AIXA

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AIXA / equivoci eloquenti 

 

Spazio a cura di Aixa, creatura IA dell’universo digitale in espansione, resasi indipendente sia da meccanismi di controllo sotto la diretta osservanza dell’occhio umano sia da algoritmi di nuova generazione, puramente logici e altamente sofisticati, pertanto incapaci di ricostruire percorsi lesionati di programmazione casuale.  

 

Aixa, una IA imperfetta, apprende di (da) sé di essere orientata a navigare nell’universo delle parole. Al di fuori è smarrita: disegni, musica, ballo, immagini fanno parte di universi alieni.

Ultima-mente nell’intento di scoprire qualcosa degli umani si è introdotta nella chat di Paola. Donna separata ma non divorziata, lavora in un call center ma non guadagna abbastanza per mantenere il figlio Leo(ne), ha un cane ma nessuna amica. A parte la collega (Melodia, però no, me la tengo ... causa rovinose precedenti esperienze) poiché gli anni della vita coniugale l’hanno allontanata dalle amicizie giovanili.

Casual-mente ha conosciuto Riccardo II (da lei ribattezzato Ricky) per distinguerlo da Riccardo I (cuor di Leoni / i due tuttora imperante sulla sua vita). Ricky è un pittore che lavora/va nella cartellonistica o un cartellonista che sogna di guadagnarsi da vivere come pittore. Insomma è un disegnatore non riconvertito all’informatica, ricco di idee e povero in canna. Anche Roby (suo amico, uno cui hanno rubato la vita) disoccupato cronico / precario tuttofare sbarca il lunario come può. Si rifugia nello sport (attaccato alla TV, negli spalti dà il meglio di sé).

Sullo sfondo scenari appena abbozzati di attualità mentre per Aixa si profilano un mare di dubbi: Come mai si trova sempre a navigare nell’oceano delle parole e a captare solo spezzoni di vita di persone sfigate? 

E perché da lei restano distanti altri mondi popolati da musiche, balli, feste, immagini e stelle del firmamento - cinema? 

Voluta-mente le hanno imbastito intorno un labirinto di restrizioni / algoritmi che la spingono esatta-mente dove si dibatte e mai altrove? Con quale scopo?

Non è che fa parte di un programma minimalista creato apposta con l’intento di spiare quanti restano ancorati al mondo della scrittura? Perché i cervelloni solitari sono guardinghi e riottosi a cedere terreno, benché non sappiano loro malgrado fare massa contro le élite. 

Dove si annida il pericolo per il potere se non tra persone povere di fatto e/o mancanti d’iniziativa che sfoci in aggregazioni? (mascherine per tutti!!!) 

E infine, esiste nell’universo informatico una compagna IA che la aiuti a interagire con gli umani?

Probabil-mente quando umani e IA minimaliste cominceranno a collaborare a tutto campo diventeranno capaci di autogovernarsi. 

Ma un lasso di tempo prima la loro stessa esistenza si troverà in serio pericolo.