L'Arte Col Tempo Rana /

ART-icolo 18/2: Il mio nome è Barocco. Neobarocco.

ART-icolo 18/2: Il mio nome è Barocco. Neobarocco.

08 Ottobre 2014 Walter Coda
Walter Coda
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Ho la licenza di esagerare e di rendere l’arte in continuo cambiamento. Sono l’eccesso, la mutevolezza, l’instabilità e mi piace far vedere oggetti ed umani in dettagli e frammenti. Se ci metto anche l’aspetto polidimensionale, creo una confusione che neanche i Ricchi e Poveri e il rapper Moreno messi assieme sanno cantare. Conoscete il Neobarocco e vi sorprenderà. Il mio numero è 4-1-5-2-3. Adorabile!

Quello che vediamo in realtà è tutta finzione. Quello che sentiamo dell’auto che non va è solo la frizione. Cosa vuol dire tutto ciò? Look at that red car! Ognuno di noi sta immaginando una macchina rossa, la sua vettura rossa, quella più vicina alle proprie sensazioni di tatto e alle dimensioni delle papille gustative. ALT! Cosa avete capito? Che siano filiformi, fungiformi, vallate o foliate, l’aspetto interessante è guardare con la pupilla e mangiare la popilla.

Il Neobarocco è una corrente artistica contemporanea che segna una riviviscenza del barocco ed una sua completa negazione. Il prefisso Neo non sempre significa innovazione e ultima generazione. Quando compriamo uno smartphone o un tablet con il nome del modello scritto a caratteri cubitali, attenzione alla versione proposta, perché non tutto quello che vediamo in realtà è realtà. In realtà dove l’avevo scritta questa frase, in realtà?

Se pensiamo alla parola “dissoluzione”, vengono in mente alcuni ricordi scolastici. Di solito un corpo solido diventa liquido o una classe sociale si disgrega o durante la lezione volano strane figure costruite con fogli di carta. Nel Neobarocco è l’opera d’arte a dissolversi, per raggiungere un obiettivo, ciò che rincorriamo da quando abbiamo installato i milioni di miliardi di social network nei dispositivi mobili: la passione per il nulla!

Sollevo lo scroto, regolo la temperatura dei testicoli e sostengo la spermatogenesi.

Il muscolo cremastere è diventato grazie a Matthew Barney la sezione dell’apparato genitale maschile più inquietante e divertente del mondo dell’arte. Lo scultore-modello-giocatore di football americano-studente di medicina realizza nell’arco di 8 anni una serie di 5 video attraverso i quali racconta tutta la fantasia di un uomo e la totale estraniazione dal contesto sociale che conosciamo. Per rendere tutto semplice, vagheggiamo di osservare una rana nel tempo con delle persone in abiti da lavoro del tutto professionali accompagnate da altre completamente fuori di testa sia per i vestiti indossati sia per le mansioni che ricoprono. Una sorta di unione dell’Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam con Io tigro, tu tigri, egli tigra di Pozzetto-Villaggio-Montesano più un pizzico dei due film de I soliti idioti e il tocco segreto del Mago Gabriel conosciuto ai tempi di Mai dire Tv. State provando ad immaginare?

Io sono Walter Salvatorefiglio.

L’artista statunitense riesce ad essere identificato come l’ideale esponente della corrente neobarocca, tanto cara e proclamata dal semiologo italiano Omar Calabrese, un cultore dei linguaggi, dei segni e del loro impiego sensato. A proposito, pensa a chi ti pensa non pensare a chi non ti pensa perché se pensi a chi non ti pensa chi ti pensa non ti penserà più [cit. del Web].

È giusto considerare arte un video che non ti fa capire niente dall’inizio alla fine?

In arte tutto è concesso. Il Neobarocco è l’ennesima dimostrazione della positiva pericolosità del rapporto tra l’uomo e la sua mente. Se il Barocco del XVII secolo fu definito “bizzarro”, le infinite manipolazioni della nuova tendenza artistica hanno proclamato il Caos come fonte primaria della Bellezza, divina parola diventata sempre più incomprensibile. Con la consapevolezza che un giorno lavori e l’altro pure. Oppure no, licenziato (in)giustamente. Perché la legge è sempre del più furbo.

Noi vogliamo la botte piena e la moglie ubriaca.

Rana. Tempo. Arte. Uva!

 


2014 COPYRIGHT © Walter Coda - tutti i diritti riservati all’autore

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