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Realtà Aumentata o Menti Diminuite?

Realtà Aumentata o Menti Diminuite?

16 Ottobre 2017 Andrea Molino
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Andrea Molino
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Da qualche tempo i produttori di software e hardware hanno iniziato a distribuire prodotti per usufruire di ambienti di Realtà Virtuale (Virtual Reality - VR).
La cibernetica, ovvero l’elettronica applicata alla medicina, ha raggiunto risultati notevoli e la ricerca procede speditamente in tutti i possibili campi di applicazione. L’interazione tra le persone avviene in modo sempre più mediato da sistemi di comunicazione ogni giorno più sofisticati e basati sulla rete globale.

Estrapolando dalla situazione attuale, possiamo facilmente immaginare che nel breve termine, gli ambienti VR verranno utilizzati per giocare, per effettuare video  conferenze, per visitare musei e che nel giro di qualche anno raggiungeranno un livello di qualità grafica e sonora e di coinvolgimento anche di altri sensi (tatto e olfatto) tale, da risultare indistinguibili dalla realtà fisica.

Parallelamente la cibernetica consentirà di sviluppare interfacce neurali abbastanza efficienti ed affidabili da poter essere proposte come mezzi per accedere alla VR. Applicando a questo tipo di evoluzione tecnologica i meccanismi che hanno caratterizzato la diffusione di Internet e degli smartphone e tenendo conto che gli umani tendono ad accettare di buon grado tutto ciò che promette di rendere più piacevole e meno faticosa la loro vita, con un piccolo sforzo di fantasia ho immaginato un futuro non molto lontano in cui la maggior parte della gente passerà quasi tutto il suo tempo connessa ad una VR così sofisticata da replicare il mondo intero.

E non sarebbe soltanto un mondo virtuale uguale a quello fisico, ma aggiungerebbe la possibilità di vivere esperienze praticamente senza alcun limite. Continuando su questa linea di pensiero, sono arrivato a concepire una sorta di paradiso in cui tutti saranno praticamente onnipotenti e onniscienti. Poi ho pensato che l’uomo, per sua natura, non riesce a sopportare la pace e la tranquillità e quando non ha problemi se li crea, quindi ho immaginato che annoiandosi a morte, moltissimi umani inizieranno ad usare una sezione della VR globale creata allo scopo di poter giocare un gioco di ruolo chiamato VitaVera, in cui si nascerà, si potrà vivere per un tempo limitato affrontando mille difficoltà e poi si morirà come succede nel mondo fisico o in qualunque gioco per computer.

Per rendere tutto più realistico, durante la partita, non si potrà ricordare dove in effetti ci si trovi, un po’ come succede durante le nostre esperienze oniriche. A questo punto, ho sentito un brivido lungo la schiena, perché ho pensato: “E se quella che sto vivendo, fosse già una vita del gioco VitaVera?”. Nel giro di qualche minuto mi è sembrato che tutti pezzi del puzzle andassero a posto e più ci pensavo, più mi sembrava possibile, anzi addirittura probabile.

Ragionando da programmatore (deformazione professionale), ho iniziato a fare uno studio di fattibilità e in definitiva sono arrivato a credere che non solo un ambiente virtuale di questo tipo sarà realizzabile, ma che l’ipotesi di essere dentro VitaVera sia in effetti, la soluzione migliore che abbia mai concepito per rispondere alle mie domande esistenziali! Così ho sentito il bisogno di condividere la mia intuizione scrivendo un breve saggio. Ho cercato di descrivere la realtà in cui viviamo come se fossi un umano che vive nel futuro virtualizzato e sta giocando una partita a VitaVera, ma che in modo imprevisto, ha capito dove si trova e desidera rivelarlo al resto dei giocatori.

Mettendomi nei panni del Homo Virtualis, dal mio punto di vista, tutto ciò che racconto è avvenuto nel mio passato, mentre per il lettore sto parlando di cose che succederanno nel futuro. Tanto per complicare un po’ le cose, spiegherò che il tempo per noi del futuro ha perso di significato visto che siamo immortali, mentre nel gioco VitaVera, esiste solo il presente qualunque sia l’epoca in cui si decide di giocare la propria partita.


Il testo che ho pubblicato, può essere interpretato usando diverse chiavi di lettura:

Descrizione della nostra attuale realtà alternativa rispetto a visioni religiose/spirituali

  • Siamo diventati immortali grazie all’evoluzione tecnologica
  • La realtà percepita in questo mondo è in effetti virtuale

Previsione dell’evoluzione del nostro modo di esistere

  • Viene esposta una previsione di evoluzione ottimistica (ci sono alternative peggiori)
  • L’evoluzione virtuale potrebbe essere inevitabile

Critica dell’allontanamento dalla Realtà dell’Occidente ricco

  • Anche ammettendo di trovarci in una realtà fisica, stiamo virtualizzando tutto
  • Induciamo bisogni fasulli e produciamo servizi superflui

Denuncia di un sistema di controllo oppressivo

  • Viene promossa l’ignoranza per vendere idiozie
  • Viene aumentata la paura per fornire protezione
  • Viene stimolata la solidarietà per sfruttare la beneficenza

Esortazione ad aprire gli occhi per vivere in modo più sensato

  • Tendiamo a considerare reale ciò che percepiamo, magari in modo errato
  • In ogni caso, la paura di perdere ciò che abbiamo ci frena

Spero di riuscire ad insinuare nel lettore, il dubbio che la realtà che percepisce non sia esattamente come se la immagina e quindi che il suo modo di vivere potrebbe anche cambiare...

Potete trovare il mio eBook in formato kindle qui: https://www.amazon.it/dp/B01MR85Y98

Buona Lettura!
Andrea Molino

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