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LINGUAGGIO
linguàggio [der. di lingua]. – Lo stesso che lingua, come strumento di comunicazione usato dai membri di una stessa comunità: parlare con proprietà di linguaggio. In senso ampio, la capacità e la facoltà, peculiare degli esseri umani, di comunicare pensieri, esprimere sentimenti, e in genere di informare altri esseri sulla propria realtà interiore o sulla realtà esterna, per mezzo di un sistema di segni vocali o grafici. Modo individuale di esprimersi, sia per un uso particolare della lingua, considerato sotto l’aspetto formale, sia per l’uso di un proprio codice linguistico. Anche di una classe d’individui, di un determinato ambiente professionale o gruppo sociale (con riguardo al lessico, alla fraseologia, alla nomenclatura, ecc.): l. poetico, letterario, filosofico, tecnico, scientifico, militare, marinaresco, burocratico.
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OLTRE
óltre- Primo elemento di parole composte formate modernamente, sia con il significato proprio «di là da, al di là di», per esempio in determinazioni geografiche e toponomastiche (oltralpe, oltrarno, oltremanica, ecc.) o in nomi comuni (oltremare, oltretomba, ecc.), sia per indicare il superamento di un limite per lo più ideale (per es., oltremisura, oltremodo, oltrenaturale, oltretutto), sia infine con la stessa funzione del prefisso ultra-, in composti aggettivali aventi valore superlativo e tono enfatico (per es., oltremirabile), ormai di sapore antiquato. In quest’ultimo caso e nell’uso ant., si alterna talvolta con oltra- (TRECCANI)
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SACRO
... viene da sacer, e sacer dalla radice indoeuropea √sak che significa recinto. Il recinto chiude, protegge, separa, definisce. Il sacro indica ciò che è separato, protetto dal profano (latino pro, davanti + fanum, tempio, di fronte al tempio). La stessa base sacer, resa intensa con l’inclusione della nasale n, genera sancire, cioè definire, fissare, concludere, il cui participio passato è sanctus. Il santo è colui che è concluso, perfetto (perficere, composto dall’intensivo per + facere, vuole dire ciò che è fatto completamente, fatto bene, dunque perfetto). Il sacro è il protetto dall’impurità, dalla contaminazione del profano, e come tale è riservato al tempio, alla divinità. Il sacro appartiene a Dio.
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SALUTE
salute - [latino salus -ūtis «salvezza, incolumità, integrità, salute», affine a salvus «salvo»]. – Salvezza, soprattutto come stato di benessere, di tranquillità, d’integrità, individuale o collettiva; che sopravvive in alcune espressioni come condizione, stato fisico e psichico in cui si trova un organismo
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ETERNO
Eterno, viene da ex æviternum, fuori dal tempo: con il latino ævum (tempo) che si affianca al sanscrito evà, movimento, viaggio (dalla radice √i, andare, alla quale corrisponde il latino ire, andare) e al greco aión, il tempo.
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AMORE
amóre [lat. amor -ōris, affine ad amare]. – Sentimento di viva affezione verso una persona che si manifesta come desiderio di procurare il suo bene e di ricercarne la compagnia: amore può indicare l’affetto reciproco, coniugale, la concordia dei sentimenti. Può anche essere rivolto a sé stesso, come manifestazione di egoismo e di egocentrismo. Sentimento che attrae e unisce due persone e che può assumere forme di pura spiritualità, forme in cui il trasporto affettivo coesiste, in misura diversa, con l’attrazione sessuale, e forme in cui il desiderio del rapporto sessuale è dominante, con carattere di passione, talora morbosa e ossessiva.
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BELLEZZA
bellézza - L’essere bello, qualità di ciò che è bello o che tale appare ai sensi e allo spirito: una specie di armonia visibile che penetra soavemente nei cuori umani (Foscolo). Di persona (e talora anche di animale). Bellezza fisica, del volto, delle membra, delle forme, bellezza femminile, maschile, virginale, spirituale. La bellezza può essere notevole, rara, non comune, mirabile, ineffabile, imbarazzante, abbagliante, irresistibile, paradisiaca, smagliante, delicata, neoclassica, diafana, apollinea, ecc. ecc.
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IMMAGINAZIONE [1]
facoltà dell’intelletto di creare o rappresentare liberamente immagini reali o fantastiche; fantasia: avere un’immaginazione vivace, ricca, avere scarsa immaginazione, stimolare l’immaginazione, persona completamente priva di immaginazione; opera di immaginazione, opera artistica, spec. narrativa, di pura fantasia. La mente stessa in quanto immagina: queste cose esistono solo nella sua immaginazione. L’immaginare, il fantasticare: abbandonarsi all’immaginazione. La cosa che si immagina: è una sua immaginazione (Dizionario etimologico Tullio De Mauro)
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UOMO
uòmo [lat. hŏmo hŏmĭnis] (pl. uòmini [lat. hŏmĭnes]). – Essere cosciente e responsabile dei proprî atti, capace di distaccarsi dal mondo organico oggettivandolo e servendosene per i proprî fini, e come tale soggetto di atti non immediatamente riducibili alle leggi che regolano il restante mondo fisico: il problema dell’uomo è centrale nella massima parte delle religioni storiche e dei varî sistemi filosofici. Dal punto di vista biologico uomo è il termine con cui sono indicate tutte le specie di mammiferi primati ominidi appartenenti al genere Homo e, in partic., l’unica specie vivente Homo sapiens, caratterizzata da stazione eretta, pelosità ridotta, mani con pollice opponibile che consente la presa di precisione, grande sviluppo del cervello e del neurocranio, che sovrasta la regione facciale; si differenzia inoltre da tutte le altre specie animali per la complessità del linguaggio simbolico articolato, per l’alta capacità di astrazione e di trasmissione di informazioni per altra via che non sia l’ereditarietà biologica (trasmissione culturale). (TRECCANI)
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CUORE
cuòre - Organo muscolare, cavo, che costituisce il centro motore dell’apparato circolatorio, situato, nell’uomo, tra i due polmoni, sopra al diaframma, davanti alla colonna vertebrale, dietro lo sterno. Cuore, latino cardium, greco kardía, inglese heart. In sanscrito è hrid, parola che ci parla del cuore, ma più in generale di ciò che è interno, delle interiora, delle viscere. Corda, originariamente riferita a budella, intestino (ed è ancora questo il suo significato in calabrese e in sardo) forse non ha la stessa origine di cuore, ma come cuore ci parla di qualcosa di viscerale, interno, profondo e – potremmo aggiungere – di qualcosa che entra in risonanza nella vibrazione o nel ritmo del battito.
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