2017 - 100 strategie analogiche per resistere al digitale (e allo smartphone) /

Il display non è del tutto trasparente, la finestra sì...

Il display non è del tutto trasparente, la finestra sì...

01 Ottobre 2017 Redazione SoloTablet
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Il libro di Carlo Mazzucchelli 100 strategie analogiche per resistere al digitale (e allo smartphone) è pubblicato nella collana Technovisions di Delos Digital

Il display non è del tutto trasparente, la finestra sì, ricordati che esiste e prova ad aprirla!

 

Nella percezione comune gli schermi sono superfici bidimensionali, quasi sempre rettangolari (chi si ricorda più gli schermi tondi dei primi televisori anni 50’ e poi quelli squadrati con angoli arrotondati che seguirono?), lucide, opache o a Retina, composte da cristalli liquidi o altre componenti tecnologiche, che hanno funzione di finestra o porta di ingresso a informazioni e realtà virtuali tridimensionali a cui si accede attraversandoli con lo sguardo.

Per la presenza di una cornice gli schermi possono essere associati mentalmente a dipinti ma le immagini in essi contenuti sono in movimento (come quelle dei quadri della scuola di magia e stregoneria di Hogwarts) e oggi sempre aggiornate in tempo reale. Il display dello schermo può essere vetrina, finestra e specchio, strumento per guardare e vedere il mondo, per creare relazioni, mettersi in mostra e rispecchiarsi. Il display finestra richiama il ruolo dell'occhio nel costruire una certa percezione del mondo, del modo di vedere e di guardarsi dentro. Impone una visione frontale e delimita lo spazio di rappresentazione, riempiendo il vuoto con immagini, narrazioni e suoni che attivano una relazione costante tra l’io e le molteplici realtà virtuali in esso rappresentate.

Il display è sempre più metafora dello sguardo vitale, testimone della frammentazione dell'esistenza che porta a frequentare spazi virtuali diversi e online. Per essere una finestra deve poter essere trasparente, spesso non lo è. Deve fissare le immagini invece di lasciarle fluttuare liberamente per brevi attimi e prima che riprendano la loro migrazione verso altri lidi e utilizzatori. Più che finestra il display è diventato un monitor, un separatore tra mondo reale e mondo virtuale, un muro delle facce, una bacheca, una superficie scrittoria, un mezzo di trasporto e di narrazione ma anche il simbolo forte di molte solitudini moderne  del cittadino alla ricerca di comunità e di socialità.

La finestra di un edificio al contrario aspira da sempre a rappresentare il mondo nella sua veridicità (Leon Battista Alberti) non è governata da algoritmi o racchiusa in cornici dalle quali non ci si può esporre. È una finestra che si può spalancare sul mondo e sull'orizzonte o essere un semplice spiraglio per una sbirciatina sulla realtà più vicina, senza farsi vedere e per cogliere i semplici dettagli. Una finestra costruita e resistente nel tempo, espressione delle nostre esperienze e conoscenze acquisite durante l'arco di una vita intera e che hanno forgiato credenze, opinioni, punti di vista, ideologie, valori ed emozioni. Una finestra che può essere spalancata sul mondo proprio grazie agli sforzi fatti per comprendene il ruolo e l'importanza ma anche grazie a ciò che la differenzia dai molteplici display-finestre virtuali di cui siamo circondati. 

Oggi tutti si sono abituati a diversi tipi di finestre, alcune fisiche e reali, altre virtuali e digitali. Difficile dire quale delle due tipologie privilegiare o quale evitare. Serve però ricordare che il nostro modo di vedere le cose dipenderà dalla prospettiva che abbiamo deciso di sposare.

Spalancare una finestra può essere un gesto liberatorio, per cambiare aria e guardare altrove ma anche per respirare aria vera, un gesto coraggioso perché gli abissi che si aprono su alcune finestre provocano timore e tremore e tante vertigini,  un gesto desiderante verso ciò che si concede allo sguardo pur essendo lontano (la cima dell'Everest o del vulcano andino Ojos del Salado) e impossibile da raggiungere (la vista dall'oblò di un aeroplano), un gesto solidale che ci aiuta ad accogliere gli altri e la loro diversità,  un gesto arricchente per tutto quello che è in grado di regalare.

Così come si può spalancare, la finestra si può anche chiudere. Ciò che conta è la volontà di riaprirla, rinunciando alle molteplici finestre che fanno l'occhiolino, per essere aperte, con le loro icone grafiche sul display-finestra di uno smartphone, tablet o laptop.

 

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