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FUTURO
futuro [dal lat. futurus] – Che sarà o verrà in seguito; che, rispetto al presente, deve ancora avvenire. Il tempo che verrà o gli avvenimenti che in esso si succederanno: prevedere, indovinare, predire. In grammatica, tempo futuro, categoria del verbo che indica l’azione in quanto si deve svolgere nel futuro. Sotto l’aspetto morfologico, il futuro italiano proviene da una precedente forma perifrastica del latino volgare: darò da dare habeo; in varie lingue, invece, la perifrasi è ancora presente: così in tedesco, dove si ricorre all’ausiliare werden «divenire», o in inglese, dove si utilizza shall «dovere» e will «volere». (Treccani)
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CASA
L'etimologia del termine casa (per altro non comune a tutte le lingue neolatine) è da ricondursi al latino casa che letteralmente indica una capanna o più genericamente un luogo coperto; esso deriva, inoltre, dalla radice sanscrita ska che rimanda all'idea di coprire e che ritroviamo nel latino castrum (accampamento) e anche in cassis (elmo). (Etimo Italiano)
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IMMAGINAZIONE [2]
immaginazióne [dal lat. imaginatio -onis]. – Particolare forma di pensiero, che non segue regole fisse né legami logici, ma si presenta come riproduzione ed elaborazione libera del contenuto di un’esperienza sensoriale, legata a un determinato stato affettivo e, spesso, orientata attorno a un tema fisso; può dar luogo a una attività di tipo sognante, oppure a creazioni armoniose con contenuto artistico, o anche, con un meccanismo che si riallaccia all’intuizione, a conclusioni ricche di contenuto pratico; con definizione più generica, la facoltà di formare le immagini, di elaborarle, svilupparle e anche deformarle, presentandosi in ogni caso come potenza creatrice.
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In fondo basta una parola
Un libro sulle parole per ridare senso ad alcuni vocaboli, belli o brutti che siano, scelti dall'autore come candidabili a essere approfonditi, anche per mettere in discussione l'uso conformistico che se nefa ma anche il potere e l'ordine che caratterizza il contesto nel quale oggi viviamo. Le parole scelte sono 50, non sono presentate in ordine alfabetico ma sulla base di sensazioni e emozioni personali. Molte parole presentate sono attraversate come se fossero delle storie.
Si trova in I Caffè Filosofici di OLTREPASSARE
COMUNICARE [1]
comunicare [dal latino: communicare, mettere in comune, derivato di commune, che compie il suo dovere con gli altri, composto di cum insieme e munis ufficio, incarico, dovere, funzione.] Parola dal significato intuitivamente profondo comunicare è rendere comune, far conoscere, far sapere; per lo più di cose non materiali; dire qualcosa, confidare, anche divulgare, rendere noto ai più. Comunicare è una esperienza umana e una espressione sociale, contribuisce allo sviluppo del Sè condividendo qualcosa con qualcuno al di fuori da Sè. E' alla base di una cultura, di un sapere, di un patrimonio comune e condiviso, del dialogo anche tra estranei.
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VOCE
Voce, femminile sing [pl:voci. Dal latino Vox vōcis]. 1)"Fisiologia"insieme di suoni articolati, emessi dall'uomo per mezzo della laringe,dove hanno sede le cordi vocali. 2)"zoologia"Insieme di suoni inarticolati emessi da vari animali. 3) Espressione del timbro vocale quale: una voce alta e sonora.
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Le parole misurano la realtà
Comunicare bene significa saper cogliere le sfumature e trovare le parole giuste per raccontarle.
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I video di OLTREPASSARE
Dalle parole scritte alle parole parlate. Da contenuti testuali a produzioni audio e video. Cosa ha più effetto, testo, audio o video? OLTREPASSARE usa tutti i tipi di contenuti possibili. L'obiettivo è di presidiare canali di comunicazione eterogenei, raggiungere il numero più ampio possibile di persone, con contenuti di qualità e che abbiano veramente valore per il destinatario finale. La disponibilità di contenuti in formati diversi permette alle persone di scegliere in base alle loro preferenze e abitudini nell’abitare le diverse realtà digitali. E ciò è ciò che interessa a OLTREPASSARE.
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LEGGEREZZA
leggerézza [der. di leggero]. L’esser leggero, qualità di ciò che è leggero (che ha cioè poco peso). Agilità, sveltezza, scioltezza, facilità, spontaneità. In senso figurato poca serietà, incostanza, volubilità, riferito alla persona o agli atti.
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MEDIALE
mediale [dal latino tardo medialis «medio, posto nel mezzo»]. In anatomia e in embriologia, che è in posizione prossima al piano mediano. In linguistica, che si riferisce alla forma media del verbo; che ha il valore di forma media. Si dice che l’azione di un verbo ha aspetto, valore, funzione mediale quando esso, pur non possedendo il medio, esprime un’azione al cui svolgimento e al cui risultato il soggetto è particolarmente interessato. Nel linguaggio giornalistico, relativo ai mass media, cioè ai mezzi di comunicazione di massa: società mediale, caratterizzata dall’uso delle moderne tecnologie della comunicazione; cultura m., quella che si esprime attraverso tali tecnologie.
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