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🌗 Le conversazioni di cui abbiamo bisogno
I post di Linkedin sono strumenti di conversazione. Attraverso di essi si costruisce il proprio Sé digitale e non solo. La conversazione digitale è però diversa da quella che avviene nella vita reale. La prima è in assenza, la seconda in presenza, la prima è spesso veloce e frammentata, la seconda è empatica, cinetica, non condizionata dal pensiero binario tecnologico. Dopo essermi chiesto dove vanno a finire i post di Linkedin ho provato a riflettere sulle conversazioni che li caratterizzano.
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👩‍🚒️👩‍🚒️ Collegati, legati, slegati
Si è collegati online e nella vita di tutti i giorni, come esseri umani, sociali per definizione.
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Gentili sempre, gentili anche online
Sempre connessi e impegnati a interagire con il display di un dispositivo mobile, si rischia di perdere il senso della realtà, confondere il reale con il virtuale, distraendosi da ciò di cui si ha più bisogno: relazionarsi con gli altri e con sé stessi.
Si trova in Blog / Tabulario
La direzione della gentilezza
Per molte persone sembra chiara, mai messa in discussione. Continuo a constatare che poi nelle azioni pratiche anche chi scrive di gentilezza, chi scrive di relazioni investe un tempo ed usa parole per spiegare dei difetti che gli vengono addebitati per "liquidare" una persona che chiede un contatto...sarebbe stato molto più gentile e anche più semplice parlare con questa persona anche per dire forse le stesse cose. La persona si sarebbe sentita presa nella desiderata considerazione e l'altro sarebbe rimasto gentile, perdendo anche meno tempo. La complessità dell'essere umano, ma anche la mia continua e instancabile ricerca di coerenza e anche di divulgazione del vero senso di gentilezza. Sento che queste profondità sfuggono ai più, ma riuscirò piano piano a creare spazi di condivisione su questi livelli e lì nuovi amici mi raggiungeranno e veramente per la prima volta non mi sentirò sola.
Si trova in Blog / Io abito la possibilità
La gentilezza nell'ascolto
Ascolto attivo. Significa che ascoltare presuppone una qualche attività. Così quando tengo una conferenza o parlo ad un convegno, mentre il mio sguardo cerca di raggiungere e toccare tutti, almeno con lo sguardo appunto, rintraccio quegli occhi, quell'espressione del viso, quella postura del corpo che più mi trasmettono una connessione, una presenza scelta nell'ascoltatore, una responsabilità assunta nel condividere l'esperienza che entrambi a qualche livello abbiamo scelto di "spartire". Mai avevo letto parole così sagge in questo libro "L'arte di ascoltare" di Plutarco con testo originale in greco. Ho estratto alcune considerazioni. Così ho pensato che ad un mio prossimo evento, invece di distribuire informazioni su quello che sto per dire, distribuirò queste indicazioni. Magari non rimarrà granché di quanto ho detto, ma tutti avranno una indicazione su come ascoltare, per la gioia di qualunque relatore.
Si trova in Blog / Io abito la possibilità
Storytelling e Storyliving per adattarsi al cambiamento
Gli umani hanno sempre raccontato storie, creato mitologie e dato forma a favole e leggende. Oggi le storie sono diventate strumento marketing per eccellenza e veicolo di narrazioni pensate dai Brand per creare esperienze di prodotto in ogni canale di interazione con l'utente. Anche le storie però potrebbero non bastare. Oggi il consumatore, mai soddisfatto e sempre meno fedele, vuole essere protagonista della narrazione delle Marche, parteciparvi e verificare in ogni momento la validità della storia raccontata.
Si trova in Blog / Tabulario
Governo giallo-verde: linguaggio, social media e reputazione
Tutti gli italiani, preoccupati per i loro risparmi, tifosi e curiosi per natura, hanno seguito con attenzione la tragicommedia andata in scena per la formazione del nuovo governo. Quelli che lo hanno fatto con il mezzo televisivo si sono dovuti sorbire ore di dirette, di bersagli mobili e maratone Mentana nelle quali una casta di giornalisti, in prevalenza baby boomers, hanno cercato di raccontare e interpretare ciò che già era stato raccontato e interpretato attraverso altri mezzi di informazione. A governo formato, ora tutti i cittadini italiani potrebbero pretendere che, come avviene sui social network, anche i nuovi politici possano essere valutati ed eventualmente mandati a casa con una sequenza infinita di "MiPiace" o "NonMiPiace". Ipotesi irrealistica e improponibile, ma provate a pensare se dovesse essere applicata e funzionasse!
Si trova in Blog / Tabulario
Uno, nessuno, centomila
Passa il tempo e Pirandello continua ad essere di una contemporaneità a dir poco disarmante.
Si trova in Blog / Lente di ingrandimento
L'intelligenza artificiale non basta, serve anche quella emotiva
Si parla sempre più spesso di assistenti personali dotati di intelligenza artificiale. Prodotti tecnologici avanzati e in continua evoluzione ma che mancano ancora per il momento di intelligenza emotiva. Essenziale in ogni relazione umana e in ogni forma di conversazione, come quella sempre più diffusa tra uomo e macchina-dispositivo tecnologico.
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Se tutti fanno storytelling come ci si differenzia?
Si è passati dal chiedersi cosa fosse o dal dare al termine una definizione a un uso diffuso dello storytelling. La pratica della narrazione all’inizio è stata un modo, per molte agenzie di marketing e comunicazione, per differenziare se stesse dalla concorrenza, oggi tutte investono in narrazioni pensate per raccontare la loro bravura nell’arte dello storytelling con l’obiettivo finale di vendere i loro prodotti e servizi e servire bene i loro clienti. Ma se tutti scrivono racconti il rischio è di non trovare abbastanza lettori. La soluzione sta nella qualità della narrazione e nella sua capacità di produrre risultati pragmatici.
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