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A proposito di gentilezza
In un periodo caratterizzato da crescente volgarità e brutalità del linguaggio la gentilezza è diventata una scelta obbligatoria, una meta da perseguire con lentezza e determinazione, una Itaca che tutti vorrebbero avere per poter continuare a viaggiare e sognare di poter continuare a farlo. Il viaggio può essere fatto da soli o in compagnia, meglio se si riesce a farlo avndo cura di sè stessi e dei compagni di viaggio. Avere cura significa prestare attenzione e adottare una condotta ispirata alla benevolenza. Ne ha parlatoi anche Remo Bassetti sul suo Wrog in un articolo che qui segnaliamo suggerendone la lettura.
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Cattiveria, brutalità linguistica e voglia di gentilezza
Postare testi, immagini, foto e contenuti vari sulle piattaforme tecnologiche è spesso dettato dalla ricerca di approvazioni utili ad alimentare il proprio narcisismo. Nulla di male ma a patto che lo si tenga sotto controllo e non si esageri nell’alimentarlo sfruttando valori negativi come quelli che sembrano oggi sempre più diffusi nella forma di cattiveria, malvagità e brutalità. Valori negativi che hanno sconfitto e fatto dimenticare altri valori come quello della gentilezza.
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Creare relazioni autentiche
Il nuovo libro di Anna Maria Palma e Lorenzo Canuti. Tutto centrato sul tema della gentilezza come nutrimento fondamentale per coltivare relazioni autentiche ma soprattutto per trattarsi e trattare bene gli altri. Lontano dagli stereotipi, dalle pratiche più o meno diffuse, e dai luoghi comuni che raccontano la gentilezza nella semplice forma di cortesia, buone maniere e di buona educazione.
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Gentilezza digitale vado cercando
Valori, comportamenti e stili di vita sono solitamente modellati dalla percezione che ognuno ha della propria esistenza. Oggi il valore sul quale viene calibrato il sentimento dello stare bene è quello della sicurezza e della sopravvivenza, in senso darwiniano del termine. Lo si vede in politica con il prevalere di nuovi autoritarismi e bisogni di leader maximi vari, lo si vede online nel proliferare di una miriade di cinguettii, messaggi e post che ne parlano. La focalizzazione corrente ha fatto dimenticare altri valori, ad esempio quello della GENTILEZZA.
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Gentili sempre, gentili anche online
Sempre connessi e impegnati a interagire con il display di un dispositivo mobile, si rischia di perdere il senso della realtà, confondere il reale con il virtuale, distraendosi da ciò di cui si ha più bisogno: relazionarsi con gli altri e con sé stessi.
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Io abito la possibilità
Uno spazio di accoglienza, ascolto, gentilezza. evoluzione e condivisione per sviluppare e potenziare attitudini relazionali per meglio elaborare emozioni, stati d’animo, ascolto e conoscenza di sé e degli altri. Dedicato a tutti quelli a cui importa, a ciò che è possibile, alla saggezza, alla lucidità, alla gentilezza alla tenerezza, a ciò che è così e basta, all’amore verso se stessi e verso gli altri. Dedicato a coloro che fanno della loro unicità una ricchezza da condividere con chi incontrano sul loro cammino
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La direzione della gentilezza
Per molte persone sembra chiara, mai messa in discussione. Continuo a constatare che poi nelle azioni pratiche anche chi scrive di gentilezza, chi scrive di relazioni investe un tempo ed usa parole per spiegare dei difetti che gli vengono addebitati per "liquidare" una persona che chiede un contatto...sarebbe stato molto più gentile e anche più semplice parlare con questa persona anche per dire forse le stesse cose. La persona si sarebbe sentita presa nella desiderata considerazione e l'altro sarebbe rimasto gentile, perdendo anche meno tempo. La complessità dell'essere umano, ma anche la mia continua e instancabile ricerca di coerenza e anche di divulgazione del vero senso di gentilezza. Sento che queste profondità sfuggono ai più, ma riuscirò piano piano a creare spazi di condivisione su questi livelli e lì nuovi amici mi raggiungeranno e veramente per la prima volta non mi sentirò sola.
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La gentilezza che cambia le relazioni digitali
In uscita su tutti gli store online il mio nuovo e-book, scritto in collaborazione con Anna Maria Palma, dal titolo La gentilezza che cambia le relazioni digitali. Il libro nasce dalla sintonia di intenti, percezioni e visioni del mondo tecnologico e sempre connesso che tutti stiamo sperimentando. La percezione condivisa dai due autori è che rimanendo sempre online, si rischi di disabituarsi a essere gentili, in primo luogo con sé stessi e poi con gli altri, di adottare forme e modalità relazionali che rendano difficile praticare la gentilezza con l’obiettivo di costruire, coltivare e consolidare rapporti veri, concreti ed empatici. Rapporti utili per la condivisione e lo scambio, ma soprattutto per la solidarietà, la relazione, l’amicizia, la confidenza, la benevolenza, la fratellanza, la cordialità e l’intimità.
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La gentilezza è una lumaca, lenta ma inesorabile
Tutti conoscono il paradosso di Achille e la tartaruga, molti anche la favola della lumaca e della lepre. Tartaruga e lumaca sono animali gentili ma determinati e resilienti. Come lo è la gentilezza che oggi sta combattendo una battaglia durissima contro la volgarità, l’abbrutimento del linguaggio e la cattiveria umana.
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La gentilezza nell'ascolto
Ascolto attivo. Significa che ascoltare presuppone una qualche attività. Così quando tengo una conferenza o parlo ad un convegno, mentre il mio sguardo cerca di raggiungere e toccare tutti, almeno con lo sguardo appunto, rintraccio quegli occhi, quell'espressione del viso, quella postura del corpo che più mi trasmettono una connessione, una presenza scelta nell'ascoltatore, una responsabilità assunta nel condividere l'esperienza che entrambi a qualche livello abbiamo scelto di "spartire". Mai avevo letto parole così sagge in questo libro "L'arte di ascoltare" di Plutarco con testo originale in greco. Ho estratto alcune considerazioni. Così ho pensato che ad un mio prossimo evento, invece di distribuire informazioni su quello che sto per dire, distribuirò queste indicazioni. Magari non rimarrà granché di quanto ho detto, ma tutti avranno una indicazione su come ascoltare, per la gioia di qualunque relatore.
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