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Il diavolo veste tecno : wearable e tecnologie indossabili attuali e future
Le nuove tecnologie indossabili sono ricche di nuove opportunità concrete, capaci di regalare nuovi importanti strumenti di miglioramento e di progresso e altrettanti benefici individuali e sociali, nel breve così come nel lungo periodo. La convergenza tecnologica che ha reso possibile integrare in un orologio la potenza di calcolo di un server o di trasformare una semplice superficie di tessuto o un tatuaggio in una macchina intelligente, è solo la punta di un iceberg che fornirà in futuro grandi opportunità di miglioramento delle funzionalità e abilità fisiche (salute e benessere fisico), mentali, cognitive (non solo comunicazione e informazione ma sviluppo di nuova conoscenza), sociali (comunità e interazione) e umane.
Si trova in Wearable
Una storia delle tecnologie indossabili in breve
Fare una storia delle tecnologie indossabili è complicato quanto fare la storia del genere umano e della tecnica (oggi tecnologia). Come in ogni storia anche le tecnologie indossabili hanno avuto i loro pionieri. Personaggi come il matematico Ed Thorp, lo scienziato C.C. Collins impegnato nella ricerca di strumenti per non-vedenti (nel 1977 aveva creato un dispositivo per aiutare i non vedenti a muoversi liberamente e a camminare), Steve Mann (attualmente responsabile del dipartimento d ricerca sulle tecnologie indossabili presso l’Università di Toronto) , Doug Platt, Thad Starner (oggi impegnato anche nel progetto Glass di Google), Claude Shannon, Hubert Upton (inventore di occhiali intelligenti per persone audiolese) e Edgar Matias che ha disegnato con Mike Ruicci il primo computer da polso.
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Surplus cognitivo, ricordi e SnapChat
L'attenzione si sa è spaziale e selettiva e si appoggia sulle forze e risorse usate per attivarla. Nell'era del surplus informativo e cognitivo focalizzare la propria attenzione è più complicato da sempre. Cosa succede se ci si fa aiutare da strumenti tecnologici come gli occhiali di SnapChat o prodotti tecnologici indossabili simili? Probabilmente si può riuscire a interagire con l'informazione del mondo esterno in modo più efficiente e soprattutto creare contenuti capaci di trasformarsi in ricordi che durino nel tempo.
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Wearable per conoscersi quantificando se stessi
Il neologismo inglese che si usa quando si parla di prodotti tecnologici indossabili usati per raccogliere in modo quantitativo dati e informazioni personali è quantified self. Si riferisce all’uso di tecnologie capaci di acquisire dat relativi agli eventi, agli impulsi vitali e alle attività di una persona in termini di input (cibo consumato o qualità dell’aria), stati (livello di ossigeno nel sangue, umore), e prestazioni mentali e/o fisiche. E se la conoscenza quantitativa di tutti questi dati fosse in realtà controproducente? Non si passerebbe dal quantified self al fed-up self?
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A cosa mi serve lo smartwatch?
I dati relativi alle vendite di smartwatch non sono esaltanti e segnalano un mercato che cresce di poco, principalmente grazie allo Watch di Apple. E se il problema fosse che i consumatori non riescono a trovare le reali motivazioni per un suo acquisto?
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