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🌗🌘🌑🌒 Ma di cosa parliamo?
L’Italia non cambia mai. Lo si nota analizzando la narrazione mediale prevalente. Una narrazione artificiale, poco responsabile, che non aiuta ad affrontare il periodo che tutti gli italiani stanno vivendo. L’ultimo evento che testimonia artificialità, irresponsabilità e voglia che non cambi nulla è come è stata accolta l’esternazione di un ex presidente del consiglio in sofferenza per non essere amato dagli italiani. Ho provato a tradurre alcuni pensieri in riflessioni scritte. Chissà che non siano condivisi da altri!
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🌗🌘🌒 Rabbia in crescendo!
Rabbia: impossibile non percepirne l’emergenza. Non se ne parla e non trova ancora espressione evidente ma è impossibile non coglierla nella sua formazione ed emergenza. Parliamo di rabbia come effetto di paure psichiche e difficoltà materiali, come reazione, potenzialmente anche sana e utile, alla situazione corrente. Sulla rabbia ho provato a scrivere una riflessione, forse utile nella fase di negoziazione che sperimentiamo con noi stessi ogni qualvolta dobbiamo superare uno shock.
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🐞 🐞 Babele è diventata gassosa
Babele è metafora perfetta per raccontare la confusione della comunicazione sulla pandemia. Gassosa è il risultato della sublimazione della realtà liquida (Bauman). Babele fu opera di Dio, l'attuale di umani che, nella loro scalata al cielo, hanno disimparato a comunicare, collaborare e solidarizzare, lavorando alla loro stessa rovina.
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🐞🐞 Nuovo lockdown in tristezza e melanconia
"Così, date pure alla malinconia il significato che volete, proprio o improprio, come indole o comportamento, come piacere o dolore, e definitela istupidamente, malcontento, timore, dolore, follia, nella parte o nel tutto, in senso proprio o metaforico, è sempre la stessa cosa." - Robert Burton
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🐞 🐞 🐞 Siamo tutti affaticati e lo si vede, anche online!
Saremo anche abili resilienti, sapremo anche resistere, resistere, resistere, ma dopo più di un anno di convivenza con il contagio, ci sentiamo tutti stanchi, tristi, annebbiati mentalmente, non più motivati come dovremmo, forse anche un po' depressi.
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Iperoggetti pandemici
La pandemia da Covid19 è interpretata come un iperoggetto, secondo la teoria di Timothy Morton. Gli "iperoggetti pandemici" sono tracce visive degli iperoggetti connessi con la pandemia, dalle scorie energetiche al degrado ambientale, in un ampio arco temporale che si spinge nel futuro.
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Senza respiro
Un’inchiesta indipendente sulla pandemia Coronavirus, in Lombardia, Italia, Europa. Come ripensare un modello di sanità pubblica. Ripensarla è un modo per evitare che crisi come quella attuale si ripresentino in futuro con gli stessi effetti e conseguenze.
Si trova in Focus Italia / Iniziative e eventi
La pandemia della mente
La parola pandemia si è fatta strada velocemente popolando l'intero panorama mediale in cui siamo immersi. Da semplice influenza il Coronavirus si è fatto epidemia e poi pandemia. Pochi al momento intravedono un altro tipo di pandemia in formazione. Anch'essa emergente come influenza, questa volta psichica, pronta a farsi epidemia e potenzialmente a trasformarsi in pandemia della mente. Ne ha scritto in un interessante articolo Donatella Di Cesare sul quotidiano Il Manifesto e che qui segnaliamo.
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🐞 🐞 Da smart city a smart land
Segnaliamo una intervista al sociologo Aldo Bonomi (fondatore di Aaster) sui tempi del contagio e sui cambiamenti che ha determinato. Una intervista ricca di spunti per una riflessione ampia che vada oltre la pandemia sanitaria e utile per approfondire un periodo di crisi dentro una crisi più grande e che obbliga tutti a fare i conti con modelli, approcci, modi di lavorare, studiare e vivere diventati all'improvviso obsoleti.
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Pandemia e infodemia, quale la più pericolosa?
Il coronavirus, all'origine del contagio, diventato epidemia e poi pandemia è all'origine della sofferenza di milioni di persone, alle prese con un elemento infinitamente piccolo dal potere infinitamente grande, sulla vita reale di tutti. Più della pandemia sembra creare sofferenza e malattie psichiche, forse follia, un fenomeno ancor più pericoloso perchè fatto di un surplus di informazioni che creano disinformazione e misinformazione. Con effetti imprevedibili, non facilmente arginabili e gestibili. Il fenomeno non è riscontrabile solo online e sulle piattaforme digitali ma nella vita quotidiana fatuale e rale. Una vita nella quale un numero crescente di persone si comporta in modo sempre più irrazionale, con reazioni, comportamenti, modi di pensare e certezze spesso costruite su false verità, verità inventate, teorie complottiste, teorie alternative, praticamente sul nulla. Un nulla fonte di malessere e follia.
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