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👩‍🚒️👩‍🚒️ La realtà mi fa male lo so!
L’attenzione alla cura modaiola del Sé, all'immagine estetica e virtuale, alla tonicità della muscolatura sembrano indicare la passione per il reale e ciò che rappresenta, anche la ricerca vuota e illusoria, spesso nella forma di semplice consumo, di realtà fittizie nelle quali nascondere ciò che: non si è, non ci piace, ci crea ansia e ci fa paura.
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Esci dalla caverna panottica del muro delle facce e scopri il mondo al suo esterno
Lo spazio digitale disegnato da Facebook e da altri social network è assimilabile alla Caverna di Platone e per estensione cognitiva anche a quella descritta dallo scrittore portoghese José Saramago nel suo libro A Caverna (La caverna). L'una e l'altra descrivono un ambiente panottico nel quale chi vi è imprigionato non sa di esserlo o si illude di vivere esperienze uniche e irripetibili perché sociali e condivise da molti.
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Per chi crede in una Rete libera e democratica
Segnaliamo una intervista, trovata in Rete, a Corinna Caracciolo del Collettivo Ippolita a cura di Giusi Palomba per la rivista di letteratura arte e mestieri Laspro. Una lunga intervista utile per conoscere il lavoro di ricerca e di studio condotto dal Collettivo Ippolita, da sempre molto attivo nel fornire una lettura critica della tecnologia, dei suoi effetti sociali e implicazioni politiche.
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La trasparenza non è per te ma serve a Facebook, nasconditi
La sede centrale di Facebook è un campus di 40.000 metri quadrati completamente aperto e trasparente, metafora perfetta di una piattafoma di social network che predica la trasparenza come valore per la socialità e la relazione. Tutti devono potere essere visti da tutti, in ogni loro azione quotidiana online e comportamento.
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Tecnologia e opinioni diffuse
La tecnologia è diventata così pervasiva da permettere a tutti di avere accesso a quantità di dati e di informazioni così grandi da superare la nostra stessa capacità di analizzarle, capirle e utilizzarle. Grazie a Google Search e a Wikipedia tutti sono diventati esperti pur senza esserlo, trasformati in tuttologi grazie alle numerose biblioteche digitali online sempre accessibile e consultabili. Tutti sono anche diventati tecno-opinionisti e tecno-ideologi, dimenticandosi di essere dotati di un campo visivo limitato, quello delimitato dal sistema di pensiero prevalente.
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La tecnofobia non si addice al vero filosofo
Le tecnologie del nostro tempo ci stanno mostrando un desiderio di partecipazione e di condivisione che porterà forse a una trasformazione della democrazia per come adesso la conosciamo. Sotto gli occhi di tutti è inoltre la trasformazione degli apprendimenti e dei rapporti interpersonali, soprattutto nei più giovani. In futuro, negli adulti del domani, cambierà probabilmente la nostra capacità di incontrare gli altri e quindi di trasformare il modo. Che sia in bene o in male questo spetta a noi deciderlo.
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