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Pubblicità digitale alla ricerca di qualità
Non tutti gli investimenti pubblicitari producono i risultati desiderati, neppure quelli sui canali social. C'è bisogno di maggiore qualità, standard e nuove regole. In particolare per competere online e sconfiggere la crescente pubblicità fraudolenta e inappropriata che popola la Rete.
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Brand e pubblicità digitale
Le grandi marche si stanno forse rendendo conto che qualcosa con la pubblicità digitale non funziona. Lo si capisce da alcuni segnali che indicano un ripensamento delle strategie pubblicitarie per un uso diverso, meno invasivo e più intelligente degli strumenti digitali.
Si trova in Lifestyle
Troppa pubblicità, lo dicono gli internauti
Gli utenti della Rete saranno anche abituati a convivere con il bombardamento visuale e cognitivo di pubblicità, video e immagini ma pensano che il fenomeno stia diventando eccessivamente invasivo, noioso e fastidioso.
Si trova in Lifestyle
Lo Storytelling non è più sufficiente!
Lo storytelling online è diventato pratica diffusa soprattuttp dopo l'arrivo di meccanismi di blocco delle pubblicità online. Con milioni di utenti che hanno attivato questo meccanismo lo storytelling è diventato il modo ideale per raggiungerli, oltre che una pratica SEO. E se oggi anche lo storytelling andasse ripensato...?
Si trova in Lifestyle / Esperienze
Le servitù volontarie della pubblicità online
Pubblicità interstiziali, marketing e pubblicità programmatica, banner che non si sa come chiudere o spegnere e audio-video che fanno da sottofondo musicale indesiderato su molte pagine web. Sono solo alcune delle noiose esperienze che gli tenti e i consumatori devono subire nella loro vita sempre più online. Ma forse più che devono, desiderano, in uno scambio ritenuto plausibile e conveniente, nonostante la sparizione della privacy, della possibilità di scelta e della libertà individuale.
Si trova in Lifestyle
Big Data e pubblicità, un connubio che spiega molte cose
Numerosi libri e studi si sono focalizzati negli ultimi anni sul ruolo che i produttori tecnologici protagonisti della rivoluzione digitale stanno giocando nella ridefinizione dell'economia capitalistica globale. Un ruolo costruito attraverso potenti piattaforme tecnologiche che stanno modificando il nostro vivere sociale ma anche lo Stato Sociale, la politica e i diritti. Uno dei diritti a rischio è oggi quello della privacy e della riservatezza personale. Lo è a causa di poteni tecnologie che con i loro algoritmi sono in grado di raccogliere, registrare, archiviare e analizzare miliardi di dati in modo da poterne trarre vantaggio commerciali ed economici.
Si trova in Tecnobibliografia
Facebook nel 2016 sfiora i due miliardi di iscritti
Per i critici delle piattaforme di social networking Facebook è sicuramente il campione in negativo della rivoluzione tecnologica in atto dominata dai giganti della info-tecnologia. Nel frattempo la società ha chiuso un 2016 con nuovi record performativi arrivando a sfiorare i due miliardi di iscritti, con ricavi in crescita del 61% e risultati complessivi al di sopra delle aspettative.
Si trova in Produttori
Quando i numeri e la furbizia sono dalla parte degli hacker
La notizia racconta di un gruppo di hacker russi capaci di guadagnare fino a cinque milioni di dollari al giorno con pubblicità false online. I numeri sono le risorse messe in campo per portare a termine la truffa. La furbizia è quella che manca ai molti operatori onesti e trasparenti della Rete che servirebbe al contrario a imbrogliare i motori di ricerca e gli algoritmi.
Si trova in Tecnologia e Impresa / Sicurezza Mobile
Attenzione a scegliere il chatbot con cui dialogare
Il rischio che si corre è di ricevere messaggi sponsorizzati su Facebook Messenger. Facebook ha permesso ai Brand di inviare le loro promozioni agli utenti ma solo a coloro che hanno giù avuto un incontro con il Brand online. E' una delle novità emerse al Web Summit di Lisbona durante il quale Facebook ha annunciato il suo servizio di Messenger chat come piattaforma. Una nuova opportunità di guadagno per Facebook, una noia prevaricazione in più per l'utente.
Si trova in Lifestyle
Stalking Marketing e pubblicità interstiziale
Qualsiasi attività di stalking è odiosa, insopportabile e illegale. Lo dice anche il Garante per la privacy anche se poi nessuno sembra prestargli attenzione. Nessuno, neppure il Garante, mette in discussione la legittimità di promuovere beni e servizi usando tutti gli strumenti, anche tecnologici, disponibili per individuare il cliente potenziale nel segmento di mercato giusto e nel momento più adeguato per catturarne l’attenzione. Ciò che è in discussione è l’arroganza di chi sembra avere acquisito un diritto eterno di martellare il cliente perduto o il cliente potenziale con chiamate continue, fastidiose e, appunto, martellanti.
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