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Distopie tecnologiche prossime venture e uso dello smarthone
I media prestano poca attenzione ad alcune, poche, ma interessanti notizie che evidenziano come cresca il numero di dipendenti delle grandi aziende tecnologiche che staccano la spina e si disconnettono da Internet. Comportamenti che sembrano usciti dal libro di Dave Eggers The Circle ma con esiti esattamente opposti.
Si trova in Lifestyle
Va riequilibrato il rapporto tra la nostra vita e la pressione tecnologica
Il grande frullatore dei social, con facebook in testa a tutti, la pervasività di Google, l’opacità di sistemi d’interaction design come l’Internet delle Cose e, nel prossimo futuro, l’espansione di grandi reti di transazioni post-monetarie come Blockchain, stanno delineando un futuro digitale in cui si rischia di erodere il nostro spazio vitale e senziente. E’ proprio per questo che dobbiamo innalzare il nostro livello di coscienza e proattività proprio sul campo del pensiero-azione nell’uso dei sistemi digitali, cercando di tradurre la tecnologie in linguaggi funzionali alla nostra evoluzione culturale.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
L’illusione di sfuggire alla sorveglianza tecnologica
Negli Stat Uniti, il paese più tecnologicamente sorvegliato al mondo, il tema è all’ordine del giorno. Le voci critiche sugli effetti e sui rischi della pervasività della sorveglianza tecnologica aumentano, ma pochi si illudono ormai sulla possibilità di vivere in contesti da essa liberati e autonomi. Oggi le tecniche di sorveglianza di massa hanno raggiunto livelli tali da spegnere ogni speranza e annegare ogni illusione. Unica possibilità è la fuga da qualsiasi oggetto tecnologico, il ritiro in mondi lontani dal mondo e in spazi ancora vergini e incontaminati dalla tecnologia. Una speranza resa vana dal proliferare di satelliti orbitanti, da droni sempre più curiosi e potenti, da Bot sempre più intelligenti e iperattivi, dalla pervasività crescente di sensori che alimentano reti degli oggetti e tecnologie indossabili e dalla crescente ignoranza e mancanza di consapevolezza umana. Rimangono due sole possibilità: fregarsene o provare a resistere. Senza farsi molte illusioni!
Si trova in Blog / Approfondimenti
Il cyberspazio è uno spazio divertente, specchio della nostra società
Penso che i nuovi media offrano delle nuove possibilità critiche per la crescita personale, per lo sviluppo dei sensi personali di padronanza, per formare nuovi tipi di relazioni e per comunicare con gli amici e la famiglia in tutto il mondo, nell’immediato, persino nei mondi intimi, oltre che dare la possibilità di effettuare ricerche con sete di cultura di qualsiasi tipo, in modo facile e immediato.
Si trova in Blog / Psicologia e tecnologia
Solo la rinascita di una cultura veramente razionale permetterà il superamento della crisi attuale
La tecnologia può essere neutrale solo se concepita astrattamente, nella sua possibilità trasformatrice di principio avulsa da una manifestazione particolare. Qualora ci si riferisca invece alla tecnologia reale, essa non può mai essere neutrale poiché sempre inserita concretamente entro un contesto storico, culturale e politico determinato, ma soprattutto mezzo di autodeterminazione nelle mani di singoli uomini o comunità che strutturalmente, pensando ed agendo, sono impossibilitati a non sostenere una posizione metafisica e morale entro ogni loro decisione.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
Breve è la vita che viviamo davvero, tutto il resto è tempo
Oggi le tecnologie non sono al servizio del senso della vita e delle alte e nobili visioni filosofiche inter-religiose, e non solo, che parlano di compassione, di pietas, di benevolenza ma, tuttalpiù esaltano quei contenuti oscuri che portano l’essere umano a cercare il proprio senso in manifestazioni collegati all’apparire e alla materia.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
Cosa rende umano un essere umano?
L'ibridazione uomo-macchina sta già avvenendo tanto da domandarci cosa rende "umano" un essere umano. Esiste un limite invalicabile? Se e quando sarà possibile il mind-uploading, il trasferimento della mente cosciente su un dispositivo non biologico, saremo ancora "umani"? Qual è il destino della "specie umana" dopo la Singolarità quando le macchine avranno facoltà intellettive superiore alle nostre? Esiste, in definitiva, un residuo umano irriducibile a qualsiasi trasformazione?
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
La rivoluzione tecnologica è sotterranea, continua, invisibile, intelligente
La cultura è appiattita dal business, dalla miriade di prodotti non necessari, dalla supremazia degli oggetti rispetto i servizi. La consapevolezza diffusa dell’utilizzo della tecnologia avverrà solo dopo l’accettazione di modelli e stili di vita virtuosi. Finché resteremo ancorati a uno sterile e deviato concetto di nuovo, a una finta idea di miglioramento, produrremo unicamente spazzatura.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
Nessun singolo individuo è in grado di controllare un dispositivo tecnologico
Pensare la tecnologia è possibile solamente a partire da una posizione svantaggiata. La tecnologia, sviluppata dall’uomo per allontanare il panico vissuto nell’oscurità della notte, il pericolo degli animali selvaggi e la violenza della natura, è a sua volta opaca, a volte incomprensibile, aliena al proprio creatore e instaura un secondo ordine, questa volta artificiale, di panico.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
La tecnologia non è mai stata neutrale. Ha sempre modificato la nostra relazione col mondo.
Un cambio di prospettiva non si farà con una rivoluzione né con un gesto esemplare (in qualche maniera Snowden non è la critica ma la realizzazione del panottismo liquido contemporaneo). Si farà solamente con una lunga negoziazione e presa di coscienza collettiva. Le buone pratiche devono essere reiterate. Ancora una volta è la vecchia filosofia ad avere ragione, perché è Aristotele ad averci insegnato il valore del fare e avere esperienza. Non vivremo in armonia con le macchine o con le nostre estensioni digitali (ci saranno nuove pratiche e nuove forme di digital labor) ma certo, nel lungo termine, avremmo sviluppato una migliore praxis digitale (e forse avremo imparato a far valere i nostri diritti).
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia