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Facebook, notizie false, Trump e referendum
L'elezione di Trump a presidente degli Stati Uniti ha prodotto un'interessante riflessione sulla verità e sulla crescente difficoltà a distinguerla dalla falsità. Per alcuni il problema è Facebook che fa da veicolo e propagatore di bufale e notizie false. Per altri il problema è filosofico e sociologico, e concerne una società incapace oramai di distinguere tra i fatti e la finzione, tra il vero e il falso. Più che di Facebook, la responsabilità è probabilmente della politica e dei suoi rappresentanti attuali. Chi sta seguendo il dibattito sul referendum costituzionale ne ha una plastica fotografia fatta di immagini mai definite, piene di ombre e chiaroscuri e con personaggi che cambiano faccia ad ogni folata di vento.
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Elezioni, false notizie e rituali social
Ogni mattina in Italia, un social networker si sveglia, sa che deve accedere al suo dispositivo Mobile più in fretta possibile per non perdersi messaggi, notifiche, novità e false notizie. Ogni mattina un altro social networker si sveglia e sa che deve scrivere qualcosa, messaggiare, pubblicare e mettere online messaggi e notizie. Quando il sole sorge tutti i social networker sanno che, per avere partecipato al rito del social networking, hanno contribuito alla produzione, diffusione e viralità di buone e false notizie.
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Storytelling, Bot, intelligenza artificiale
L'avvicinarsi delle elezioni politiche italiane ha spinto partiti e media a occuparsi delle false notizie. Come se di esse ci si dovesse preoccupare solo ora. Più che sulle proccupazioni dei partiti su un uso politico delle fake news, l'attenzione dovrebbe essere posta sulla rivoluzione prossima ventura in arrivo, quella delle intelligenze artificiali e delle loro capacità di produrre notizie, anche false!
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Privacy l'è morta? Resistere alla sorveglianza è ancora possibile!
Per molti la privacy è morta e non esiste speranza che la si possa risuscitare. La pervasività della tecnologia è tale da rendere impossibile sfuggire all'apparato di sorveglianza che un'infinità di apparecchiature, software, algoritmi, oggetti intelligenti e piattaforme ormai sono in grado di esercitare, sempre e ovunque, online come offline. Il Web non è più quello di una volta ma un luogo dove si vendono dati e informazioni e dove chi lo frequenta è diventato la vera merce da scambiare, archiviare, analizzare e consumare.
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False notizie e inganni in Rete
In Rete e sui media si continua a parlare di false notizie o fake news ma forse non abbastanza. L'impatto delle false notizie ha già evidenziato quali possano essere le conseguenze di narrazioni e notizie non veritiere, soprattutto se usate per obiettivi politici.
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Preferiamo le false notizie a quelle vere
Uno studio sulla misinformazione su Twitter, pubblicato da Science, evidenzia il ruolo degli individui nella proliferazione di false verità. La colpa non è degli algoritmi o della tecnologia ma di esseri umani che non sembrano in grado di gestire le nuove libertà di Internet.
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Un'era di post-verità e post-falsità
Grazie a memi potenti, dopo l'elezione di Trump, l'attenzione di molti è stata rivolta alle numerose post verità che sembrano caratterizzare un'epoca nella quale qualsiasi verità è andata perduta rendendo impossibile trovare soluzioni e approcci percorribili per ritrovarla. I teorici della postmodernità avevano da tempo dichiarato la morte della verità, oggi a farlo sono politici incapaci di raccontare verità perchè troppo abituati a raccontare falsità. Nella marea montante di post-verità il problema non è l'assenza di verità ma l'incertezza nella quale si trovano coloro che vorrebbero ritrovarla.
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Mondo digitale: più falso che virtuale
Un interessante articolo del New York Times richiama l’attenzione sulle falsità che circolano in Rete e si interroga su quanto la realtà virtuale di Internet sia oggi costruita sull’inganno. Non solo pubblicitario e finalizzato ad alimentare il consumismo!
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