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Cara befana ti scrivo, ho una letterina solo per te!

Cara befana ti scrivo, ho una letterina solo per te!

25 Novembre 2014 Antonio Fiorella
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Gli addobbi e le promozioni di questo Natale 2014 sono iniziati da tempo. Non si può neppure parlare di largo anticipo perchè Natale e l'Epifania sono ancora lontanissimi e fuori da ogni pensiero. L'anticipo è dettato sicuramente da esigenze commerciali per favorire i consumi sfruttando un periodo più lungo per i processi decsionali di acquisto, nella speranza di poterli condizionare. Non è strano quindi che qualcuno, fin d'ora, scriva delle letterine a Babbo Natale o alla Befana!

[Lettera anticipata a Babbo Natale, San Precario, Sant'Assunta e santi vari!]


NON ti scrivo per un esplicito invito ad aderire, e ciò non ti costerebbe nulla, alla campagna web sull’Iva degli ebook (giusto una segnalazione, en passant); né ti scrivo perché un sacco di libri cartacei, da portare in giro in dono, pesano (libri che prima hanno richiesto che tanti alberi fossero abbattuti, macerati e ridotti in carta); o perché anche tu ti faccia carico di portare quelli che malaccortamente qualcuno ha segnalato a Babbo Natale1 e che il Venerando riesce a gestire con molta fatica; o perché andando nel merito, un libro è un libro!2

NON ti scrivo perché tu debba supervisionare, a volo di scopa, la pletore di richieste formulate, di promesse fatte e rimaste inesaudite, di riforme annunciate, di prospettive di crescita economica e di pace, irrealizzate, di omelie e preghiere di fine anno sfumate in solo incenso - praticamente andate a vuoto. Le proiezioni delle stesse hanno propaggini che si allungano sull’anno prossimo, indipendentemente dai risultati, e ad ogni modo diventano terreno da rassodare per ogni entità dotata di poteri non comuni. Quindi anche tu potresti assumertene una parte. E poi non insisto perché tu debba fare miracoli laddove personaggi reali e potenti, o di fantasia cari alle nostre tradizioni, insigni prelati e schiere di santi troneggianti sugli altari, tutti chiamati ad intervenire, non intendono o non riescono nei loro intenti o coltivano interessi di parte.


 

Nemmeno ti scrivo, con così largo anticipo, perché in termini di frazione di un anno - che rappresenta l’arco di una vita intera - ciò significherebbe che sei ancora giovane e piacente. Anzi, perdona ogni apparente digressione in anfratti che potrebbero essere percepiti di colore sessista. L’approdo desiderato è ben altro, come presto potrai scoprire. Ma, semmai volessimo creare un intermezzo di genere, potremmo avventurarci in quello controverso delle separazioni tra coppie. E di riflesso cogliere l’aspetto evolutivo, culturale e civile. Poiché, capovolgendo l’antico passo della Bibbia, (Geremia, 31) in cui c’è scritto che le colpe dei padri ricadono sui figli, il codice civile sembra stabilire l’inverso: le colpe dei padri fedifraghi cadono sui nonni paterni.3 Per cui capita di udire dei padri rallegrarsi di avere solo figlie femmine! Quasi una rivoluzione copernicana.

Poiché un libro è un libro, parimenti un nonno è un nonno! E tutti i nonni dovrebbero concorrere, legalmente e solidalmente, al benessere dei nipoti. Si dirà, il passaggio dall’antico testamento a un ordinamento civile, sia pure a carattere medievale, rappresenta comunque un bel passo in avanti. Non vorrei dilungarmi più del dovuto. Tuttavia, se la festa della Befana è di origine pagana o giù di lì, prova tu a raccapezzare un senso di civiltà, che a me sfugge, nel nostro medioevo legislativo.

Perché poi ci hanno indotto a scrivere letterine a Babbo Natale, e alla Befana no? Un tempo era forse considerata illetterata? Ma adesso che anche un’astronauta donna, per di più italiana, solca i cieli, vorrei sottoporti il dilemma n.1 dell’umanità.

Cara befana ti scrivo, ho una letterina solo per te!


Più ci penso e più mi convinco che la vecchia canzone il problema numero uno è la donna4 aveva colto nel segno. Poiché gran parte dell’esistenza verte sul dualismo competizione - solidarietà, il bandolo della matassa è in mano femminile. La donna accende il conflitto per generare figli con il seme del più forte; in seguito per preservare la prole, si adopera a favorire la pace sociale scoprendo coltivazione e semina della terra. In contrapposizione all’uomo cacciatore, la cui natura sanguinaria è stata una delle principali forze trainanti che ci ha resi come siamo.

Tuttavia non può continuare ancora così. Non più. C’è chi sostiene che esiste una regola ferrea nell’evoluzione sociale dei geni: gli individui egoisti hanno la meglio sugli individui altruisti, mentre i gruppi di altruisti sconfiggono i gruppi di individui egoisti. Detto così sembra un rebus. In sintesi è come se il genere femminile fosse in grado di sprigionare opposte tendenze: conflitti e pacificazioni; dotata del magnetismo di attrarre la forza e di cadere vittima della stessa , rimanendo il perno della coesione sociale. Pertanto diventa più chiaro perché io mi rivolga a te per redimere la questione, se debba prevalere la collaborazione alla competizione, la solidarietà alla concorrenza e alla rivalità.

In definitiva, cara Befana, dal prossimo anno e finché hai il vento in poppa, perché non provi tu a mutare gli orientamenti generali?

AF

1. http://www.solotablet.it/lifestyle/lettera-per-babbo-natale

2. http://www.wired.it/play/libri/2014/10/31/libro-libro-campagna-web-sulliva-degli-ebook/

3. http://miseparo.pianetadonna.it/soldi-e-casa/assegno-mantenimento/nonni-mantenimento-nipoti.html

4. http://www.youtube.com/watch?v=BoNHqWyZtRQ


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