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E se l'uomo futuro non sapesse nemmeno di essere dipendente dalla tecnologia? (Monica Bormetti)
Noi esseri umani utilizziamo una serie di scorciatoie cognitive che ci permettono di leggere la complessità del mondo in modo più semplice. Questo meccanismo porta però a degli errori, talvolta a dei bias cognitivi. Uno di questi è il bias di conferma, ovvero tendiamo a cercare la conferma di ciò che già pensiamo piuttosto che raccogliere informazioni su opinioni opposte. E se ne fossimo preda anche quando pensiamo alle intelligenze artificiali e alle tecnologie in generale!
Si trova in Blog / Homo sapiens e Homo digitalis
🌗🌘🌑🌒 Che fine fanno i post su Linkedin?
Dove vanno a finire i nostri post online? Tutta colpa dell’algoritmo? Cosa possiamo fare noi umani per battere la sua logica e intelligenza artificiale? Quanto conta la qualità e quanto pesa il numero repentino di MiPiace. Vale la pena continuare anche se i post non sono visualizzati? Una domanda che molti si pongono e che non ha tante risposte convalidate e certe. Per me è una curiosità nella forma di dubbio che credo di condividere con molte altre persone. Persone che come me abitano la piattaforma Linkedin in modo attivo, osservano l’andamento dei feed, si ingelosiscono del successo di alcuni e della dissolvenza o non visibilità di altri. Sul tema e sul ruolo dell’algoritmo di Linkedin la letteratura è vasta, in particolare in lingua inglese, poi ripresa e riprodotta anche in lingua italiana, con un tocco di interpretazione anarchica e creativa tipica dell’italiano che sa sempre come va il mondo. Su questo tema ho provato a cimentarmi anche io proponendo alcune riflessioni, spero utili ma soprattutto alla ricerca di falsificazioni, critiche o conferme che potrebbero trasformarsi in uno scambio profittevole. Forse!
Si trova in Blog / Tabulario
Intelligenza Artificiale: Servirebbe un framework etico (Dialogo con Fabrizio Gramuglio)
Ci avviamo rapidamente verso una vita vissuta in una multi-realtà, reale e virtuale, entrambe pervase di dati, interconnesse, una realtà dove i dati e le decisioni saranno mediate da AI che vivranno all’interno dei nostri servizi, case e uffici. Una realtà che si avvicina rapidamente e che impone una pianificazione meticolosa, per evitare che l’essere umano venga messo da parte e relegato ad un ruolo di supporto. Ma, questa era di sviluppo esponenziale, ci presenta anche opportunità senza precedenti: ovvero la possibilità di utilizzare questa innovazione esponenziale per concentraci nella creazione di uno sviluppo sostenibile, che vede al centro dell’evoluzione il nostro pianeta e tutte le sue forme di vita.
Si trova in Blog / Homo sapiens e Homo digitalis
We will not be able to set efficient rules framing development and use of AI ( Dr Emmanuel R. Goffi)
Unfortunately, so far, ethical reflections come under what I call COSM-ETICS, namely calibrated narratives aiming at reassuring potential consumers through a specific set of words related to ethics. In other words, current reflections on ethics are not based on ethics per se, but on marketing communication. The vocabulary refers to ethics, but the analysis is all about building trust in order to sell AI-fitted products.
Si trova in Blog / Homo sapiens e Homo digitalis
CGIL, Uber, Robot e algoritmi vari
Gli algoritmi tecnologici che abitano, anche a nostra insaputa, i numerosi mondi paralleli che frequentiamo sono responsabili della nostra felicità leggera che ci accompagna quotidianamente, nelle nostre interazioni tecnologiche, ma lo sono anche di forme di assoggettamento delle quali non tutti sono completamente consapevoli. L'algoritmo sembra sempre più in grado di realizzare i suoi sogni, gli internauti sembrano sempre più contenti di affidarsi ai sogni di altri, quelli suggeriti, prodotti in serie, calcolati e personalizzati da chi gli algoritmi li produce e li diffonde, su piattaforme e dentro ecosistemi applicativi che stanno dominando il mondo.
Si trova in Blog / Tabulario
Giustizia e algoritmi. La rivolta corre sul web
La dittatura degli algoritmi, solo apparentemente virtuale, “sembra sottindere l’ineluttabilità dell’avvento di un algoritmo assoluto”. L’algoritmocrazia minaccia pericolosamente il ‘giudizio giuridico’. Essa non è applicabile alla dimensione giuridica. Le condotte umane, imprevedibili e imperfette, derivanti dal libero arbitrio, sfuggono alla serialità propria dell’intelligenza artificiale. I magistrati non potranno mai occuparsi delle leggi che riguardano il non-umano, perché il giudizio giuridico è riferibile unicamente all’intenzionalità soggettiva propria delle persone che appartengono alle comunità sociali.
Si trova in Blog / NON SIAMO ALGORITMI
Esseri umani, posti di lavoro e algoritmi
A rivolgersi agli algoritmi non ci sono solo le aziende che usano approcci modellati matematicamente per la selezione dei talenti di cui hanno bisogno. Usano algoritmi le grandi corporation tecnologiche, le squadre di calcio o di pallacanestro, le banche e le assicurazioni che grazie alle enormi quantità di server e di dati che possiedono possono permettersi di condurre analisi dettagliate delle informazioni disponibili per fare scelte, risolvere dubbi e problemi, definire strategie e acquisire conoscenze utili a nuove attività, iniziative e azioni.
Si trova in Tecnologia e Impresa / Ambiti di applicazione e Strategie
Intelligenza artificiale: DeepMind e Google
Nessuno sembra oggi credere alla prossima esistenza di superintelligenze o intelligenze artificiali generali paragonabili a quelle umane. Molte narrazioni mediatiche al contrario le presentano come già in mezzo a noi. Numerose startup e I big tecnologici ci stanno comunque lavorando!
Si trova in Tecnologia e Impresa
Il dipendente sempre connesso alla ricerca di conoscenze
Tutti decantano la libertà e la flessibilità derivante dall'essere sempre connessi, molti realizzano che si tratta in realtà di semplici chimere, pochi hanno la forza e la capacità di pensare diverso e agire di conseguenza.
Si trova in Lifestyle
Facebook: trasparenza, personalizzazione e algoritmi per mondi plasmati a sua immagine
Google, Facebook e altre piattaforme simili agiscono ormai come un medico che distribuisce placebo a pazienti che lo desiderano. Lo fanno usando semplici algoritmi, anche Facebook che ha recentemente chiuso il suo dipartimento editoriale che si occupava di decidere cosa fosse trendy e pubblicabile e cosa no. La scelta era dettata da pregiudizi e opinioni personali e ora sarà in mano ad algoritmi disegnati da ingegneri…senza pregiudizi e opinioni individuali?
Si trova in Lifestyle / Social