La gabbia di vetro

29 Novembre 2015 Redazione SoloTablet
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BIBLIOGRAFIA DI TECNOLOGIA - Nicholas Carr mette in guardia dall'eccessiva automazione e da sistemi tecnologici che favoriscono il concentramento del potere nelle mani di chi controlla la programmazione e gli algoritmi. Il rischio è di diventare sudditi inconsapevoli di computer e macchine alle quali ci affidiamo sempre più ciecamente illudendoci che esse siano oggettive. L'autore con questo libro continua la sua riflessione critica già sviluppata in testi precedenti nei quali ad esempio si interrogava sul ruolo di Internet nel renderci stupidi. Ora ha puntato il suo sguardo sulla diffusione e pervasività di algoritmi che guidano aerei, gestiscono transazioni bancarie, sostituiscono mansioni manuali e anche intellettuali e decidono quali siano i contenuti che possiamo vedere in rete (Google e non solo).

Sono poche le cose che oggi facciamo senza l’aiuto dei computer.

È questo il mondo che vogliamo? Nicholas Carr va al di là dell’entusiasmo per piloti automatici e macchine che guidano da sole, computer indossabili e medicina digitalizzata, mostrandoci il prezzo che paghiamo nel lasciare che il software domini sempre di più il nostro lavoro e il nostro tempo libero.

Anche se ci rendono più semplice la vita, la rete e le nuove tecnologie ci stanno rubando qualcosa di essenziale, come la gratificazione legata al fatto di portare a termine un lavoro complicato nel mondo reale.

Dalle fabbriche tessili del xix secolo alle cabine di pilotaggio dei moderni aerei, Carr esplora l’impatto dell’automazione da una prospettiva profondamente umana, esaminando le conseguenze della nostra crescente dipendenza dai computer. Senza dimenticare che, usando mezzi così efficienti, rinunciamo a sviluppare competenze cruciali in vari ambiti, col risultato di trovarci in gravi difficoltà se lo strumento non funziona.

L'autore

Nicholas Carr autore di saggi importanti sul rapporto tra tecnologia, economia e cultura, collabora con The New York Times, The Financial Times, Wired e altri periodici. In questa collana ha pubblicato Internet ci rende stupidi? (2011).

"Dobbiamo ricordare che gli strumenti che usiamo modificano la nostra esperienza dell'esistente. Troppo spesso invece tendiamo a considerare computer, programmi e algoritmi come mezzi di produzione o consumo. Dovremmo fare un passo indietro, e considerarli un mezzo esperienziale. In altre parole, questi strumenti danno forma al modo in cui viviamo, lavoriamo, interagiamo l'un l'altro. Di conseguenza, dobbiamo assicurarci che siano progettati per arricchire le nostre esistenze, piuttosto che per renderci marginali rispetto alle nostre vite. Più diventiamo dipendenti dagli algoritmi, e più facile è manipolarci ".

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