Tecnopagani

01 Gennaio 2015 Redazione SoloTablet
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Il libro di Carlo Mazzucchlli 80 PROFILI DIGITALI - Identità, personalità e stili di vita determinati tecnologicamente, è pubblicato nella collana Technovisions di Delos Digital

Tecnopagani 

Il paganesimo è un termine usato per indicare una religione tradizionale come quelle greche o romane, politesita e naturale, legata a culti e rituali locali, campagnoli (dal latino pagus-pagi) e non sempre diposti a seguire le religioni ufficiali e statali come il cristianesimo. Il paganesiomo moderno è una specie di macroreligione compendente religioni e forme di spiritualismo diverse che condividono visioni tra loro simili quali il politeismo e il panteismo, una teofania della natura, il rapporto diretto con la divinità senza l'ausilio di un sacerdote, la stregoneria con le sue festività e la magia. Il tecnopaganesimo può essere visto come una manifestazione di paganesimo nel quale il mondo tecnologico è concepito come sacro. Rispetto al paganesimo, alla natura si è sostituita la tecnologia, al cerchio magico degli stregoni il cyberspazio, alla divinità il computer e le macchine tecnologiche, alle festività pagane i riti rave, le BBS e le chat room, le esibizioni fieristiche tecnologiche e le numerose celebrazioni online. 

Tecnopagani sono i fedeli del tecnopaganesimo, una credenza e una pratica religiosa (collegata al panteismo e all'ecopaganesimo ambientalista) che prevede il ricorso a ogetti tecnologici. Riferimenti storici sono il Druidismo e l’antica religione della natura o Wicca. Tecnopagani sono molti dei tecnoesibizionisti che usano i loro dispositivi tecnologici (puntatori laser, proiettori, smartphone, macchine fotografice, ecc.) per pratiche quotidiane che sono diventate rituali magici e momenti di celebrazione. Tecnopagani sono i membri di molte comunità digitali che abitano la Rete e contribuiscono alla produzione di subculture tecnologiche. Tecnopagani sono i movimenti urbani che vedono la celebrazione di rave o riti sciamanici a base di musica elettronica. Tecnopagani sono infine tutti coloro che assegnano alla tecnologia significati spirituali e magici e che fanno ricorso a metafore informatiche per spiegare fenomeni e simbolismi spirituali. Tecnopagani sono coloro che si affidano agli impliciti poteri del cervello umano per esplorare il mondo senza fare ricorso a dei o a demoni. 

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Anche se non ne siamo sempre consapevoli tutti siamo intrisi da qualche forma di spiritualità che ha bisogno di trovare una sua espressione pubblica. La tecnologia è diventata uno strumento espressivo di nuove forme di spiritualità e di pratiche che ricordano i mondi della magia ma permettono una nuova profondità nella comprensione del mistero e di ciò che appare come sconosciuto e inconoscibile. Il nuovo spiritualismo si manifesta come una religione pagana fondata sulla forza magica della tecnologia e sulla sua capacità di facilitare esperienze mistiche e spirituali a programmatori e tecnici, a scienziati, ad archittetti tecnologici, a hacker e nerd. 

Tutto il mondo tecnologico e 'cyber' è impermeato di tecnopaganesimo, un misto di neopaganesimo e new age, di tecnologia digitale e cultura informatica. Tecnopagani sono molti esperti e artisti del digitale, attivisti del villaggio globale elettronico (cyberia) e della blogosfera e, al tempo stesso, praticanti di forme religiose new age e tecnopagane. La loro cultura nasce dal tentativo di affrontare, con un approccio olistico e dal punto di vista esistenziale, la riflessione filosofica resasi necessaria dalla rivoluzione scientifica e tecnologica e dall'aspirazione ad assegnare un'aura di sacralità alla tecnologia. Il tecnopaganesimo è una forma di sicretismo religigioso, un misto di cultura cyberdelica e di controcultura sessantottina, contaminata dalle religioni mistiche orientali e da altre forme di spiritualismo collegate all'astrologia, alla magia, al demoniaco e all'occulto. Le forme di espressione dei tecnopagani, descritte anche nel libro di Mark Dery Velocità di fuga, si appoggiano su strumenti tecnologici e su numerose comunità o gruppi online e celebrano i loro riti in luoghi specifici, diversi da quelli fisici ma reticolari, virtuali e comunicanti tra loro. 

