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𝐈𝐋 𝐃𝐈𝐒𝐈𝐍𝐂𝐀𝐍𝐓𝐎 𝐓𝐄𝐂𝐍𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐂𝐎 𝐂𝐇𝐄 𝐀𝐕𝐀𝐍𝐙𝐀 🍒 🍒

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08 Dicembre 2021 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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Sotto traccia ma in accelerazione, sta emergendo un fenomeno che ho chiamato DISINCANTO TECNOLOGICO, declinato in forme più o meno consapevoli. Si traduce nella riduzione della presenza sui #social, in modi diversi di interagire con i dispositivi, nello staccare la spina, e nel lasciarsi andare a esperienze pre-tecnologiche riscoprendo la noia, la lentezza, la pesantezza della vita fattuale, il contatto incarnato con l’Altro, la partecipazione fisica a comunità non virtuali e la ricerca dei significati di parole che possiamo considerare etiche.

Parole sulle quali il progetto OLTREPASSARE ha prodotto una riflessione collettiva raccogliendo un dizionario di 200+ termini: https://lnkd.in/dd77M7E.

Ciò che colpisce è che il disincanto non nasce dalla #conoscenza sul mondo tecnologico, sui numerosi studi che propongono riflessioni critiche sull’uso della tecnologie e sui suoi effetti, sulle volontà di dominio del mondo di poche aziende tecnologiche. Tra le opere da citare, oltre al documentario THE SOCIAL DILEMMA, ci sono i libri di Geert Lovink, Jaron Lanier, Eugeny Morozov, Sherry Turkle, Shoshana Zuboff, Francesco Varanini, Douglas Ruhskoff, Byung-Chul Han, e molti altri ( https://lnkd.in/dzZFD_qN). Ma chi li ha mai letti? Chi ne conosce gli autori? Chi ne parla?

No, il disincanto sembra nascere dalle esperienze online, dalla #noia che ne deriva, dalla #stanchezza, dall’indigestione bulimica di dati e informazioni, dalla percezione che le #parole abbiano perso senso e significato dentro un abbrutimento del linguaggio che le manipola e le svuota anche semanticamente. Il disincanto nasce dall’essere continuamente disturbati, violentati, da continue chiamate indesiderate, malevole e manipolatorie che attraverso il nostro dispositivo telefonico ci rubano attenzione, tempo e in qualche caso anche denari. Il disincanto nasce dalla percezione che le relazioni disincarnate online siano insufficienti a soddisfare il nostro bisogno dell’Altro, di dialogo e di costruzione del Sé.

Il disincanto è solo un epifenomeno. La #scelta di disconnettersi, diminuire la presenza online, cambiare modo di rapportarsi allo strumento tecnologico è invece un gesto coraggioso di riappropriazione della propria vita, di sé stessi, del troppo tempo perduto, di #attenzione verso il mondo che ci circonda, anche di quello naturale, di ritornare a vivere….ma vivere veramente.

Il disincanto si nota anche su questa piattaforma. Lo si nota nella sparizione di molte persone interessanti che arricchivano culturalmente questa piattaforma, nella riduzione della partecipazione e nella diminuzione di visualizzazioni, di MiPiace, di interazioni e di commenti.

E’ di oggi sulla Lettura un articolo di Giuseppe Antonelli che dal disincanto è passato alla disconnessione: “…ci ho guadagnato quiete, attenzione, concentrazione, energie mentali per fare cose vere”.

E voi quanto siete disincantati?

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