi società tecnologiche non vanno letti come una risposta alla richiesta di Trump di creare nuovi posti di lavoro o di trasferire la produzione sul suolo americano. Sono piuttosto il tentativo di alimentare quella che da tempo è la nuova religione del terzo millennio. Una religione che ha bisogno di fedeli, di missionari, di un clero motivato e organizzato e anche di chiese. Chiese come il Cerchio (ogni riferimento al libro di Davie Eggers è legittimo) o astronave di Apple, lo spazio immensamente aperto di Google, il campus di Facebook o i magazzini della logistica di Amazon. Le chiese servono anche a esorcizzare i momenti critici che nel 2018 hanno interessato alcune di queste società, relativamente al problema delle fake news e della privacy e ad affermare la loro cieca fiducia nel futuro prossimo venturo e anche molto lontano.

Tutto ciò sta avvenendo con la complicità e il supporto di milioni di fedeli, consumatori di cui i proprietari delle piattaforme tecnologiche conoscono praticamente tutto e dei quali sanno soprattutto quanto siano disponibili a concedere porzioni della loro libertà in cambio di gratificazioni continue e servizi che permettano loro di essere sempre connessi e attivi online. Grazie a questa complicità dei consumatori queste aziende stanno, per la prima volta nella storia, sfidando ogni regolamentazione sul monopolio e acquisendo un potere sempre più grande che deriva dal non avere sul mercato alcuna competizione. Non è un caso ad esempio che, dopo anni di celebrazione delle Startup, oggi a fare notizia sono solo la loro acquisizione da parte dei grandi monopolisti tecnologici. Molte startup anzi nascono principalmente con lo scopo di farsi acquistare, in modo da monetizzare rapidamente l’idea, il progetto o il prodotto innovativo che le ha lanciate.

Per comprendere il potere acquisito in pochi anni da Apple, Facebook, Gogle e Amazon non bisogna guardare ai loro fatturati e profitti attuali ma al ruolo che saranno in grado di giocare, nella vita privata e pubblica futura di ogni cittadino, quando si saranno affermate altre tecnologie come quelle che stanno emergendo: machine intelligenti e capaci di apprendere, intelligenze artificiali, chatbot, Realtà Virtuali e Aumentate, sensori, algoritmi intelligenti, robotica, ecc. ecc. E’ un potere così ampio da sembrare imbattibile ma è evidente che, quanto emerso nel corso del 2018, abbia acceso i riflettori su di esso e forse spinto la politica a pensare a come fare per arginarlo o limitarlo. E non solo con interventi e normative come il GDPR.

Non è detto però che i consumatori e i cittadini, abituati e alimentati costantemente dalle piattaforme tecnologiche, sostengano le iniziative possibili dei governi e dei politici. In fondo quello che sembra interessare loro è di avere soddisfatti i loro bisogni, di accesso e informazione, di prodotti e servizi, di shopping ed esperienze di acquisto, di socialità e soddisfazione di bisogni personali.

In tutto questo un ruolo critico fondamentale può esserlo giocato dai media e da quanti alimentano con le loro narrazioni una riflessione sui vantaggi e i benefici della tecnologia così come sui suoi effetti negativi. I media possono anche contribuire a far emergere un approccio riflessivo e maggiormente critico in persone ormai abituate a dare per scontato qualsiasi cosa perché ingabbiati nella binarietà dello stimolo-risposta in tempo reale che caratterizza ogni interazione digitale.  Una maggiore consapevolezza potrebbe portare a comprendere meglio quanto sta accadendo e a prefigurare gli scenari futuri che arriveranno e che obbligheranno tutti a fare i conti con la profondità della rivoluzione tecnologica attuale. E forse porteranno anche a mettere in discussione, già oggi, il potere forte, monopolistico e pervasivo, di poche aziende tecnologiche che si stanno mangiando il mondo.

 

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