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Cattiveria, brutalità linguistica e voglia di gentilezza

Cattiveria, brutalità linguistica e voglia di gentilezza

12 Dicembre 2018 Carlo Mazzucchelli
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Postare testi, immagini, foto e contenuti vari sulle piattaforme tecnologiche è spesso dettato dalla ricerca di approvazioni utili ad alimentare il proprio narcisismo. Nulla di male ma a patto che lo si tenga sotto controllo e non si esageri nell’alimentarlo sfruttando valori negativi come quelli che sembrano oggi sempre più diffusi nella forma di cattiveria, malvagità e brutalità. Valori negativi che hanno sconfitto e fatto dimenticare altri valori come quello della gentilezza.

Abbiamo tutti bisogno di umanità, serenità, bontà e gentilezza. Nella realtà ci alimentiamo d’altro. Siamo subissati ogni giorno da preoccupazioni dettate dall’incertezza e dalla precarietà, da un buonismo che tradisce spesso la superficialità o la malafede, da una cattiveria dilagante che si è fatta politica e pratica diffusa, soprattutto online e attraverso i mezzi mediali di cui tutti siamo diventati super-esperti. 

Alla ricerca di valori positivi ci si può imbattere nella gentilezza, non nella forma di sentimento buonista legato alle buone maniere o di un galateo fatto di formule di cortesia, ma come elemento determinante nel favorire la relazione. In primo luogo con sé stessi, ma anche con gli altri. Altri che oggi si incontrano più facilmente nelle realtà online delle piattaforme digitali che nelle strade o nelle piazze del quartiere. 

La gentilezza che sembra da molti dimenticata è all’origine di un progetto editoriale che ho realizzato in collaborazione con Anna Maria Palma, Professional Counselor e Emotional Intelligence Executive Coach. Il risultato finale è stata la pubblicazione di un e-book dedicato alla gentilezza, La gentilezza che cambia le relazioni digitali - Tecnologia e social networking gentili (disponibile su tutti gli store online), focalizzato sulla vita relazionale online. 

All’origine dell’e-book sulla gentilezza c’è la condivisione tra i due autori di una percezione e di una necessità. La percezione è quella di una società ibridata tecnologicamente caratterizzata da universi-mondi paralleli, attuali e virtuali, tecnologici e digitali, ma tutti molto reali. La necessità è quella di ribadire il nostro essere umani nonostante le tante protesi tecnologiche, fisiche e cognitive (smartphone, APP, AR, ecc.), con le quali oggi ci relazioniamo, interagiamo e comunichiamo. La gentilezza e il saperla praticare sono due elementi ancora capaci di esprimere umanità nell’uso delle molteplici risorse oggi disponibili per condividere idee ed emozioni, per conversare e interagire, per trattarsi bene e per trattare bene gli altri. 

I tempi complicati che molti stanno vivendo fanno della gentilezza un bisogno da soddisfare così come un valore da perseguire. La gentilezza come valore non sta tanto nelle buone maniere ma nella sua importanza valoriale nel contribuire a trasformare una relazione in qualcosa di più che una semplice conoscenza, cortesia o interazione. Praticare la gentilezza significa esercitarsi in azioni piene di senso, capaci di far sentire partecipazione e solidarietà dando qualità alla relazione. Oggi queste azioni si possono esprimere in ambiti diversi, familiari e sociali, personali e professionali ma anche quelli tecnologici e digitali delle piattaforme tecnologiche di social networking. 

La qualità che si esprime nella gentilezza intesa come modalità relazionale sta tutta nella ricerca e nella pratica consapevole di una comunicazione non-violenta e empatica. Una comunicazione capace di far ricorso all’uso di linguaggio generativo, un linguaggio capace di produrre cambiamenti e di farlo anche grazie alla pratica dell’ascolto efficace e consapevole. Una comunicazione ben diversa da quella oggi praticata in molti ambienti online ma che potrebbe trovare anche in essi forme nuove di espressione e di utilizzo. 

Saper comunicare e relazionarsi online per molti significa oggi poter alimentare il proprio narcisismo attraverso la visibilità e la continua esposizione pubblica. Saper praticare la gentilezza implica la consapevolezza che la visibilità e l’esposizione online non è sufficiente a garantire felicità e serenità. La realtà virtuale dei mondi online non può essere scissa da quella reale che esiste al di fuori delle cornice dei mille display che utilizziamo. Esserne consapevoli significa riuscire a liberarsi dalla gabbia dei profili digitali, veri e propri avatar con cui viviamo la nostra vita online. Una volta liberati sarà più facile rivalutare o riscoprire forme più autentiche di comunicazione e relazione come guardarsi negli occhi, prestare attenzione, ascoltare, socializzare, ma anche diventare digitalmente consapevoli e rafforzare i legami, anche ma non solo attraverso la tecnologia e i suoi meravigliosi e attrattivi mondi digitali. 

La riflessione proposta nell’e-book sulla gentilezza digitale è cinica e scettica ma libera dalla prigionia binaria del binomio tecnofobia-tecnofilia. Gli autori amano la tecnologia anche se ritengono necessario sottolinearne anche gli aspetti e gli effetti negativi.  La loro è una riflessione critica dettata dal sano cinismo e scetticismo che sempre accompagna il dubbio, finalizzato alla conoscenza. L’obiettivo è di smontare il conformismo della narrazione ottimistica che accompagna la pervasività della tecnologia per mettere in discussione le esperienze tecnologiche che facciamo, ma anche quello che siamo diventati e l’ambiente nel quale viviamo. 

La gentilezza che cambia le relazioni digitali - Tecnologia e social networking gentili è un e-book per tutti ma soprattutto per coloro che oggi sentono con forza l’insufficienza e l’inautenticità di molte esperienze online velocità e rapidità, da un ronzio statico di fondo che rende difficile l’ascolto, da un appiattimento della comunicazione che mette in secondo piano il corpo, lo sguardo e il contatto fisico, ma che rischia di rendere superficiale anche la condivisione, l’amicizia e altre forme relazionali solidali umane. Tutti aspetti questi ultimi che possono essere ottenibili attraverso la pratica relazionale di forme di gentilezza gentilezza caratterizzate da capacità di ascoltare, dall’attenzione verso sé stessi e verso gli altri, dall’educazione (buone maniere ma non solo), dalla compartecipazione alla vita delle persone frequentate, dalla comunicazione aperta, empatica ed assertiva.

 

 

 

 

 

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