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SGUARDO [1]
sguardo [der. di sguardare]. L’atto di guardare. Lo sguardo si può rivolgere a qualcuno guardando chi ci guarda, evitare per timidezza, pudore o consapevolezza di colpa. Può essere sprezzante, pieno di odio, di compassione. Alcuni sguardi sono rapidi, sfuggenti, frettolosi, superficiali, profondi, amichevoli o scostanti.
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FAMIGLIA [1]
famìglia [lat. famĭlia, che (come famŭlus «servitore, domestico», da cui deriva) è voce italica e indicò dapprima l’insieme degli schiavi e dei servi viventi sotto uno stesso tetto, e successivamente la famiglia nel sign. oggi più comune]. In senso ampio, comunità umana, in genere formata da persone legate fra loro da un rapporto di convivenza, di parentela, di affinità, che costituisce l’elemento fondamentale di ogni società, essendo essa finalizzata, nei suoi processi e nelle sue relazioni, alla perpetuazione della specie mediante la riproduzione. Sotto l’aspetto antropologico e sociologico, la famiglia si definisce come gruppo sociale caratterizzato dalla residenza comune, dalla cooperazione economica, e dalla riproduzione. Il termine famiglia può essere usato come sinonimo di casato, stirpe. In ambito scientifico, in zoologia ed in botanica, per indicare l'insieme di animali o di piante appartenenti a più generi simili.
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RESPONSABILITA' [1]
responsabilità [der. di responsabile, sull’esempio del fr. responsabilité, che a sua volta è dall’ingl. responsibility, ma anche da latino (re)spondere e resposnare (resposum dare), sponsio e sponsum (promessa solenne, obbligazione reciproca)]. Termine usato prima in ambito politico e del diritto pubblico, poi della morale. Oggi la resposnabilità si applica ad ambiti diversi, sempre però riferita ad azioni delle quali l'agente deve assumersi la paternità e di cui si assume le conseguenze. Il termine indica il fatto che le azioni umane generano conseguenze di cui il soggetto agente può essere imputato, cioè ritenuto responsabile. Ne consegue che il soggetto dell'azione si assume l’incarico (la responsabilità) di rispondere delle conseguenze delle proprie azioni.
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DATI [1]
dato - Aggettivo e sostantivo maschile, Aggettivo Determinato, certo. "in un dato periodo di tempo". Come p. pass. del verbo dare è usato in costruzioni assolute con valore causale equivalente a ‘visto’, ‘considerato’: dati i tempi che corrono; spesso + che e ind. con valore causale equivalente a ‘visto che’, ‘considerato che’, ‘dal momento che’, ‘poiché’: d. che non aveva più argomenti da opporre, tacque; oppure + che e cong. con valore concessivo equivalente a ‘ammesso che’, ‘supposto che’. "d. e non concesso che il fatto si sia svolto come dite voi" 2. sostantivo maschile Ciascuno degli elementi di cui si dispone per formulare un giudizio o per risolvere un problema. "raccogliere tutti i d." o Dato di fatto, elemento certo. o Dato statistico, la misura di un fenomeno collettivo risultante dalla rilevazione di fatti singoli della stessa specie. o Dati sensibili, vedi sensibile. 3. sostantivo maschile In informatica, la singola informazione codificabile o codificata. "elaborare i d." 4. sostantivo maschile Dono, offerta, contributo. o In buon dato, in abbondanza.
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POSITIVO [1]
poṡitivo [dal latino tardo positivus, da ponĕre «porre», participio pass. posĭtus]. In generale, che è posto come dato sul piano della realtà oggettuale, e come ciò che è affermato, prescritto sul piano logico e giuridico. Valido, solido, effettivo, sia dal punto di vista della concretezza del dato storico sia dell'esperienza diretta. Contrapposto a negativo, può indicare la ‘conferma’ relativamente alla prevedibilità di un risultato, il sussistere di conseguenze vantaggiose o favorevoli in corrispondenza di dati o fatti direttamente controllabili.
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RELAZIONE [1]
relazióne [dal latino relatio -onis, derivato di referre «riferire», participio passato relatus]. Rapporto, connessione che intercorre tra due o più elementi: mettere una cosa in relazione con un'altra. Legame tra due o più persone o cose: una relazione amichevole, avere una relazione, un legame sentimentale, amoroso, essere in buone, cattive relazioni con qualcuno, andare, non andare d'accordo, pubbliche relazioni, le iniziative verso l'esterno intraprese da aziende, enti o singoli individui per migliorare la propria immagine e incrementare gli affari | relazioni diplomatiche, nel diritto internazionale, i rapporti ufficiali fra stati attuati attraverso appositi organi.
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SMARTWORKING [1]
La parola è inglese, spesso tradotta in telelavoro. Ci sono però delle differenze. Lo Smart Working è una modalità di lavoro legato al raggiungimento di obiettivi prefissati, non prevede una postazione fissa o vincoli di orario. Il Telelavoro è una modalità di lavoro remoto che ricalca in parte il lavoro in sede. Non prevede infatti una postazione fissa, che può essere collocata anche in un luogo differente dalla sede aziendale.
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DISUGUAGLIANZA [1]
disuguaglianza o diṡeguaglianza [comp. di dis- e uguaglianza]. Divario, disparità. L’esser disuguale; in condizione di non uguaglianza, di disparità, per età, valore, grado, economica, lavorativa, sociale. Il termine disuguaglianza identifica le differenze dei livelli di benessere derivanti principalmente dalle disparità nel livello dei redditi, dei consumi, nell'accesso all'assistenza sanitaria, nell'istruzione e nella speranza di vita.
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CAMBIAMENTI [1]
cambiaménto [der. di cambiare]. Il cambiare, il cambiarsi. Mutamento, trasformazione, variazione, transizione, cambio, modifica, modificazione, alterazione, metamorfosi, novità, innovazione, rinnovamento, miglioramento, correzione, evoluzione, riforma improvviso e radicale mutamento di situazione, di atteggiamento.
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COMPLOTTO [1]
complòtto [dal fr. complot, di etimo incerto]. – Cospirazione, congiura, intrigo ai danni delle autorità costituite o di persone private: complotto militare; fare, organizzare, ordire un complotto contro il capo del governo; sventare un complotto; si sente vittima di un complotto mediatico. Parola di moda perchè collegata al fenomeno del complottismo e del diffuso cospirazionismo dei nostri tempi, frutto della crescente crisi della politica.
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