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Cognizioni tecnologicamente avanzate e offloading cognitivo
Le interfacce macchina-cervello offrono nuove opportunità per estendere, tecnologicamente, la cognizione umana. Poter fare un offload di alcune attività cognitiva potrebbe liberare risorse cognitive da poter dedicare alla creatività e alla soluzione di problemi complessi. Ma cosa può succedere nell’accettare questa possibilità? Non è che, come umani, straemmo rinunciando a qualcosa? Cosa andrebbe perso? Cosa potrebbe rimanere del pensare qualora cessassimo di considerarlo una attività ricca di senso, abilità, conoscenze e di tutto ciò per cui siamo accreditati come specie intelligente?
Si trova in Blog / Homo sapiens e Homo digitalis
Dal Golem ad AlphaGo
C’è un’intera corrente di pensiero – grosso modo ispirata ai modelli computazionali della mente - la quale ritiene che, sì, è possibile che robot e computer possano avere una mente per la buona ragione che la mente non è vincolata al supporto materiale: sia un’anima che un software per computer hanno un rapporto accidentale con il corpo in cui si trovano. E ciò stabilisce una singolarissima alleanza fra i vecchi dualisti che credono nell’esistenza dell’anima immateriale e i contemporanei cognitivisti che pensano che la mente sia un software per computer.
Si trova in Blog / Biblioteca Filosofica
In principio era la relazione!
Per instaurare nuove relazioni sociali i bonobo, i primati che più di altri sono imparentati con la specie umana, condividono il cibo che hanno a disposizione. Lo fanno in particolare con gli estranei con l'obiettivo di instaurare nuove relazioni sociali, estendere la loto rete sociale e allargare la loro cerchia di amicizie. Gli umani del terzo millennio vanno su Facebook, forse per fare la stessa cosa ma non necessariamente con la stessa motivazione ed afficiacia.
Si trova in Blog / Tabulario
Dal Golem ad AlphaGo
C’è un’intera corrente di pensiero – grosso modo ispirata ai modelli computazionali della mente - la quale ritiene che, sì, è possibile che robot e computer possano avere una mente per la buona ragione che la mente non è vincolata al supporto materiale: sia un’anima che un software per computer hanno un rapporto accidentale con il corpo in cui si trovano. E ciò stabilisce una singolarissima alleanza fra i vecchi dualisti che credono nell’esistenza dell’anima immateriale e i contemporanei cognitivisti che pensano che la mente sia un software per computer.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia