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A quando un PC come uno smartphone?

A quando un PC come uno smartphone?

19 Giugno 2019 Redazione SoloTablet
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Il PC non è morto, cambia, evolve e si emancipa anche nei confronti di dispositivi come il tablet che lo hanno dato per superato. Però c’è un però! Non riesce a diventare come uno smartphone, in termini di usabilità, user experience, componenti software e intelligenza.

Tutti i produttori di personal computer sono impegnati in una gara continua a sviluppare le nuove generazioni di PC. L’obiettivo è di rimanere sul mercato con successo offrendo ai consumatori nuove motivazioni all’acquisto di un dispositivo che nei fatti è stato sostituito dalla trasformazione dello smartphone da strumento telefonico a strumento di personal computing. La strategia è di fornire sistemi sempre più potenti e veloci, portabili e mobili. L’innovazione passa prevalentemente sul fronte dell’hardware e attraverso il display che, per la sua maggiore dimensione e superficie, offre maggiori opportunità e produttività a chi lo usa. Da qui le proposizioni dei produttori che comprendono PC dallo schermo doppio (Asus) o allargato e pieghevole (Lenovo), come se fosse quello di uno smartphone.

Ciò che non sembra cambiare nel mondo del PC è il modo con cui viene utilizzato e il software, sempre più o meno invariato, sia che sia sviluppato da Microsoft, Apple o Google. Un problema, forse derivato dalla carenza di investimenti capaci di coinvolgere gli sviluppatori a distrarre la loro attenzione per il mondo Mobile e a dedicarne altrettanta a quello del PC. Nel frattempo l’ecosistema Mobile è in continua evoluzione, cambia e si adatta ai nuovi bisogni, alle consuetudini di utilizzo emergenti e alle nuove pratiche abitudinarie degli utenti.

A fare la differenza è anche la componente smart (smart-phone). Non esistono ancora smart-PC e nessun produttore ne ha al momento ipotizzato uno. L’intelligenza continua a essere di tipo performativo e produttivo, meno di tipo esperienziale e personalizzato. A fare la differenza saranno le intelligenze artificiali che stanno popolando smartphone e PC. Al momento però molti PC si dimostrano ancora poco smart e lo sono poco anche molte applicazioni tradizionali. Il ritardo del PC è forse gistificato dall’uso che ne viene fatto, prevalentemente di tipo lavorativo, e dalle minori esigenze ad esso associate da parte dell’utente, quasi rasegnato a usare quello che gli/le viene proposto. Questa rassegnazione non è però destinata a durare. Presto gli utenti pretenderanno di avere sul/con il loro PC, esperienze simili a quelle a cui si sono felicemente abituati con lo smartphone. Se i produttori non si adegueranno ripensando i loro prodotti PC in ottica Smart e SmartPhone, lo smartphone finirà per sostituirsi al PC anche in ambiti che oggi sembrano inviolabili. A fare la differenza saranno i consumatori che assegneranno allo smartphone un crescente ruolo come strumento di personal computing, nonostante le sue limitazioni fisiche e fattor di forma, come quelli del display. Il punto di non ritorno poi potrebbe essere l’avanzata di soluzioni, legate allo smartphone, in termini di Realtà Virtuali e Aumentate.

 

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