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Come vendere alla generazione Z e farla contenta!

Come vendere alla generazione Z e farla contenta!

26 Settembre 2014 Redazione SoloTablet
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E' una generazione di nativi digitali ma per età, modi di pensare e comportamenti deve essere studiata e trattata con attenzione. E' una generazione di bambini che si trovano più a loro agio con i gadget tecnologici che con i loro coetanei e parlano una lingia con un lessico tutto tecnologico: smartphone, download, upload, tablet, iTunes, Google Play, ecc.

Nati in un mondo giù completamente digitale i nativi digitali Z passano molto, troppo tempo ad interagire con dispositivi tecnologici con i quali navigano, messaggiano, chattano, giocano e interagiscono. Sono sempre connessi, sempre immersi in un surplus cognitivo fatto di informazioni, messaggi, Like, punteggi, selfie. Questa generazione, composta da ragazzi e ragazze dai 4 ai 18 anni obbligherà le aziende e le grandi marche a relazionarsi con loro in modalità diverse e tali da provocare nuovi shock nel mercato e garndi cambiamenti. Sono consumatori più informati, capaci di prendere decisioni più ragionate ma anche di farlo in tempi rapidi e attraverso strumenti tecnologici mobile come Wallet di Google o Apple Pay di Apple. Il loro uso costante della tecnologia permetterà ai produttori e alle grandi catene di distribuzione di raccogliere una infinità di dati sui loro omportamenti utili a costruire campagne e prodotti ad hoc.

Il loro affacciarsi sulla scena da consumatori ha cambiato gli scenari e i piani di molte aziende che hanno scoperto l'urgenza di rivedere le loro strategie per soddisfare bisogni fondamentalmente diversi e che richiedono nuovi approcci marketing e innovative modalità di comunicazione e proposizione commerciale. L'idea di potere farlo semplicemente ricorrendo ai media sociali nei quali la generazione Z è immersa sta rivelandosi insufficiente perchè l'uso che essa fa dell'informazione e della comunicazione presenta alcune fondamentali novità rispetto alle generazioni precedenti. Sono novità importanti perchè dipendono da attitudini e modi di pensare diversi rispetto alla tecnologia e a ciò che viene solitamente associato alla socialità e alla vita di tutti i giorni.

 

Da qui la necessità, per molti brand, di rivedere le proprie iniziative e attività di marketing legate alla creazione di nuovi prodotti, alla loro promozione ecommercializzazione geografica e territoriale, alla scelta dei canali, alle politiche di prezzo e ai modelli di business. Non è più sufficiente coabitare come brand i luoghi dei media sociali frequentati dai ragazzi Z e postare messaggi sul Muro delle facce o promuovere prodotti e servizi attareverso immagini su Pinterest o Instagram. Le marche sono chiamate a rivedere tutte le loro attività marketing e ad investire maggiormente nello studio dei nuovi comportamenti emergenti per evidenziare le nuove abitudini nell'uso delle tecnologie.

I bambini della generazione Z sembrano essere attratti così fortemente dai gadget tecnologici di cui sono dotati dal dimenticare che al di fuori di essi esiste un mondo reale fatto di giochi non virtuali e di compagni di gioco in carne e ossa. Preferiscono passare il loro tempo a interagire e giocare attraverso i loro smartphone e tablet e non mostrano alcun interesse particolare ad abbandonare i loro dispositivi per costruire relazioni sociali fatte di carne e sorrisi, di contatti fisici e emozioni reali. Quando lo fanno è perchè probabilmente hanno delle foto o dei video da mostrare ai loro interlocutori sui loro telefonini.

Le definizioni di Generazione Z non sono tutte concordanti. Generalmente si classificano all'interno di questa generazione i ragazzi nati tra la metà degli anni 90 e la fine del secondo millennio, altri però includono nella categoria anche i bimbi nati nel 2011.

Tenendo valida quest'ultima classificazione la generazione Z è composta a livello globale da una popolazione stimata nel 2013 di quasi due miliardi di persone, il 27% dell'intera popolazione mondiale e la maggioranza della quale residente in paesi in via di sviluppo o sottosviluppate. Il dato è interessante perchè la percentuale di ragazzi della generazione Z raggiunge in certe nazioni quasi il 50% ma la loro possibilità di accedere ai nuovi media tecnologici è più limitata di quanto non lo sia per i loro coetanei che risiedono in nazioni sviluppate come quelle occidentali.

