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L’illusione di sfuggire alla sorveglianza tecnologica
Negli Stat Uniti, il paese più tecnologicamente sorvegliato al mondo, il tema è all’ordine del giorno. Le voci critiche sugli effetti e sui rischi della pervasività della sorveglianza tecnologica aumentano, ma pochi si illudono ormai sulla possibilità di vivere in contesti da essa liberati e autonomi. Oggi le tecniche di sorveglianza di massa hanno raggiunto livelli tali da spegnere ogni speranza e annegare ogni illusione. Unica possibilità è la fuga da qualsiasi oggetto tecnologico, il ritiro in mondi lontani dal mondo e in spazi ancora vergini e incontaminati dalla tecnologia. Una speranza resa vana dal proliferare di satelliti orbitanti, da droni sempre più curiosi e potenti, da Bot sempre più intelligenti e iperattivi, dalla pervasività crescente di sensori che alimentano reti degli oggetti e tecnologie indossabili e dalla crescente ignoranza e mancanza di consapevolezza umana. Rimangono due sole possibilità: fregarsene o provare a resistere. Senza farsi molte illusioni!
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Google non è più uguale per tutti e fa filtro. Fra un pò farà anche la ricerca...
Come scriveva Marshall McLuhan noi creiamo i nostri strumenti che poi a loro volta ci trasformano. Si pensa generalmente che facendo una ricerca su Google tutti ottengano gli stessi risultati. Non è così. ll mondo della rete è sempre più filtrato dall’azione di pochi operatori che, per farci un favore, personalizzano ogni risposta alle ricerche in base alla percezione che si sono fatti dei nostri bisogni e necessità. Non importa quanto corretta o sbagliata essa possa essere!
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Garabombo e i capitalisti del web
Nel suo ultimo saggio, “Rete padrona” Federico Rampini descrive il capitalismo del terzo millennio come dominato da nuovi squali. Non più e non solo finanziari ma molto tecnologici e altrettanto monopolisti. I nuovi cavalieri rampanti si chiamano Google, Apple, Facebook, Amazon, Facebook, ecc.
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La sorveglianza tecnologica non dorme mai
Secondo i filosofi Arthur e Marilouise Kroker la sorveglianza non dorme mai perché vive continuamente dei dati che robot e algoritmi tecnologici, disegnati per non dimenticare nulla e archiviare tutto, continuano a raccogliere su ognuno di noi. Lo sostengono in un loro ebook disponibile online.
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Nostalgia della blogosfera
I tempi andati sono sempre i migliori, si stemperano nel ricordo che li rende preferibili al presente. E' così anche per chi ha vissuto l'epoca solare della blogosfera e ha abitato quella parte di Rete fatta di migliaia di persone convinte che Internet fosse lo spazio ideale per costruire e proporre nuove idee e nuove utopie. Oggi che la blogosfera è diventata un'Atlantide della Rete, l'impressione è che Internet stia morendo e che nessuno sia in grado di far qualcosa per fermarne l'agonia.
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La Silicon Valley regno di multinazionali e monopoli
Morozov li ha chiamati Signori del Silicio accusandoli del progetto, sotterraneo, monopolistico e globale, di sostituirli i diritti con i loro servizi. Ora un libro di Franklin Foer, fratello del più famoso Jonathan Safran, accusa le multinazionali tecnologiche di avere costruito monopoli di ferro che sono diventati dei veri e propri poteri forti.
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Democrazia, algoritmi e tecnologia
Dotati di uno smartphone ci si sente liberi e connessi al mondo intero. Così connessi da contribuire, probabilmente in modo inconsapevole, al sovranismo e isolazionismo montante così come a modelli di società sempre meno libere, più controllate e anche autoritarie. Il tema delle democrazia è argomento privilegiato da intellettuali e pochi organi di stampa ma sembra essere fuori dall’orizzonte cognitivo e personale delle masse.
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Facebook: le regole non bastano!
Negli ultimi anni Facebook è andato fuori strada. I tentativi recenti di imporre regole, restrizioni e implementare nuovi algoritmi per il controllo dei contenuti non sembrano essere sufficienti. Il social network continua a raccogliere una infinità di contenuti violenti, offensivi e volgari ma soprattutto è diventato strumento potente di lotta politica e diffusione di false notizie create ad arte per alimentarla.
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Democrazia liberale e tecnologia
Carole Cadwalladr è la cronista dell'Observer che ha scoperchiato lo scandalo di Cambridge Analityca e che per questo motivo è stata cancellata a vita dal social network. In un video la Cadwalladr ha spiegato anche come i social abbiano influito sulla Brexit. Da guardare e ascoltare attentamente. Facebook e altri social network stanno facendo male alle democrazie in ogni parte del mondo. Ma fdorse non ne siamo consapevoli.
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Lo smartphone ti fa sentire libero ma sei sempre sottomesso, liberati dallo smartphone
Viviamo tempi di crisi, nel senso etimologico del termine tempi di separazione, selezione, decisione, cambiamento e opportunità. La crisi attuale però è duratura, regressiva e sembra essere diventata una realtà permanente. Come tale rende complicata ogni scelta, decisione, e possibilità di cambiamento, sprofondando molti nell'incertezza e nella 'liquidità' (concetto che il sociologo Zygmut Bauman, morto nel 2017, ha usato per descivere la società postmoderna).
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