Tu non sei un gadget

01 Novembre 2015 Redazione SoloTablet
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BIBLIOGRAFIA DI TECNOLOGIA - “Tu non sei un gadget” è la frase che ogni mattina dovremmo pronunciare allo specchio prima di sederci davanti al computer per resistere alla dittatura della Rete, che ci sta trasformando lentamente in esseri standardizzati privi di individualità e di coscienza. Questo è il consiglio a tutti i cittadini del mondo contemporaneo per ribellarsi allo strapotere di Internet. In questo libro, grandioso manifesto culturale, Jaron Lanier analizza la storia della società digitale e spiega come il presunto egualitarismo del web stia diventando ormai una sorta di dittatura della massa.

Jaron Lanier, Tu non sei un gadget - Edizioni Modadori, Collana Strade Blu - 2010


 

Proviamo a immaginare che gli esseri umani smettano di usare la tecnologia piegandola ai propri scopi, per lasciare che sia la tecnologia a plasmare le loro vite: che cosa accadrebbe?

Jaron Lanier, guru della realtà virtuale, appartiene alla ristretta cerchia dei lungimiranti pionieri della Silicon Valley che si formò negli anni Ottanta. Tra i primi a predire i rivoluzionari cambiamenti che il Web avrebbe apportato al mondo dell'economia e della cultura, oggi, a vent'anni dalla creazione della Rete, offre una lettura stimolante del modo in cui Internet pervade e condiziona le nostre esistenze.

Il Web e le sue applicazioni sono ormai così familiari che è facile non vedere come di fatto essi si stiano sviluppando in direzioni imprevedibili rispetto al progetto originario. Grazie a un metodo d'indagine coerente e rigoroso e al suo talento eclettico,

Lanier analizza gli aspetti tecnici e culturali, l'impatto sociale e le distorsioni ideologiche di un universo digitale contraddittorio e ci mette in guardia contro le aberrazioni di un sistema condizionato dai mercati finanziari e da siti che troppo spesso privilegiano la "saggezza della folla" e gli algoritmi informatici a danno dell'intelligenza e della capacità di giudizio delle singole persone, mettendo in serio pericolo la creatività intellettuale, lo spirito critico e la stessa idea di sapere.

L’attuale cultura dominante di Internet è la discendente di quella che fu la cultura radicale del primo Internet” -  “Sfortunatamente le idee sono motivate in parte dalla negazione della natura biologica della persona. I nuovi veri credenti cercano di concepire se stessi come delle specie di macchine astratte fatte di immortale informazione, e non più come creature incasinate, corporee e mortali. Questo non è altro che un nuovo approccio verso un’antica follia: la negazione psicologica dell’invecchiamento e della morte”.

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