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Senza etica della tecnologia sarà vero progresso? (Sabrina Francavilla)
La tecnologia ci fornisce una sorta di realtà alternativa con la quale interagiamo attraverso delle regole che essa stessa ci impone. Ci si ritrova quindi a utilizzare un paradigma e dei concetti a esso correlati che potremmo non comprendere
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
Stiamo attraversando una crisi che prelude all’avvento di un nuovo paradigma (Annarita Dibenedetto)
Ogni epoca storica si regge su determinate coordinate valoriali e teorie che fondano e dirigono l’agire umano, con incursioni anche nella vita individuale di ciascuno di noi. Ecco, l’impatto della tecnologia nelle nostre esistenze sta sicuramente creando delle crepe nei presupposti del precedente paradigma, gettando i semi del prossimo. Come verrà definito, non so, ma certamente al centro di questa nuova instaurazione di valori vi è la tecnologia. L’intelligenza artificiale, intesa come insieme di pratiche che riescono ad attuare scenari ritenuti fantascienza sino a qualche tempo fa, è già qualcosa che va oltre la mera tecnica: non solo piega la natura cambiando il nostro punto di vista su di essa, ma anche riprogetta, ricrea la realtà, pure nella sua declinazione umana.
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Nell'era tecnologica dobbiamo focalizzarci sull'etica (Nausica Manzi)
Dal mio punto di vista, la tecnologia quindi è il velo di Iside, perché si pone come un mezzo da un lato utile alla vita umana, sostegno, aiuto (si pensi alle intelligenze artificiali o agli odierni sistemi informatici che permettono di svolgere più lavori contemporaneamente, videochiamate e possibilità di connettersi con chiunque nello stesso momento in tutto il mondo), dall’altro, come arcano oscuro, come mistero tremendo che fa paura. Tale velo che è la tecnologia si pone quindi come un elemento terzo, che è sia tremendum che fascinans, due termini questi su cui concentro l’attenzione nel primo capitolo del mio saggio “Custode di esistenza”.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
Necessario integrare pensiero scientifico e umanistico (Gerardo Ricciardi)
Fin dall’inizio della relazione uomo-macchina, l’uomo ha dovuto vivere nuovi problemi, ma in questa era tecnologica la “macchina”, nella sua versione digitale, è dotata di una “volontà di potenza” molto forte, in relazione all’impatto che ha sulla vita umana, in dimensioni fondamentali, come quelli legati agli spazi e ai tempi di vita e di lavoro oppure alla interazione uomo-dispositivo nella sua componente psicologico-emotiva. Pertanto è abbastanza evidente che l’umanità deve porsi il problema del controllo della tecnologia, del suo uso, sia in termini comunitari sia in termini personali.
Si trova in Blog / Filosofia e tecnologia
Manifesto per un nuovo Homo sapiens (The Sapiens)
Per Harari l’Homo sapiens dell’era digitale (Homo digitalis?) si è trasformato in Homo deus, per Vittorino Andreoli in Homo stupidus stupidus. Nel mezzo ci stà un nuovo Homo sapiens, da costruire, come comunità di individui e cittadini con una visione esistenziale, critica della realtà tecnologica e digitale nella quale sono immersi come pesci che non sanno cosa sia l’acqua perché non l’hanno mai lasciata. E’ un Sapiens capace di guardarsi dentro e di guardare con uno sguardo diverso, di riflettere sul Sé, individuale, di genere e collettivo, disposto ad aprirsi alle novità, alla negatività (neg-attività) dell’esistenza, ai cambiamenti e alle sorprese. Capace soprattutto di elaborare pensiero critico, di riflettere, di decostruire e, nel farlo, di dare forma a pensieri diversi, alternativi, liberi, ribelli, ricchi di senso, utili a vivere la cosiddetta era digitale da esseri umani, in modo esistenziale e non solamente funzionale. Al nuovo Homo sapiens serve un MANIFESTO e qui ho provato a delinearne uno, aperto al contributo di tutti!
Si trova in Blog / Tabulario
Rimanere umani al tempo delle intelligenze artificiali
Cosa c’entrano Leopardi, Goethe, Kant, Pascal e Spinoza con la tecnologia e l’era digitale? Lo ha spiegato molto bene Francesco Varanini nel suo ultimo libro. “Le cinque leggi bronzee dell’era digitale. E perché conviene trasgredirle”. Un libro per persone curiose e (tecno)consapevoli, che usano il pensiero critico per comprendere la complessità delle tante realtà parallele nelle quali si è liquefatta la realtà fattuale odierna, che amano la lettura come strumento di conoscenza e si interrogano sul ruolo che la tecnologia ha assunto nelle loro vite, come individui, gruppi e comunità La tecnologia ha cambiato il mondo e si prepara a dominarlo. Noi però possiamo cercare di continuare a rimanere esseri umani. Il come è ben raccontato nel libro di Varanini.
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Rimanere umani al tempo delle intelligenze artificiali
Cosa c’entrano Leopardi, Goethe, Kant, Pascal e Spinoza con la tecnologia e l’era digitale? Lo ha spiegato molto bene Francesco Varanini nel suo ultimo libro. “Le cinque leggi bronzee dell’era digitale. E perché conviene trasgredirle”. Un libro per persone curiose e (tecno)consapevoli, che usano il pensiero critico per comprendere la complessità delle tante realtà parallele nelle quali si è liquefatta la realtà fattuale odierna, che amano la lettura come strumento di conoscenza e si interrogano sul ruolo che la tecnologia ha assunto nelle loro vite, come individui, gruppi e comunità La tecnologia ha cambiato il mondo e si prepara a dominarlo. Noi però possiamo cercare di continuare a rimanere esseri umani. Il come è ben raccontato nel libro di Varanini.
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La tecnologia è il modo dell’umano di stare al mondo: difficile distinguere dove finisce l’una e inizia l’altro (Cosimo Accoto)
Ogni trasformazione delle tecnologie porta con sé una ridefinizione dell’umano e, di conseguenza, di molti dei concetti che usiamo per dare senso al nostro essere al mondo, alla nostra storia e alla nostra natura. Dalle tecnologie biomediche e biometriche, agli strumenti di misurazione comportamentali e sociali, all’apparato tecnologico sensoriale innestato dentro gli ambienti e le ecologie, ogni nuova invenzione tecnologia ci ridefinisce.
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Come dervisci rotanti che danzano sull'orlo di un burrone ( Gianni Spulcioni)
Stiamo pericolosamente danzando sull’orlo del burrone. Le indubitabili opportunità che la tecnologia ci offre di vivere meglio, hanno un rovescio della medaglia pericoloso che oggi mi pare stia prendendo il sopravvento. In ciò, a mio avviso, sicuramente molto aiutata dall’attuale situazione economica con i suoi risvolti sociali.
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Pensieri critici e fuori dal coro sulla tecnologia
Sviluppare una riflessione critica sul ruolo che la tecnologia sta avendo nella vita individuale di ognuno non è semplice. Il rischio è di essere etichettati immediatamente tra gli apocalittici e i tecnocritici, tra coloro che guardano al passato e rigettano innovazione e cambiamento o come novelli tecno-luddisti. Se la grande narrazione tecnologica è fatta da tecno-entusiasti impegnati nella celebrazione della nuova religione Tecno, adottare una posizione scettica, agnostica o neutrale è già di per sé motivo di accusa e di segregazione. Ai tecno-entusiasti e tecno-dipendenti sfugge l’urgenza di una riflessione critica e la validità di una parola contraria.
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