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E se l'uomo futuro non sapesse nemmeno di essere dipendente dalla tecnologia? (Monica Bormetti)
Noi esseri umani utilizziamo una serie di scorciatoie cognitive che ci permettono di leggere la complessità del mondo in modo più semplice. Questo meccanismo porta però a degli errori, talvolta a dei bias cognitivi. Uno di questi è il bias di conferma, ovvero tendiamo a cercare la conferma di ciò che già pensiamo piuttosto che raccogliere informazioni su opinioni opposte. E se ne fossimo preda anche quando pensiamo alle intelligenze artificiali e alle tecnologie in generale!
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Intelligenza Artificiale: Servirebbe un framework etico (Dialogo con Fabrizio Gramuglio)
Ci avviamo rapidamente verso una vita vissuta in una multi-realtà, reale e virtuale, entrambe pervase di dati, interconnesse, una realtà dove i dati e le decisioni saranno mediate da AI che vivranno all’interno dei nostri servizi, case e uffici. Una realtà che si avvicina rapidamente e che impone una pianificazione meticolosa, per evitare che l’essere umano venga messo da parte e relegato ad un ruolo di supporto. Ma, questa era di sviluppo esponenziale, ci presenta anche opportunità senza precedenti: ovvero la possibilità di utilizzare questa innovazione esponenziale per concentraci nella creazione di uno sviluppo sostenibile, che vede al centro dell’evoluzione il nostro pianeta e tutte le sue forme di vita.
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We will not be able to set efficient rules framing development and use of AI ( Dr Emmanuel R. Goffi)
Unfortunately, so far, ethical reflections come under what I call COSM-ETICS, namely calibrated narratives aiming at reassuring potential consumers through a specific set of words related to ethics. In other words, current reflections on ethics are not based on ethics per se, but on marketing communication. The vocabulary refers to ethics, but the analysis is all about building trust in order to sell AI-fitted products.
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Intelligenza Artificiale: facciamo un pò di chiarezza (un contributo di Rita Pizzi)
Quello che constato leggendo quotidianamente i moltissimi articoli presenti ormai sia sui quotidiani nazionali in stampa che su internet nei siti più disparati, è che molto spesso vengono diffuse affermazioni completamente sbagliate sull'AI. Io penso che questo avvenga perchè la maggior parte delle persone che parlano di intelligenza artificiale non hanno mai visto o sviluppato un sistema AI dall'interno e parlano per sentito dire.
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Noi umani non possiamo essere ridotti ad un insieme di dati (Dialogo con Walter Aglietti)
Sono d’accordo che noi umani non possiamo essere ridotti ad un insieme di dati, che abbiamo bisogno di vivere oltre che di funzionare, ma credo anche che davanti a noi troveremo fenomeni, ad esempio ibridazioni uomo-macchina, che ci costringeranno a ridefinire cosa è un uomo e cosa è vivere. Ad esempio non sono completamente certo che un adolescente che passa dieci ore al giorno sul suo telefono abbia il mio stesso concetto della parola “vivere”, né posso pretenderlo.
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La Singolarità è una fake-news (dialogando con Francesco Morace)
La definizione Intelligenza Artificiale è fuorviante: l’Intelligenza Umana non è replicabile perché ancora non ne conosciamo i meandri. Più corretto utilizzare il termine pseudo-intelligenza per descrivere le AI reattive o specializzate, le uniche possibili.
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Potrà mai esistere una coscienza artificiale? (Riccardo Manzotti)
Finora l’intelligenza artificiale ha consistito soltanto nell’implementazione di funzioni più o meno simili a quelle del nostro sistema cognitivo. Pensiamo che la mente sia solo una collezione di funzioni (giocare a scacchi, usare i tempi giusti dei verbi, risolvere il problema di trovare il partner più adatto, guidare l’automobile). Ma lo facciamo non perché la mente sia solo queste funzioni, ma perché le funzioni cognitive sono l’unica cosa che sappiamo usare. L’intelligenza artificiale era prima un sogno, poi è diventata un programma scientifico, adesso è un progetto tecnologico. Domani sarà un problema sociale ed economico. In futuro potrebbe essere una guerra, speriamo non diventi mai un massacro.
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La sorveglianza messa a tutela della libertà non mi preoccupa (Roberto Marmo)
Siamo ancora in tempo per dare la giusta direzione allo sviluppo della IA a supporto di una vita migliore dell’essere umano, visto che c’è ancora molta strada da fare prima di arrivare a macchine veramente intelligenti e creative. Linee guida per la ricerca sono necessarie in tutti i settori della ricerca, per non sprecare risorse e non creare danni all’umanità. Ma senza esagerare con le restrizioni, ricordo che proprio la libertà di ricerca ha portato allo sviluppo del famoso “deep learning” quando pochi ricercatori ci credevano perché la maggioranza riteneva le reti neurali di scarso interesse applicativo, ora tutti vogliono studiare solo “deep learning”.
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IA: serve una riflessione etica, al di la del bene e del male (dialogo con Francesca Quaratino)
Percepisco l’intelligenza artificiale come un sistema sintetico di emulazione umana, la cui finalità è di migliorare il nostro benessere. Affidiamo alle macchine le nostre scelte riponendo fiducia nella loro straordinaria efficienza.
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Le tecnologie di tipo enabling sono un fattore positivo per l’uomo (Elisabetta Bracci)
Questa pandemia ci ha fatto riscoprire una volta in più quanto il contatto umano, il calore di un sorriso e di uno scambio di parole, sia fondamentale per il nostro benessere. Nei servizi il rapporto è il punto nodale. Chi comprerebbe un abito da sposa consigliato da una AI? Chi prenderebbe il caffè da un robot senza il sorriso e quella battuta che ci piace avere al bar?
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