I tecnopagani guardano ai computer come oracoli del nostro secolo che possono essere impiegati per predire il futuro ma anche per permettere nuove esperienze mistico-religiose. Esprimono la loro spiritualità tecnologica attraverso eventi pubblici e sociali e forme rituali che hanno trovato espressione come Rave Party nei quali si sperimentano forme di spiritualità e di sballo al suono altissimo di musica house e techno, HamDest, ecc. Credono nel potere sacrale (il computer come medium spirituale per comunicare direttamente con gli dei e i suoi angeli) delle macchine che utilizzano sia per incanalare energia vitale sia per avere visioni del futuro e manipolare la realtà. Un atto che trova riscontri nella magia e nella stregoneria e che esprime l'atavico desiderio umano di intervenire sulla natura modificandola. La tastiera di un computer, uno schermo tattile, Internet, i sintetizzatori, le nanotecnologie e i numerosi sensori e processori che animano la Internet degli oggetti, le linee telefoniche e Wi-Fi, i videogiochi e le loro console, sono per il tecnopagano tanti strumenti per sperimentare nuove magie, praticare nuovi riti di stregoneria e usurpare il ruolo del Dio cristiano come unico creatore. L'esperienza tecnologica, come ben raccontato da William Gibson nel suo romanzo culto Neuromante si fa misticismo e il cybersapzio si popola di creature superumane, nuovi Dei pagani che rimpiazzano quelli delle religioni istituzionali. 

I tecnopagani sono primitivi postmoderni che riproducono percorsi iniziatici di antiche tradizioni misteriche ma con oggetti tecnologici diversi, ricchi di seduzione e magia perché capaci di produrre nuove esperienze spirituali e religiose, in stile New Age, e di permettere nuove forme di esplorazione e di espansione della coscienza (Terry Pattten). I tecnopagani non sono dogmatici e neppure tecnodeterministi ma lasciano a tutti grande libertà spirituale. Vedono il mondo come una grande rete non gerarchica, e traggono ispirazione da materie, discipline e libri diversi, dalla biologia, alla fantascienza, alla fisica e alla poesia. Sono in genere tolleranti, pragmatici e alla ricerca di nuove esperienze spirituali improntate alla tecnofilia. Per loro la tecnologia è uno strumento e un'estensione delle capacità umane. Una visione evoluzionista che non colpevolizza la tecnologia per i suoi effetti negativi di cui sono invece responsabili i suoi utilizzatori. La tecnologia del futuro è per loro la magia del passato, a essa si richiamano per praticarla in modalità diverse. Alla scienza rimproverano il tentativo di imporre la sua autorità e combattono, con azioni da pirati, hacker e cyberpunk, per un controllo democratico delle informazioni e delle risorse. Alla scienza ufficiale ricordano i limiti dettati dalle scoperte sul principio d'indeterminazione di Heisenberg, su quello di incompletezza di Godel e sulle scoperte della fisica quantistica. Lo fanno per ritagliarsi lo spazio per una propia mitologia teologia tecnologica. 

Nella loro visione mistica del computer e dei suoi ingranaggi e della tecnologia come unica fonte di verità vera e di progresso, i tecnopagani finiscono per rabilitare le religioni monoteistiche, per trasferire il Dio cristiano creatore e il Buddha compassionevole e un pò new age nelle macchine superintelligenti e nei robot transumani prossimi venturi. Un cortocircuito che si manifesta anche politicamente con il sostegno implicito alla filosofia capitalistica del progresso. I tecnopagani rischiano di far resuscitare il Dio, considerato morto da Nietzsche e dall'emergere della postmodernità. 

L'universo del tecnopaganesimo è variegato e complesso, ricco di sette e visioni tra loro non sempre coerenti e unitarie. Per una comprensione del fenomeno può essere utile consultare le opere di autori tecnopagani o studiosi come Terence McKenna, Dawkins Richard (The God Delusion), Tymothy Leary, Erik Davis, (Techgnosis:Myth, Magic & Mysticism in the Age of Information), Mark Pesce, Robert Pirsig, Arthur C. Clarke (Profiles of the Future: An Inquiry into the Limits of the Possible), William Gibson (Neuromante), Bruce Sterling, William Burroghs, Howard Rushhkoff, Raven Kaldera, Bell David (An Introduction to Cybercultures), e molti altri.

 

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