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Parlare di smartphone non è più trendy?
Come sempre è capitato nelle numerose rivoluzioni tecnologiche che hanno caratterizzato gli ultimi tre decenni, quando un mercato è maturo cala l’interesse del pubblico ma soprattutto quello dei media. Dal CES 2016 sono emerse due novità: è calato l’interesse per gli smartphone e tutti sono alla ricerca di nuovi prodotti tecnologici di cui parlare.
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Esiste una vita dopo Secondlife?
Linden Lab, la società che ha creato Second Life ed ha alimentato la sua comunità online fino a farla diventare un vero e proprio social network, colorato, popolato e ricco di avventure introvabili e non sperimentabili su altri social network. Ora Second Life si è popolata anche di prodotti Mobile come Creatoverse e Patterns.
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3 motivi per cui è utile e necessario riflettere sui Google Glass.
Secondo alcuni filosofi il mondo non esiste se non nella rappresentazione che ne facciamo. Secondo Watzalawick la realtà è creata dalla comunicazione. Secondo Baudrilliard siamo tutti proiettati nella iperrealtà percepita come più reale della realtà. Secondo Google la realtà, la comunicazione, la percezione e la iperrealtà sono semplicemente Google Glass.
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Internet e new Media: un forte bisogno di Utopia per immaginare il futuro
Per i più l’utopia è qualcosa che non esiste o non è facile da realizzare. In realtà essa ha molte facce e molti significati. Anche quando l’utopia ha preso le sembianze di Internet e dei mondi virtuali e liberi da essa prefigurati. Google, Facebook, Apple sembrano oggi un’utopia realizzata. In realtà sono solo una delle due rappresentazioni dicotomiche con cui si guarda all’utopia (Cyber-Utopia) di Internet . E non tutti sembrano condividerla. Anzi forse non bisogna farlo!
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Le esplorazioni tattili e virtuali che tanto ci piacciono
Navigare ed esplorare sono termini ormai obsoleti. Non nel loro riferimento a pratiche quotidiane ma nel loro significato originale. Navighiamo la rete ed esploriamo le centinaia di icone sul display del nostro dispositivo mobile ma in realtà siamo immobili nella nostra maggiore 'mobilità'. Esploriamo e visitiamo mondi fantastici e fantasiosi ma questi luoghi sono semplici fantasmi e prodotti della nostra immaginazione. Tocchiamo mari e laghi con i nostri polpastrelli ma il tatto e il contatto con il display appartiene più ad un ordine statico che dinamico.
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Non sanno di far ciò ma lo fanno
La Rete e i social network sono sempre più l’espressione di un reale fittizio vissuto come reale. A nulla serve spiegare la distorsione della verità in atto perché essa è già nota e accettata dall’utente della rete e dal social networker. Ne deriva un comportamento fatto di ignoranza e di cinismo avvalorato dal suo essere diffuso e condiviso con una grande maggioranza di persone.
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La relazione digitale (1)
Una riflessione sulla relazione digitale in tre parti. Un testo per chi va in vacanza ma non si disconnette, dal suo tablet e dalla lettura. La realzione è quella online e sperimentata nei luoghi virtuali e abitati della rete.
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Sono giovane e nativo digitale! Il mondo 'is on my side'! [ 1 ]
Il social networking per i ragazzi è diventato il modo per costruirsi una famiglia sociale e allargata, fatta di amici e conoscenti, con i quali condividere esperienze di vita, decisioni e scelte. Prima parte di una riflessione sui nativi digitali per letture esitive rilassate e controcorrente.
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Sono giovane e nativo digitale! Il mondo 'is on my side'! [ 3 ]
Attraverso l’esperienza online i giovani vivono il passaggio dalla adolescenza all’età adulta. Lo fanno in vari modi ma soprattutto dando forma a molteplici identità online che servono loro a gestire la difficoltà della transizione e a farla durare all’infinito. Terza parte di una riflessione sui nativi digitali per letture estive rilassate e controcorrente.
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Display indossabili ed esperienze di realtà diminuita
Le nuove tecnologie indossabili come Google Glass, HoloLens e Oculus Rift con le loro applicazioni di realtà aumentata non fungono solo da display su cui rappresentare in modo virtuale e aumentato la realtà circostante ma si sostituiscono all’occhio umano, lo inglobano come semplice elemento e funzione di un programma e di una protesi. L’occhio teso nell’obiettivo o sul display di una macchina fotografica digitale per rubare una foto all’interno di un’esposizione, è sostituito da una protesi tecnologica incarnata dotata sia di display che di fotocamera. Ne consegue una maggiore informazione (aumentata) ma anche una capacità (umana) diminuita e privata dalle possibilità e imprevedibilità offerte all’occhio e alla percezione umana da ogni situazione ambientale o esperienza umana materiale.
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