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Tecnologie e sviluppo del benessere psicobiologico
Prontuario per genitori e ragazzi, per un uso equilibrato della tecnologia. Un prontuario di sopravvivenza attiva, pensato per genitori, psicologi e psicoterapeuti. Alcune semplici regole per ridurre la fatica della genitorialità e contribuire al benessere psicobiologico dei bambini.
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Gatti, asini e canarini. Voliere, acquari e gabbie di vetro. Metafore per la tecnoconsapevolezza
In Cina quando si odia qualcuno lo si maledice dicendo “che tu possa vivere in tempi interessanti”. I tempi interessanti sono in genere irrequieti, ansiogeni, caotici e incerti, dominati da confusione, sofferenza e difficoltà e anche da tante sorprese….. Una fotografia dei tempi correnti, tempi nei quali sembra regnare il caos, tempi dominati da una crisi economica permanente, da disuguaglianze e rabbia crescenti, dalla percezione che il pianeta Terra sia veramente a rischio. In tutto questo la tecnologia gioca un ruolo fondamentale. Proprio per questo è cruciale che se ne parli. Parlarne significa riflettere criticamente e in modo disincantato sui suoi effetti. Significa interrogarsi sulle possibili vie di fuga da cinguettii, da false notizie, da inganni e da potenziali furti digitali. Bisogna però capire di essere in gabbia, di vivere dentro un acquario digitale, imprigionati in piccionaie e voliere più o meno moderne e trattati come asini. La prigionia ci vede complici volontari e ci suggerisce una nuova consapevolezza.
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Effetto Social - Dialoghi su relazioni virtuali
In Cina quando si odia qualcuno lo si maledice dicendo “che tu possa vivere in tempi interessanti”. I tempi interessanti sono in genere irrequieti, ansiogeni, caotici e incerti, dominati da confusione, sofferenza e difficoltà e anche da tante sorprese….. Una fotografia dei tempi correnti, tempi nei quali sembra regnare il caos, tempi dominati da una crisi economica permanente, da disuguaglianze e rabbia crescenti, dalla percezione che il pianeta Terra sia veramente a rischio. In tutto questo la tecnologia gioca un ruolo fondamentale. Proprio per questo è cruciale che se ne parli. Parlarne significa riflettere criticamente e in modo disincantato sui suoi effetti. Significa interrogarsi sulle possibili vie di fuga da cinguettii, da false notizie, da inganni e da potenziali furti digitali. Bisogna però capire di essere in gabbia, di vivere dentro un acquario digitale, imprigionati in piccionaie e voliere più o meno moderne e trattati come asini. La prigionia ci vede complici volontari e ci suggerisce una nuova consapevolezza.
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👩‍🚒️ 👩‍🚒️ Le sorti democratiche di Internet sembrano non interessare a nessuno
Come ha scritto il cyber-critico Douglas Rushkoff forse l’umanità non era pronta per uno strumento potente e ‘pericoloso’ come questo. Potente in termini di potenzialità, pervasività e capacità trasformativa. Pericoloso per la sua evoluzione che sembra avere favorito l’emergere di poche realtà monopolistiche e di potentati, privati e politici, che stanno privatizzando Internet trasformandolo in mezzo di sorveglianza di massa.
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Manifesto per un nuovo Homo sapiens (The Sapiens)
Per Harari l’Homo sapiens dell’era digitale (Homo digitalis?) si è trasformato in Homo deus, per Vittorino Andreoli in Homo stupidus stupidus. Nel mezzo ci stà un nuovo Homo sapiens, da costruire, come comunità di individui e cittadini con una visione esistenziale, critica della realtà tecnologica e digitale nella quale sono immersi come pesci che non sanno cosa sia l’acqua perché non l’hanno mai lasciata. E’ un Sapiens capace di guardarsi dentro e di guardare con uno sguardo diverso, di riflettere sul Sé, individuale, di genere e collettivo, disposto ad aprirsi alle novità, alla negatività (neg-attività) dell’esistenza, ai cambiamenti e alle sorprese. Capace soprattutto di elaborare pensiero critico, di riflettere, di decostruire e, nel farlo, di dare forma a pensieri diversi, alternativi, liberi, ribelli, ricchi di senso, utili a vivere la cosiddetta era digitale da esseri umani, in modo esistenziale e non solamente funzionale. Al nuovo Homo sapiens serve un MANIFESTO e qui ho provato a delinearne uno, aperto al contributo di tutti!
Si trova in Blog / Tabulario
Social media e gioco d'azzardo
In molti hanno associato i movimenti delle mani sul display di uno smartphone con quelli delle slot machine. Più che i movimenti a essere assimilabili sono i metodi usati per attivare meccanismi e sistemi di gratificazione capci di trasformare le esperienze utente in dipendenza psicologica e comportamentale.
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Quello che vuole la tecnologia
BIBLIOGRAFIA DI TECNOLOGIA - È possibile che la tecnologia possa “volere” qualcosa? Sì, ci dice Kelly, a patto però di mettersi prima d’accordo su cosa si intende per tecnologia e su cosa vuol dire “volere”. La tecnologia di cui Kelly indaga l’essenza non è un insieme di oggetti e di mezzi di produzione più o meno complessi; non è il gadget hi-tech all’ultimo grido. La tecnologia è un qualcosa di molto più profondo, vitale e fondante: è un sistema interconnesso e globale. È l’ambiente naturale e artificiale che ci circonda e che abbiamo creato. È un organismo vivente con le sue dinamiche, i suoi impulsi, i suoi bisogni, la sua volontà, in cui il meccanico e il biologico condividono la stessa essenza. È il technium!
Si trova in Tecnobibliografia / Da leggere - Must read
Mondo digitale e abuso
La sfida più grande, che nasce dall’attuale contesto sociale e tecnologico, è quella di proteggere e preservare la dignità e i diritti dei minori nel mondo digitale. Un articolo scritto da Maria Alessandra Monanni che segnaliamo all'attenzione dei visitatori di SoloTablet.
Si trova in Tecnobibliografia
Tecnologie e sviluppo del benessere psicobiologico
Prontuario per genitori e ragazzi, per un uso equilibrato della tecnologia. Un prontuario di sopravvivenza attiva, pensato per genitori, psicologi e psicoterapeuti. Alcune semplici regole per ridurre la fatica della genitorialità e contribuire al benessere psicobiologico dei bambini.
Si trova in Tecnobibliografia / Libri di C. Mazzucchelli
Apprendere con i social: gli studenti protagonisti o vittime?
La tecnologia, la sua pervasività e l'uso che ne viene fatto stanno creando nella scuola un divario crescente tra molti insegnanti e i loro alunni. Il divario si manifesta come un camminare su due sponde diverse di un baratro dove per ora gli adulti riescono a comunicare urlando qualcosa, mentre i ragazzi sono intenti e concentrati a interagire, anche in classe, con i loro dispositivi mobili. Il rischio è che il divario si vada approfondendo sempre più rendendo sempre più difficile per un insegnante, forse per un adulto, trovare interessi comuni di comunicazione intergenerazionali. Senza interesse può diventare complicato provare a far nascere in loro il desiderio del sapere, trasmettere la luce che solo un insegnante può accendere e far nascere la curiosità per misteri che nessun social network è in grado di svelare. Il problema è che oggi, nell'era tecnologica e digitale, tutto l'amore che un insegnante può dedicare all'insegnamento e al sapere non sembra più sufficiente per chiudere il divario generazionale e riattivare l'attenzione dei ragazzi. Primo punto di partenza per tutto il resto.
Si trova in Blog / A scuola con il tablet