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🌗🌘🌑🌒 Che fine fanno i post su Linkedin?
Dove vanno a finire i nostri post online? Tutta colpa dell’algoritmo? Cosa possiamo fare noi umani per battere la sua logica e intelligenza artificiale? Quanto conta la qualità e quanto pesa il numero repentino di MiPiace. Vale la pena continuare anche se i post non sono visualizzati? Una domanda che molti si pongono e che non ha tante risposte convalidate e certe. Per me è una curiosità nella forma di dubbio che credo di condividere con molte altre persone. Persone che come me abitano la piattaforma Linkedin in modo attivo, osservano l’andamento dei feed, si ingelosiscono del successo di alcuni e della dissolvenza o non visibilità di altri. Sul tema e sul ruolo dell’algoritmo di Linkedin la letteratura è vasta, in particolare in lingua inglese, poi ripresa e riprodotta anche in lingua italiana, con un tocco di interpretazione anarchica e creativa tipica dell’italiano che sa sempre come va il mondo. Su questo tema ho provato a cimentarmi anche io proponendo alcune riflessioni, spero utili ma soprattutto alla ricerca di falsificazioni, critiche o conferme che potrebbero trasformarsi in uno scambio profittevole. Forse!
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🌗 Le conversazioni di cui abbiamo bisogno
I post di Linkedin sono strumenti di conversazione. Attraverso di essi si costruisce il proprio Sé digitale e non solo. La conversazione digitale è però diversa da quella che avviene nella vita reale. La prima è in assenza, la seconda in presenza, la prima è spesso veloce e frammentata, la seconda è empatica, cinetica, non condizionata dal pensiero binario tecnologico. Dopo essermi chiesto dove vanno a finire i post di Linkedin ho provato a riflettere sulle conversazioni che li caratterizzano.
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