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In Cina si impollinano i fiori a mano
Da montanaro, coltivatore e orticoltore ho maturato una sensibilità ambientale senza mai essere stato ecologista. Non ne ho mai realmente sentito il bisogno. Basta il contatto con la natura, avere a cuore il destino degli altri esseri umani, anche di quelli che verranno, comprendere che siamo semplici elementi di un organismo complesso, per esserlo.
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STORIE DALLA FINE DEL MONDO 🍒🍒
Il titolo di questa edizione è lo stesso di un libro di Matteo De Giuli e Nicolò Porcelluzzi pubblicato da Nero edizioni. Il sottotitolo relativizzava la parola fine ricordando che il mondo che starebbe finendo sarebbe quello attuale, ma “per quello che lo consociamo”. Utile chiarificazione perché non è detto che noi oggi si conosca realmente il mondo a cui pensiamo o crediamo di appartenere. Anche considerando il livello attuale di disinformazione e manipolazione raggiunto, favorito dal surplus informativo e dalla credenza diffusa di essere tutti informati che ingannano le mappature cognitive della realtà di molti se non di tutti noi.
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Abbiamo bisogno di utopia ma sogniamo e costruiamo distopie
Siamo una società tecnologicamente avanzata ma senza una crescita culturale capace di aiutarci a progettare il futuro. Per farlo servirebbe una progettualità utopica che per prendere forma ha bisogno di ottimismo, visione positiva del futuro e fiducia nella realizzabilità di progetti utopici. L’eccessivo attaccamento al presente che ci priva della storia ci impedisce anche di strategizzare il futuro come luogo di promesse e progetti realizzati. Ne deriva una visione negativa e il fiorire di progetti e visioni nella forma di distopie.
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Cartoline cyberpunk per visioni future di tipo tecnologico e distopico
L’origine della narrativa Cyberpunk è fatta risalire al 1980 con l’arrivo sul mercato dei libri di autori di fantascienza come Bruce Betcke, Rudy Rucker, William Gibson, Bruce Sterling e Nalo Hopkinson che diedero origine al sottogenere Cyberpunk. Le loro visioni future non hanno solo soddisfatto lo sguardo curioso dei lettori rivolto al futuro ma hanno dato forma al futuro stesso riempiendolo di contenuti culturali e formali. Ispirato da Internet e dal World Wide Web, il Cyberpunk ha contribuito alla trasformazione del presente attraverso storie e opere artistiche che hanno mescolato letteratura e tecnologia, politica e scienza.
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Distopie tecnologiche prossime venture e uso dello smarthone
I media prestano poca attenzione ad alcune, poche, ma interessanti notizie che evidenziano come cresca il numero di dipendenti delle grandi aziende tecnologiche che staccano la spina e si disconnettono da Internet. Comportamenti che sembrano usciti dal libro di Dave Eggers The Circle ma con esiti esattamente opposti.
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Un pianeta nel pallone
Il virus della parola nel marasma del vivere quotidiano rivolge al bimbo parcheggiato davanti alla TV, al figlio di genitori separati, ai ragazzi tutti, contenuti che narrano del nostro tempo: per affrontare insieme momenti di incomprensione o un dolore che niente sembra poter superare; quando ci mancano le parole… leggiamo loro una fiaba. I racconti del vecchio Ben, uno di seguito all’altro incastonati come un romanzo, narrano di un mondo suggestivo dove i fiori veri sono un vago ricordo, dove la storia ufficiale ha l’odore del gorgonzola mentre è la fiaba a riportare alla luce pezzi di verità nascoste (verità che a pensarci bene con il loro luccichio non aspettavano altro che di essere scoperte, tanto che uno si chiede: come ho fatto a non accorgermene prima), dove alieni tengono sotto sorveglianza la terra, inviando esploratori ad ogni lustro per monitorare quanto sta avvenendo. Vi siete mai posti la domanda: “Come riporterebbe un extraterrestre la cronaca di una partita di calcio, magari di un derby Milan-Inter?”
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VIVIAMO DENTRO UNA GRANDE UCRONIA
Molti aspirano a tempi sincronizzati. Pochi comprendono quanto essi siano in realtà diacronici. Tutti siamo catturati da tempi ucronici (kronos/tempo – ou/non-nessuno, tempi mai esistiti, spesso solo immagina(ti)ri), scenari controfattuali, storytelling e realtà possibili.
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