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Intelligenza, web e controllo della mente. Riflessioni dal libro di Howard Rheingold.
Una contributo condiviso sul libro “Net Smart, How to thrive online” di Howard Rheingold, appena terminato di leggere. Ultimo libro dell’autore di “Virtual communities” e “Smart Mobs” che invita tutti a fare i conti in modo pragmatico ma informato con la cultura digitale. Cinque gli argomenti proposti: il ruolo dell’attenzione, come individuare le bufale online, il potere della partecipazione e la collaborazione, il know-how digitale e la forma del sociale.
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Facebook è come il fuoco
Leggere l'ultimo libro di Howard Rheingold è una esperienza utile a tutti coloro che sono interessati a conoscere la nuova cultura digitale e a coloro che sempicemente la vivono senza interrogativi e analisi dei propri livelli di coscienza. Il libro, in alcune parti ridondante, ripetitivo e scontato, è ricco di spunti su tutti gli aspetti delle tecnologie che hanno invaso la nostra vita e sulle problematiche private e pubbliche ad esse associate.
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E se vietassimo tablet e smartphone in classe...
....almeno fino a quando gli insegnanti non avranno compreso come le nuove tecnologie stanno programmando la mente e condizionando i comportamenti degli studenti? Una opzione che in molti cominciano a suggerire. Molti studi e analisi sembrano dimostrare in modo eveidnete come le nuove tecnologie digitali stiano avendo effetti 'deleteri' sul nostro cervello in termini di memoria, scrittura, lettura, attenzione e capacità di concentrazione e sulla nsotra vita sociale in termini di vita di coppia, empatia e relazioni umane.
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Ho introdotto il tablet in classe, e ora?
In una scuola alla ricerca di futuri possibili, anche tecnologici, il tablet ha rappresentato uno strumento ideale di una possibile rivoluzione. Le sperimentazioni sono state numerose, ora prevale un momento di maggiore riflessione. Si è compreso che la tecnologia da sola non basta e che l’informazione non è formazione.
Si trova in Blog / A scuola con il tablet
Tablet in classe, il racconto di un insuccesso
L’insuccesso è quello del distretto scolastico unificato di Los Angeles. È un insuccesso che pesa perché grande è stato l’investimento e ancora più grandi le aspettative. La colpa non può essere addebitata agli studenti che pure hanno messo in crisi il progetto. La lezione è che non basta focalizzarsi sulla novità tecnologica per introdurre cambiamento e innovazione reali.
Si trova in Blog / A scuola con il tablet
Tecnorapidi incapaci di concentrarsi e che rischiano di perdere l'attenzione
A mettere in guardia i numerosi tecnorapidi e nativi digitali sono in particolare psicologi e educatori. Tutti attenti agli effetti che la tecnologia sta avendo nello sviluppo e nella crescita di bambini e adolescenti e sulla loro capacità di manetenrsi concentrati senza farsi distrarre da uno schermo, un messggio WhatsApp o un cinguettio. Lo psicologo Daniel Goleman ha proposto alcune idee su come migliorare la concentrazione. Indicazioni utili per tecnorapidi consapevoli e soprattutto per genitori tecnovigili attenti alle sorti dei loro figli.
Si trova in Blog / TECNORAPIDI e TECNOVIGILI
L’illusione della concentrazione nel mondo digitale
L’attenzione costantemente regalata a un display e alle intermittenti ma persistenti interazioni tecnologiche ha reso impossibile l’arte della concentrazione. Non è un caso che anche Hollywood e la televisione stiano realizzando telenovele brevi, da 10-15 minuti. Un tempo ritenuto ormai associato al massimo di attenzione possibile che l’utente, modificato cognitivamente dalla frequentazione di YouTube è disposto a concedere. Anche per contenuti di qualità!
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Allenare la mente: tutte le APP di logica per tenere sveglia l’attenzione con il brain training!
Cento miliardi di cellule fanno del nostro cervello un motore potente per lo sviluppo della nostra mente. La loro numerosità non garantisce una mente ben fatta. Al momento della nascita, come per molte specie animali, il nostro cervello è immaturo, inetto e incapace. Contiene tutte le cellule nervose e i neuroni di un adulto ma mancano o sono ancora labili le connessioni che unendo le cellule permetteranno il formarsi delle sinapsi che serviranno a far funzionare la mente. Il formarsi delle sinapsi ha bisogno di apprendimento e di un allenamento continuo.
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Proletari cognitivi, dispositivi mobili e invadenza tecnologica
Secondo alcuni sociologi e studiosi la nostra era ha visto crescere la classe dei proletari cognitivi, lavoratori precari e sottopagati ma tutti dotati di dispositivi tecnologici e attivi nel contribuire alla produzione di prodotti intangibili nella forma di informazione, conoscenza, attività intellettuali gratuite. La connettività e il possesso di strumenti per l’accesso hanno accresciuto la possibilità di accedere e usare informazioni, media e risorse ma hanno al tempo stesso creato la condizione per una potenziale colonizzazione cognitiva che passa attraverso la cattura dell’attenzione e l’impedimento a rientrarne in possesso. Una colonizzazione guidata e voluta dalle merci più che dai bisogni.
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Oddio! Mi sono cancellato da Facebook, Instagram e WhatsApp. E ora che faccio?
Dopo averlo fatto potresti sentirti meglio. Ripensando alle ore rubate e alla tranquillità del momento, determinata dall'essersi liberati dalla schiavitù del display e dei messaggini alla ricerca costante di eco, si può anche rinviare nel tempo la creazione di nuovi account e approfittare dell'opportunità per fare cose che molti tecno-maniaci ormai non fanno più. Ad esempio fare i conti con le responsabilità, le ansie e le sfide che sempre le scelte di vita, non digitali, comportano!
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