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🌗🌘🌑🌒 Ma di cosa parliamo?
L’Italia non cambia mai. Lo si nota analizzando la narrazione mediale prevalente. Una narrazione artificiale, poco responsabile, che non aiuta ad affrontare il periodo che tutti gli italiani stanno vivendo. L’ultimo evento che testimonia artificialità, irresponsabilità e voglia che non cambi nulla è come è stata accolta l’esternazione di un ex presidente del consiglio in sofferenza per non essere amato dagli italiani. Ho provato a tradurre alcuni pensieri in riflessioni scritte. Chissà che non siano condivisi da altri!
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Sardine, gentilezza e odio
La disinformazione non è un fenomeno nuovo, non lo è neppure l’odio sociale e politico. La prima e il secondo trovano però oggi uno strumento potente di diffusione e alimento nelle reti tecnologiche cosiddette sociali. Uno sguardo curioso al fenomeno delle Sardine e alle interazioni online che le caratterizzano permette di comprendere meglio i meccanismi in atto e le azioni deliberate messe in campo per diffondere false notizie e credenze, alimentare la disinformazione e favorire la misinformazione. Dietro queste azioni c’è la convinzione che false notizie e false credenze possano diffondersi come se fossero vere, nonostante gli effetti negativi che possono derivare per coloro che le credono tali. Ciò dipende da fattori individuali ma soprattutto da fattori sociali. Ciò che si crede dipende in grande misura da quello che si conosce e si sa. Per questo la destra populista italiana sta reagendo duramente e in modo isterico al movimento di opinione messo in moto dal fenomeno sociale e Politico delle Sardine.
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Tecnologia e media tradizionali
L'arrivo di Trump alla Casa Bianca e la sua idiosincrasia verso i media tradizionali li sta facendo tornare a nuova vita. In pochi mesi i giornali americani hanno visto crescere lettori e abbonamenti. Una situazione probabilmente dettata dala eccezionalità americana. Nella realtà la tecnologia sta creando ai media tradizionali problemi esistenziali ai quali non sembrano esistere rimedi immediati.
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Lo Zuckerberg filantropico e la miopia colpevole dei mezzi di informazione
Un tempo andava di moda la contro-informazione, poi è arrivata Indymedia a ricordare che il mondo non è sempre quello che viene raccontato, oggi siamo all’omologazione della superficialità. Sono bastati un cinguettio e un selfie del fondatore di Facebook per trasformarlo in benefattore dell’umanità e, nel silenzio dei media, in un potenziale evasore. Ai cinguettii siamo ormai assuefatti, forse anche alla credulità e all'eccesso di fiducia!
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Giustizieri della Rete e danni collaterali
In libreria un nuovo libro che invita alla riflessione critica sull’uso delle tecnologie dell’informazione e sui suoi effetti collaterali. Il testo è di Jon Ronson e parla di personaggi pubblici e semplici cittadini rovinati o con la vita distrutta per colpa di un cinguettio (#enricostaisereno), una fotografia Instagram o un post sul muro delle facce.
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Surplus cognitivo da uso di dispositivi tecnologici
Farsi strada nel sovraccarico di informazioni o staccare la spina non è semplice, soprattutto se si è abituati da anni ad essere sempre connessi e aggiornati. Non farlo significa alimentare il surplus cognitivo e impedirsi di guardare al mondo con occhi liberati dalla tecnologia e riposati. Per farlo bisognerebbe però rinunciare a gesti e abitudini che negli anni hanno finito per dare forma e piacevolezza alla vita di ogni giorno.
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Grexit e narrazioni
Se c’è una cosa che balza agli occhi della vicenda greca è la confusione che emerge da come viene raccontata. E’ una confusione che nasce da un sovraccarico di informazioni difficili da comprendere e spiegare ma soprattutto da prendere per vere. Non potendosi più fidare si finisce per rimanere da soli nel maturare il proprio giudizio e la propria valutazione. Forse è meglio così!
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Non c’è nulla di vero tranne le esagerazioni
La tecnologia ci sta riprogrammando e noi non comprendiamo pienamente il radicale cambiamento di paradigma in essere. Lo dice Byung-Chul Han, filosofo tedesco-sudcoreano, nel suo ultimo libro “Nello sciame”. Uno dei numerosi testi che invitano a una riflessione critica sugli effetti del medium tecnologico e i suoi prodotti. Una riflessione che guarda al sociale e al privato ma anche alla sfera del discorso pubblico e alla politica. Nella visione tecno-apocalittica dell'autore la rappresentanza politica non esiste più. Tutto è cinguettare e chiacchierare, naturalemente online!
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Webtrends: tutto sui canali digitali
Proseguono le interviste di SolTablet ai protagonisti del mercato tecnologico italiano. Gian Carlo Lanzetti ha incontrato John Fleming, Marketing Director EMEA & APAC di Webtrends, una società che offre alle aziende soluzioni all’avanguardia per misurare tutti i canali digitali (web, social e mobile) in tempo reale.
Si trova in Focus Italia / I protagonisti si raccontano
Una estate in compagnia della tecnologia: riflessioni sulle solitudini tecnologiche
Chi sostiene che la tecnologia è neutra ritiene che gli esseri umani continuino ad essere in possesso del loro libero arbitrio e della libertà di prendere decisioni facendo libere scelte. E’ nostra la scelta su come usare la tecnologia, così come è nostra la decisione di acquistare un prodotto in un negozio affidandosi ad un addetto vendita piuttosto che a un portale di commercio elettronico.
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