2015 - 80 identikit digitali /

Altre categorie e identikit vari

Altre categorie e identikit vari

01 Gennaio 2015 Redazione SoloTablet
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Il libro di Carlo Mazzucchlli 80 PROFILI DIGITALI - Identità, personalità e stili di vita determinati tecnologicamente, è pubblicato nella collana Technovisions di Delos Digital

Altre categorie e identikit vari 

Una volta iniziato, il gioco della creazione di neologismi tecno-qualcosa può continuare all'infinito. E' un gioco che continuerò ma che vorrei finisse per appassionare anche altri. I molteplici ambiti di applicazione della tecnologia e le numerose riflessioni che ne derivano creano spazi di creatività e inventiva infiniti. Come dimostrano i neologismi qui sotto descritti, emersi nel momento in cui mi accingevo a chiudere la stesura di questo e-book. 

Tecnocontadini 

Difficile essere contadini senza essere appassionati di tecnologia e senza fare i conti con le novità tecnologiche che stanno cambiando il modo di fare agricoltura nel mondo. Non solo OGM e culture idroponiche ma anche l'applicazione di tecnologie dell'informazione per migliorare produttività ed efficienza nelle piccole come nelle grandi aziende. 

Non tutti i contadini sono tecnocontadini, non tutti dispongono della cultura necessaria a cimentarsi con l'innovazione che un approccio tecnologico comporta, non tutti dispongono degli strumenti o dei budget per farlo. I contadini tradizionali stanno ai tecnoimmigrati così come i tecnocontadini stanno ai tecnonativi. Tra i primi e i secondi si sta consumando uno scontro generazionale legato a visioni diverse del futuro. I tecnocontadini, come i tecnonativi, sono cresciuti insieme alla tecnologia e non si pongono neppure il problema di usarla o meno. I loro genitori comprendono i vantaggi derivanti dalla tecnologia ma ricorrono a essa solo se le loro pratiche tradizionali non possono essere svolte normalmente. Spesso il loro ricorso alla tecnologia è dettato dalla carenza di lavoranti e dalla necessità di svolgere rapidamente e nello stesso periodo dell'anno operazioni importanti come la semina o la fienagione. 

A limitare il raggio di azione dei tecnocontadini è la dimensione dell'investimento necessario, solitamente elevato nelle fasi iniziali ma anche per il suo ammortamento e costi di manutenzione dei macchinari acquistati. 

Tecnoimmortali 

Se sono fortunati e se avranno indovinato tipo di investimento e tecnologia, i tecnoimmortali saranno i futuri cittadini che, a partire dal 2050, potranno trapiantare la loro intelligenza e coscienza umana su un supporto non biologico e cyborg. Sostenuti da sostansiosi e interessati investimenti da parte di ricchi imprenditori e finanzieri, a questo obiettivo stanno lavorando da tempo scienziati e esperti di robotica, biologi molecolari e ingegneri delle nanotecnologie, tutti alleati per individuare le tecnologie più adatte a dare l'immortalità futura e a trasportare in là nel tempo corpi ibdernati e pronti alla clonazione macchinica. 

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Tra i numerosi aspiranti tecnoimmortali ci sono magnati russi come Dimitry Itskov che ha finanziato un progetto denominato 2045 Initiative finalizzato all'eliminazione dell'invecchiamento umano e la morte superando i limiti delle capacità fisiche e mentali del corpo umano. Per realizzare il suo progetto Itskoc ha deciso di investire una fortuna ma ha anche dato ad altri la possibilità di parteciparvi con un finanaizamento di tre milioni di dollari. Stanno lavorando alla tecnoimmortalità l'americano David Murdock che ha investito milioni di dollari in un centro di ricerca biomedica, John Sperling punta alla clonazione umana, attraverso una ricerca a base di cellule staminali, nel suo laboratorio Kronos Longevity Research e con un progetto nato inizialmente per clonare il suo cane ma che all'ottantesimo tentativo ha permesso di clonare solamente un gattino non rassomigliante neppure con l'originale, Robert Miller, Don Laughlin e altri che hanno puntato sull'ibernazione per conservare i corpi in attesa che gli scienziati scoprano il segreto della vita eterna e Larry Ellison che investe 50 milioni all'anno in ricerche contro l'invecchiamento. 

Al momento gli aspiranti tecnoimmortali sembrano condividere tra di loro il sogno e il desiderio di sopravvivere a lungo, la ricchezza e la grande disponibilità di mezzi finanziari, una certa dose di pazzia, di utopismo e di illusione, la volontà di sopravvivere qualche anno in più rispetto a coloro che, pur non essendo ricchi come loro, arrivano tranquillamente agli ottanta o novanta anni, e la speranza di potercela fare. 

Il rischio è che tutti i loro investimenti finiscano per favorire l'arrivo della singolarità e la supremazia delle macchine, quelle sì potenzialmente tecnoimmortali e tecnoeterne.

 

 

 

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