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ART+icolo 6: Ceci n’est pas une queue!

ART+icolo 6: Ceci n’est pas une queue!

03 Luglio 2014 Walter Coda
Walter Coda
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Questa non è una coda! E se lo scrivo in francese, un motivo ci sarà!(?)! Questo è IL PROFESSOR CODA! E perché la lingua romanza? Siamo sicuri che tutto abbia un senso? Ok, prendo il treno e vado a dormire su un bel tablet di fagioli, tanto cari a quel signore con i baffi all’insù che bello appariva come dipinto di blu: “Il Surrealismo sono io!” e noi elogiamo la follia. Sogna.

Per alcuni è tutta colpa di Freud, per altri è l’interpretazione di Froid. L’importante è scriverlo bene, come mamma e papà l’han fatto. Dunque Sigismund Schlomo Freud, padre della psicanalisi e zio del Surrealismo, nel 1899 scrisse un libro che rivoluzionò il modo di essere consapevoli dell’inconsapevole. Diverso da tutti gli altri, il dream book servì a riflettere con maggiore consapevolezza su ragione e psiche e a creare un rapido movimento degli occhi. “Shiny happy people holding hands” e tutti a saltare e pedalare per cambiare scenografia!

Se R.E.M non fosse una straconosciuta rock band, se “rapid eye movement” non fosse una stranota fase del sonno, gli abitanti di Rém forse avrebbero meno notorietà del previsto. Sappiamo tutti dove si trova il comune della provincia di Bács-Kiskun, no? E storia sia! La preoccupazione dello scibile umano è sempre in allerta, come la Pipa pipa senza la coda e simile a una foglia morta in acqua. La Rana del Suriname è contemporanea e ha il nome come l’oggetto del mistero che tanto piace al filosofo Foucalt.

Il Surrealismo sancisce l’amore inequivocabile per l’inconscio, addomesticando l’uomo a una “surrealtà” che gli appartiene più della vita quotidiana. Ma se il concetto principale è l’amore per la libertà di immagini, parole senza freni inibitori, tante sono le tecniche che fanno rima con il garage, che sia rock o rimessa d’auto: frottage, grattage, collage, assemblage, per deliziarci il palato e rendere tutto prelibato. Il cadavere squisito berrà il vino nuovo!

Non sono folle, è la corrente artistica. Lo giuro.

Una delle massime figure rappresentative surrealiste è Renè Magritte. L’arte diventa qualcoUsa di qualcoOsa, un linguaggio della lingua, un’affermazione che afferma, ma non conferma ciò che è stato esattamente affermato, scritto, dipinto. Se vogliamo farci le pipe mentali, non dobbiamo andare lontano con l’immaginazione. Prendiamo un quadro del grafico pubblicitario belga e scopriremo i misteri dell’universo. Come l’anziano ciclista del video dei R.E.M. decide di fumare una pipa per riflettere, così Magritte determina una saggezza nel guardare un oggetto e un luogo da infiniti punti di vista, senza garantire quello vero e quello reale, ma entrambi paradossali e banali.

Una pipa, una mela, una bombetta sono tra gli elementi che ci dimostrano che non è fondamentale descrivere l’identità di compitazione di un’opera d’arte o la rappresentazione degli isomeri nucleari per capire il loro spin e lo stato quantico. È necessario far credere di far del bene, odio o Masini che sia, e trovare la verità anche nei concetti filosofici e scientifici. Come l’identità di compitazione di un’opera d’arte o la rappresentazione degli isomeri nucleari per capire il loro spin e lo stato quantico.

Si può complicare un linguaggio anche quando la comunicazione è semplice?

Nell’era dei tablet e delle applicazioni, dei leakS e dei rumorS, delle nuvole informatiche e bande veloci, il Surrealismo è diventato un realismo del XXI secolo. Rappresentare l’impossibile sta diventando - lo è già - un fenomeno non solo digitale, ma analogico tridimensionale. Ciò che ci circonda si basa su un eccesso di informazioni, social e reti di diffusioni personali che aleggiano per dimostrare l’autentico senso dell’arte: essere trasmettitore di emozioni.

Perché se a qualcuno piace l’aglio, potrebbe confonderlo con la cipolla.

L’alito non è la vita!

 


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