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La scuola senza educazione e i rischi della scuola 2.0
Segnaliamo il libro appena uscito nelle librerie di Adolfo Scotto di Luzio dal titolo Senza educazione. E' un libro a tesi che presenta idee non necessariamente cndivisibili da tutti ma che ha il merito di condividere e suggerire alcune riflessioni sull'uso delle nuove tecnologie nella pratica didattica della scuola italiana. L'autore si propone di dare la sua risposta alla domanda se le nuove tecnologie fanno bene alla scuola. Le risposte in circolazione sono tante quanti sono coloro che interagiscono con la scuola ma serve una riflessione approfondita a partire da chi la scuola la conosce molto bene, l'insegnante.
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Inascolatati prima della legge sulla scuola, gli insegnanti devono continuare a fare proposte
Nel corso del 2015 Solotablet ha intervistato 25 insegnanti. Obiettivo dell'iniziativa era di favorire lo scambio di idee tra insegnanti e scuole sulla scuola digitale e sulle nuove tecnologie viste come strumenti didattici e di apprendimento. Lo scopo era di favorire maggiore visibilità alle idee, agli insegnanti e alla scuola in un momento di cambiamenti e incipienti rivoluzioni. Grazie a queste interviste il portale si è arrichito di idee e conoscenze e chi lo visita di sollecitazioni e suggestioni utili a riflettere sulla scuola e il suo mondo.
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Scuola e insegnanti vogliono cambiare ma gli ostacoli sono ancora numerosi [intervista 23]
Nella sua iniziativa volta a dare la parola agli insegnanti, SoloTablet ha incontrato Nicoletta Farmeschi, insegnante della scuola primaria L.Santucci di Castel del Piano. Ne è uscita una fotografia illuminante della situazione della scuola, delle sue contraddizioni ma soprattutto del tanto enusiasmo e amore che alla scuola e all'insegnamento dedicano molti insegnanti che, al passo con i tempi teconologici, vogliono provare a cambiare. Magari poco per volta, ma a cambiare.
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Tecnofila, tecnofoba ed anche un po’ tecnoscettica. SoloTablet intervista Flavia Giannoli [5]
Docente di Fisica e Matematica al liceo Volta di MIlano, Flavia Giannoli racconta che introducendo le nuove tecnologie in classe ha spiazzato i suoi studenti: “Prof, ma veramente possiamo usare i cellulari in classe?”; “Prof, ma possiamo andare su internet?”. Sostenitrice della didattica collaborativa, delle mappe comuni e condivise, della classe virtuale è convinta che la ricchezza della scuola, in termini di professionalità e competenze, potrebbe trarre grande vantaggio da un utilizzo intelligente della tecnologia e dei suoi prodotti innovativi.
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Scuola e tecnologia, cosa pensano gli insegnanti [1]
La tecnologia va bene ma non deve invadere gli spazi che sono e devono rimanere "umani". Insegnare in una scuola tecnologicamente attrezzata non implica necessariamente un rinnovamento della didattica perché, ancora, non tutti i docenti sono disponibili al cambiamento o hanno le competenze richieste; inoltre, ogni azione didattica che preveda l'uso delle ICT è necessario sia supportata da una struttura progettuale che stabilisca obiettivi, tempi e modalità ben definite che rispettino la naturale evoluzione del processo di crescita dei ragazzi ed i ritmi di apprendimento.
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Innovare la didattica si può!
Innovative Design dei processi educativi scolastici è un progetto di ricerca-azione di interesse nazionale per formare gli insegnanti e costruire collaborativamente un nuovo metodo didattico attivo. Esso è stato ideato da ANP e realizzato con il contributo di Fondazione Telecom Italia in tre anni di lavoro sistematico con un gruppo di 100 docenti di ogni ordine e grado, provenienti da tutta l'Italia, e poi diffuso per la prova dei fatti mediante un Contest nazionale che ha coinvolto ulteriori docenti di tutta Italia.
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L’insegnante si limita a dare dei consigli di lettura, il vero insegnante diventa il libro di testo adottato [25]
Le nuove tecnologie vanno usate quando permettono un reale potenziamento dell’attività didattica, non per moda o per esibizione. LIM, tablet ed altri strumenti vanno utilizzati in questo senso; non devono essere utilizzati nei casi in cui le metodologie tradizionali si dimostrano ancora al momento più efficienti. A sostenerlo è il Prof. Leonardi Fratini, intervistato da SoloTablet. Una intervista interessante, si parla poco di tecnologia e molto di didattica.
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Attenzione alla sostituzione integrale dei testi e alla superficialità del sapere [24]
Le voci degli insegnanti raccolte da SoloTablet insistono sulla necessità dell'innovazione scolastica ma evidenziano anche spunti di riflessione non banali come quelli sottolineati da Luca Giancarli nell'intervista che pubblichiamo. Argomento sicuramente provocatorio per molti di coloro che operano all'interno della scuola è la scarsa propensione dei docenti a rinunciare alla didattica tradizionale o a metterla in discussione, perchè non sembrano in grado di cogliere le prospettive di crescita e di arricchimento legate alle nuove tecnologie.
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Scuola e tecnologia [20] - la scuola si cambia insieme agli alunni
Ventesima intervista di SoloTablet sul tema tescnologia a scuola. A raccontaci la sua esperienza e visione è stata Chiara Ferronato, sostenitrice della modalità BYOD (Bring Your Own Device) a scuola, estesa anche agli alunni. La scuola è vittima di una burocrazia ma anche di rigidità e nozionismo. La tecnologia può contribuire al rinnovamento e a far emergere nuove competenze.
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Scuola e tecnologia [18] - Nel nostro istituto abbiamo tolto la cattedra
Abbiamo tolto la cattedra e dunque rotto il tradizionale schieramento frontale tra docente e studenti. Questo è ciò che scrive Beatrice Aimi, dirigente scolastico dell'Istituto Pciolo-D’Annunzio di Fidenza (PR), intervistata da Solotablet. Un nuovo setting dell'aula che stimola ad una didattica attiva e centrata sullo studente che ha fatto emergere un patrimonio di buone pratiche didattiche da condividere ed utilizzare in modo più sistematico.
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