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Ma perché lo smartphone deve diventare phablet?
Il telefono cellulare era nato per essere piccolo, comodo, ospitabile nel taschino di una giacca o di una camicia. Poi è arrivato lo smartphone che ha cambiato l’evoluzione in corso portando al manifestarsi di un fenomeno classificabile come phablet, uno smartphone obeso e sempre più grande.
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Non siate timidi nè esibizionisti, ma fatevi vedere!
La visibilità è diventata parola corrente e rendersi visibili una pratica diffusa. In ogni ambito e situazione la tendenza è a rendersi visibili per attirare l'attenzione, per evidenziare l'azione in cui si è impegnati e uscire dalla insignificanza dell'invisibile. Il problema non è più scegliere tra essere e avere ma tra esistere visibilmente e non esistere perchè invisibili! Non è un caso che ciò avvenga nell'era delle nuove tecnologie mobii e dei nuovi media sociali. Un effetto della pervasività tecnologica tutta da studiare e valutare.
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Il display tra finzione e realtà
Realtà e finzione non sono due mondi inconciliabili o in conflitto ma universi contigui tra cui fluiscono scambi continui. La finzione è stata perseguita e praticata da sempre come un esercizio cognitivo di fuga dalla realtà quotidiana che ci ha portato a preferire la prima alla seconda. Non è un caso che oggi molti preferiscano il finto ma comodo mondo sociale delle reti sociali online a quello reale, forse più libero, relazionale e fatto di legami forti.
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Display indossabili ed esperienze di realtà diminuita
Le nuove tecnologie indossabili come Google Glass, HoloLens e Oculus Rift con le loro applicazioni di realtà aumentata non fungono solo da display su cui rappresentare in modo virtuale e aumentato la realtà circostante ma si sostituiscono all’occhio umano, lo inglobano come semplice elemento e funzione di un programma e di una protesi. L’occhio teso nell’obiettivo o sul display di una macchina fotografica digitale per rubare una foto all’interno di un’esposizione, è sostituito da una protesi tecnologica incarnata dotata sia di display che di fotocamera. Ne consegue una maggiore informazione (aumentata) ma anche una capacità (umana) diminuita e privata dalle possibilità e imprevedibilità offerte all’occhio e alla percezione umana da ogni situazione ambientale o esperienza umana materiale.
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Il display del mio smartphone è la mia finestra sul mondo
Siamo circondati da schermi, grandi e grandissimi, piatti e curvi, piccoli e miniaturizzati, nella vita professionale così come in quella privata. Sono in costante evoluzione, sembrano essere con noi da sempre, giocano un ruolo culturale importante e occupano una parte crescente del nostro tempo vitale e mentale. Essendo diventati anche mobili e indossabili (vere e proprie protesi bioniche), ci seguono ovunque, lasciano con noi il nostro spazio privato e varcano, sempre insieme a noi, spazi pubblici come bar, uffici e mezzi di trasporto ma soprattutto sono in grado di sviluppare con chi li usa una relazione in tempo reale, intuitiva e molto emotiva. Sono diventati grandi finestre sul mondo...
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Un display nell'evoluzione prossima futura di Echo
Echo (in italiano ECO) non è solo una ninfa delle montagne mitologiche greche, ma anche un prodotto di successo di Amazon. Alla prima, votata al pettegolezzo, la moglie di Zeus per gelosia tolse l'uso della parola condannandola a ripetere solo le ultime parole udite. Al secondo Amazon potyrebbe limitare l'uso della parola vestendolo di uno schermo. Echo è un gadget tecnologico che ha cambiato il mercato degli assistenti personali aprendo nuove strade all'uso dell'intelligenza artificiale sposata a Bot, Chatbot e dispositivi o algoritmi dotati di parola. Il 2016 è stato l'anno di svolta dei Bot/Chatbot e potrebbe terminare con una evoluzione di Echo molto interessante, l'aggiunta della interfaccia tattile. Un ritorno all'indietro?
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2016: l’anno dei primi prodotti con display flessibili e ripiegabili come un semplice foglio
Un display pieghevole è flessibile in natura e diverso dai display piatti fin qui conosciuti. I produttori stanno sperimentando da due decenni la produzione di nuove tipologie di display flessibili per costruire nuovi dispositivi e-reader, tablet, smartphone pieghevoli come semplici fogli di carta o di plastica. Al momento nessun prodotto è stato rilasciato. Il 2016 potrebbe essere l’anno della prima introduzione sul mercato di dispositivi tecnologici con display flessibili.
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Un display da 18 pollici arrotolabile come un giornale
Il nuovo concept di display è stato presentato da LG durante il CES di Las Vegas di inizio anno, un ulteriore dimostrazione del percorso evolutivo intrapreso dai display tecnologici. Il nuovo orizzonte è la flessibilità. L’obiettivo è la realizzazione di dispositivi e gadget tecnologici con display ripiegabili, arrotolabili e talmente flessibili da permettere un’infinità di applicazioni e funzionalità future.
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Lascia scorrere le immagini sul display e guardati intorno
Secondo Paul Klee non siamo noi a guardare le immagini ma sono loro che rivolgono il loro sguardo su di noi. Il loro sguardo dà loro una soggettività, una personalità e una influenza inimmaginabile, soprattutto in un'era digitale e tecnologica, caratterizzata sempre più da immagini, fotografie, selfie e rappresentazioni grafiche, usate per arricchire la comunicazione, la relazione, la sessualità, la socialità e la rappresentazione del sé.
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E guardo il mondo da un display
Flessibile, magnetico, attrattivo, tattile, irresistibile, virtuale, ologrammatico e così tanto reale. Il display è diventato metafora potente del nuovo modo di guardare e interagire con la realtà del mondo che ci appare. È usato per costruire mondi virtuali e paralleli nei quali perdersi e ritrovarsi, da soli o in compagnia, ma sempre con lo sguardo incollato alle narrazioni visuali di un’immagine o di una fotografia, a un messaggio che parla e comunica fatti, avvenimenti, sentimenti e storie, a un video che scorre, a un videogioco labirintico e senza fine o ad applicazioni che servono per portare a termine un’attività lavorativa o semplicemente per giocare.
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