Le marche (i brand) che vogliono raggiungere con le loro proposte questa generazione di consumatori deve tenere conto della loro naturale predisposizione all'interazione tecnologica ma anche alle specificità dei paesi in cui essi vivono. Con tutti le marche devono cercare di apparire innovative e ricche di nuovo fascino. Il motivo è che la generazione Z sembra mostrare maggiore interesse al prodotto che alla marca, per ciò che è di moda e fa tendenza rispetto a ciò che dura nell'anonimato. Per veicolare il brand con i prodotti l'interazione con la generazione Z deve essere innovativa e veicolata attraverso strumenti tecnologici che essa preferisce come i vidogiochi e i video. Internet e gli strumenti di messaggistica non sono più sufficienti a catturare l'attenzione e a veicolare comportamenti di acquisto.

La qualità dei prodotti non è più granzia di successo in assenza di buone e aggiornate esperienze utente e valore aggiunto capace di rinnovare fiducia e confidenza nel marchio. Per raggiungere questi obiettivi i contenuti del prodotto devono essere sufficientemente rilevanti, convincenti, attraenti e capaci di catturare l'attenzione e distoglierla dai prodotti e marchi competitivi operando in modo intelligente per trovare spazio nel surplus cognitivo dominante.

 

 

La personalizzazione della comunicazione usando i dati dei consumatori stessi per soddisfare bisogni e preferenze personali, può servire ma non è più sufficiente, bisogna anche tenere conto della loro vita sociale e di gruppo con cui condividono messaggi, gusti, preferenze e sensazioni.

La generazione Z vive e abita i media sociali in percentuali elevate, visitano blog  e forum di cui sono anche redattori attivi e editori. Social network (Facebook, YouTube e Instagram), forum e blog sono usati per fornire raccomandoazioni di prodotti, condividere recensioni e sperimentazioni e scambiare opinioni e punti di vista. Coabitare in questi social network con i ragazzi Z non è sufficiente. Contano molto le iniziative marketing finalizzate a facilitare nuove esperienze con la marca e i suoi marchi.

I membri della generazione Z fanno uso costante dei dispositivi mobili durante le loro epserienze di acquisto, pe informarsi, per acquistare ma anche per fare scelte che tengano conto del rapporo prezzo-qualità. Un comportamento guidato dall'uso sapiente della tecnologia e dettato dalla consapevolezza della crisi economica e dalla necessità di spendere con oculatezza. Sono consumatori digitali e tecnologici ma soprattutto realisti perchè stanno crescendo nella crisi e sono consapevoli che il mondo è diventato instabile.

La scelta delle marche da parte della generazione Z non è influenzata da grandi campagne televisive e marketing implementate in modalità tradizionali e ritenute una perdita di tempo. La generazione Z si mostra disponibile a pagare un prezzo premio in cambio di qualità e coerenza tra immagine del marchio e valore effettivo del prodotto. Un atteggiamento che obbliga le aziende a definire nuove strategie marketing e tempi di implementazione più rapidi. La scelta per l'acquisto di un prodotto per i membri della generazione Z avviene in tempi più brevi perchè l'intero processo di acquisto avviene prevalentemente online (+50% dei giovani Z lo fanno) e grazie all'uso di dispositivi mobili. Un comportamento che offre alle aziende produttrici di beni di consumo grandi e nuove opportunità per rimanere in contatto e comunicare con loro coltivando fedeltà alla marca e fidelizzazione.

Grazie alle nuove tecnologie e in particolare ai media sociali, la generazione Z non è più composta da semplici consumatori ma da protagonisti dell'esperienza di consumo. Si tratta di consumAttori che partecipano al processo di produzione del prodotto e che vogliono essere coinvolti dalle marche per poter fornire suggerimenti e idee che utili a soddisfare meglio le loro esigenze e i loro bisogni. Ne derivano per le aziende scenari completamente nuovi nei quali sono spariti i confini che tipicamente separano il produttore dal consumatore. Scenari che suggeriscono innovazione, cambiamenti e adattamenti continui.

 

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