SOGGETTO [1]

13 Marzo 2021 Etica e tecnologia
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soggètto [dal lat. subiectus, part. pass. di subicĕre «assoggettare» (comp. di sub «sotto» e iacĕre «gettare»]. Posto sotto, sottostante; anche sostantivato, ciò che sta sotto. Dal greco hypokeimenon, ciò che è nascosto all'interno soggettività individuale come suo fondamento ontologico, la sostanza (sub stantia),, l'elemento ineliminabile e costitutivo di ogni cosa e che la caratterizza come distinta da tutto ciò che è accessorio e contingente.

[sog | gèt | to]

Corre veloce di questi tempi l’accezione del termine soggetto come “assoggettato”, “sottomesso”; in ciò ben si riflette lo spirito del presente, tinto di pessimismo con qualche spruzzata di nichilismo.

In realtà il subiectum è un termine assai antico che ha concorso a fare la Storia del pensiero, come traduzione ciceroniana dell’aristotelico Ypokeimenon, indicante la sostanza di qualcosa, ciò che soggiace immutabile nel trasformarsi delle cose.

OLTREPASSARE: “Le parole sono etichette che si appiccicano alle cose, non sono le cose.” (Josè Saramago)

Il nome “Dante” indica un soggetto che rimane se stesso nel suo divenire poeta da ragazzo che era, e poi esule, e anziano maestro in una piccola scuola di Ravenna.

Il soggetto permane nonostante tutto, e nella filosofia antico-scolastica ciò denota la realtà profonda delle cose, contro l’apparire fenomenico degli “oggetti”.

Che il soggettivo sia sinonimo di irrilevante lo si deve agli empiristi inglesi, con la loro identificazione della mente come specchio della natura: secondo Hobbes e seguaci, l’essere umano non fa che riflettere la realtà circostante, senza contribuire alla sua costruzione di senso; non solo, questo riflettersi moltiplica all’infinito i punti di vista, rendendoli competitivi, divisi, autoreferenziali. Il disastro comincia qui, e non si è più fermato. 

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Perché allora “ci siamo sottomessi”?

Da dove ci viene questo bisogno di sotto-stimarci, riducendo la nostra natura umana a mero strumento?


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Autore

Maurizio Chatel

Nel 2008 è entrato nell’associazione Phronesis per la consulenza filosofica.

Come consulente volontario ha lavorato per il Comune di Torino, aprendo uno sportello d’ascolto per i Care Givers a cui si sono rivolte centinaia di persone.

L’iniziativa è poi stata chiusa dal Comune stesso per motivi burocratici mai del tutto chiariti.

 

 

* La foto di copertina è stata tratta dal sito della Compagnia degli erranti

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