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🌑🌒 2021 – UTOPIA COME ESERCIZIO DI PENSIERO CRITICO
Il mondo contemporaneo ha assoluto bisogno di pensare il futuro come una possibilità buona (Roberto Mordacci). E' nell'ottica di un'opportunità per il cambiamento che bisogna riprendere il viaggio verso l'utopia. Un viaggio diventato sempre più necessario, complesso ma quasi obbligatorio se vogliamo esercitare la nostra capacità di immaginare un futuro nel quale possano coesistere migliori condizioni di vita e relazioni sociali più giuste e vivibili. Il viaggio verso l'utopia dovrebbe essere intrapreso da tutti. Prima di partire il pensiero utopico può servire alla critica del presente e a individuare le mete e le destinazioni da raggiungere.
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Massa, moltitudine, sciame
"La massa ha bisogno di una direzione. Essa è in movimento e muove verso qualcosa. La direzione comune a tutti gli appartenenti rinforza la sensazione di eguaglianza.“ - Elias Canetti
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Quello che la tecnologia ci dice
Siamo immersi in un mondo tecnologico che ci obbliga a cercare di capire cosa stia succedendo, nella vita privata individuale così come in quella professionale, aziendale e sociale. La tecnologia evidenzia il caos presente e le emergenze in atto. Ci racconta anche molto di ciò che siamo diventati, di come lo siamo diventati e di quanto sia diventato difficile comprendere le numerose rivoluzioni in atto. Grazie alla tecnologia pensiamo di possedere il mondo, di essere diventati più informati e sapienti ma in realtà siamo sempre più dei semplici robottini che agiscono, interpretano e pensano, condizionati dai sistemi tecnologici che frequentiamo. E ciò che è forse più grave è l’impossibilità di evadere da una realtà della quale non possiamo più fare a meno.
Si trova in Blog / Tabulario
Algoritmi e software si stanno mangiando il mondo
La pervasività tecnologica non è solo quella visibile e tangibile che si manifesta nei numerosi dispositivi che ci portiamo appresso ma soprattutto quella invisibile che li anima e li fa funzionare. E’ una invisibilità garantita da software e algoritmi sempre più evoluti e potenti, capaci di velocizzare l’elaborazione di ogni cosa ma anche di sostituire processi e procedure, dotare di capacità intelligenti robot e macchine tecnologiche e di digitalizzare praticamente ogni cosa
Si trova in Tecnologia e Impresa / Ambiti di applicazione e Strategie
Italia(ni) viv(a)i raccontandosi storie!
Il buon senso vorrebbe che tutti si dotassero di strumenti critici utili per ascoltare e vedere meglio la realtà delle cose, la loro complessità e interdipendenza, e anche per pensare fuori dai binari del pensiero corrente. La pratica più diffusa è al contrario fondata sulla passiva accettazione del senso comune, una tendenza alimentata dalla paura di essere esclusi, dalla difficoltà effettiva a stare fuori dal coro o di esserne espulsi. Per sentirsi vivi non rimane che raccontarsi storie, felicitarie, consolatorie, furbesche, illusorie, indulgenti verso sé stessi, costruite ad arte per essere accettati e sempre all’interno della narrazione emergente. Ne deriva una schizofrenia crescente, una solitudine diffusa, una infelicità reale e una rabbia crescente. Tante emozioni in ebollizione alla ricerca costante di vie d’uscita per eruzioni liberatorie e libertarie prossime venture.
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UNA UTOPIA PER IL 2021: LA SALUTE
Da psicologo delineo come ambito per l’utopia LA SALUTE Dietro a questa scelta vi è un medesimo giudizio di valore: anche la salute è un bene comune da salvaguardare (e forse anche redistribuire); un bene collettivo che grava su ognuno. Grava non solo in termini di costi sul sistema sanitario (sostenuto da tutti) ma di costi umani. Non siamo monadi, viviamo in una rete (fatta di parenti, amici, conoscenti e sconosciuti), sulla quale la sofferenza impatta e nella quale si diffonde. La salute è un bonus che abbiamo in dotazione dall’inizio della nostra esistenza. La responsabilità di non dissiparlo è personale e collettiva. Un’utopia post Covid 2021 potrebbe essere quindi il redistribuirla equamente
Si trova in Blog / Recinti aperti
Più che il device potè l’ecosistema!
La qualità dei dispositivi mobili in circolazione e le loro caratteristiche tecniche, più o meno simili, non aiutano la scelta del consumatore. Eppure la scelta dovrebbe essere semplice e legata esclusivamente all’ecosistema all’interno del quale il dispositivo si trova. Prima di acquistare un iPad, un Kindle, un Nexus o un Surface bisognerebbe conoscere, comprendere e valutare cosa è disponibile su ogni piattaforma.
Si trova in Tecnologia e Impresa / Ambiti di applicazione e Strategie
2019 e Tecnologia: l’anno delle domande!
Tutti usano la tecnologia e molti ne parlano. Non è detto però che la conoscano o siano consapevoli dei suoi effetti sulla vita delle singole persone, della società e delle sue possibili evoluzioni. Il 2018 ha fatto emergere tutta una serie di problematiche. Il 2019 potrebbe essere l’anno giusto per cominciare a porsi utili domande. E come si sa, le domande sono spesso più difficili delle risposte!
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Il Software me lo riscrivo da solo
L'avvento delle nuove forme di intelligenza artificiale e l'affermarsi, lento ma previdibilmente inesoriabile, degli assistenti personali e di macchine intelligenti lascia intravedere una nuova mutazione in corso. Il software è l'elemento portante della rivoluzione tecnologica in corso e il componente che permette alle aziende di monetizzare i loro investimenti. L'arrivo di macchine capaci di apprendere rischia di trasformare anche gli scenari futuri del software e lo stesso modo in cui verrà prodotto.
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Sharing economy e disoccupazione giovanile
L’avvento dei social network, con le loro funzionalità di condivisione, i MiPiace, le reti sociali sempre interconnesse, ha favorito l’affermarsi della cosiddetta sharing economy o economia della condivisione. Tutto sembra essere diventato condivisibile ma nessuno fa caso agli intermediari della condivisione. La loro trasparenza e presenza fissa li rende particolarmente felici e ricchi per le opportunità che il loro ruolo garantisce loro. Felici sono anche gli utenti, spesso ignari che nello scambio in cui sono coinvolti più che guadagnarci stanno rinunciando a prendere possesso della loro sorte in un mercato sempre più caratterizzato dalla precarietà e dalla stagnazione dei redditi.
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