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Matrix e le realtà parallele e programmate di Google+
Tutti siamo connessi e a molti di noi piace abitare la parte sociale della rete. Lo facciamo in modo più o meno spontaneo e trasparente. Inconsapevolmente ci prestiamo a ruoli e ad azioni che sembrano nostre ma in realtà sono condizionate dal potere dei media che usiamo. Un esempio su tutti Google e i suoi numerosi pargoli: Google+. GMAIL, Google Maps, ecc.
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Il mondo virtuale è reale come lo è quello fisico!
Parlare di ciò che è reale o non lo è significa per forza di cose fare i conti con la riflessione filosofica e le tante teorie che nel tempo hanno cercato di spiegare l'interazione con il mondo e la realtà al di fuori di noi. Oggi la riflessione è complicata dall'esistenza di realtà diverse. Realtà virtuali e parallele, di cui abbiamo esperienza così come l'abbiamo della realtà fisica. Con un'eccezione, sono realtà che esistono fino a quando sono oggetto di osservazione, poi svaniscono. Un profilo digitale non esiste nella realtà ma le sue esperienze digitali sono reali come quelle nella vita reale di chi lo ha creato.
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Il recupero di una coscienza critica è auspicabile ma impossibile da produrre (Rocco Bruno)
Viviamo tempi di alienazione ed estraniamento ulteriore dalla realtà. Per quanto artificiale e artefatta a causa delle convinzioni o credenze su cui si basa, con l’avvento dell’era digitale ci pone di fronte all’attacco più importante mosso alle nostre capacità cognitive. Le persone non sono preparate, ripiene di cumuli di sciocchezze e ridotti a meri consumatori, all’impatto della tecnologia sulla loro psiche. È come avere un televisore personale che ci portiamo sempre appresso e con quale crediamo di avere una relazione col mondo, ma non è così. Le APP di messaggistica sono lo strumento più importante di questo isolamento che porta le persone a credere di avere una relazione con qualcuno solo perché gli ha mandato un emoticon.
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